Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

Cos’è la magnetoterapia

La magnetoterapia è una particolare metodologia di trattamento particolarmente utilizzata nell’ambito della medicina alternativa per scopi curativi e riabilitativi. Essa si fonda sul principio secondo cui l’esposizione di determinate zone del corpo a campi magnetici può risolvere problemi di varia natura.

Numerosi studi hanno dimostrato come la magnetoterapia, anche detta elettromagnetoterapia, possa ristabilire la giusta carica magnetica nelle cellule del corpo. Le analisi fatte partono dal concetto che ogni cellula abbia un potenziale elettrico (potenziale di membrana). Questo, in seguito ad un trauma, afflizioni parapatologiche e patologie di qualsivoglia natura si abbassa.

Proprio in questo caso agisce la magnetoterapia che ristabilisce il potenziale elettrico originale delle cellule dunque il loro equilibrio biochimico ripristinando, quindi, la giusta funzionalità della membrana cellulare. Più in generale, avviene una ripolarizzazione della membrana alla quale consegue la ristabilizzazione dell’equilibrio energetico.

Le onde magnetiche utilizzate sono tipo non-ionizzanti, ovvero, non sono assorbite dai tessuti o dagli organi ma influiscono su di essi tramite un’azione biofisica.

Le tipologie di magnetoterapia

È sbagliato pensare che questo genere di terapia abbia una sola modalità di applicazione. Infatti, nel corso degli anni, con l’esperienza e lo studio, gli esperti di medicina sono riusciti ad individuare diverse forme di utilizzo della frequenza del campo magnetico. 

Esistono infatti 3 tipologie principali di trattamento con la magnetoterapia:

  • Magnetoterapia statica: questa tipologia si basa sul fatto che una cellula danneggiata abbia subito anche un’alterazione nel potenziale di membrana a causa di una modificazione del flusso degli ioni, ossia un’alterazione della differenza del potenziale elettrico che intercorre tra la zona citoplasmatica (cariche negative) e quella extracellulare (cariche positive). 
    Grazie all’impiego di campi magnetici attraverso, l’applicazione di appositi magneti nella zona da trattare, dunque, si ristabilirebbe il potenziale di membrana sui valori standard, ovvero dai -40mV ai -80mV.
  • Magnetoterapia a bassa frequenza: questa tipologia si basa sul fatto che l’applicazione di un particolare strumento molto simile ad una spirale, creato con un materiale conduttore e chiamato solenoide, riesca ad esercitare una sorta di micromassaggio cellulare in grado di coadiuvare l’espulsione dei residui metabolici. Questa tipologia, dunque, risulterebbe maggiormente efficace se utilizzata su tessuti ricchi di liquidi (con ritenzione idrica).
    Viene definita a bassa frequenza per l’utilizzo di onde ad un’intensità compresa tra i 5 e i 100 Hertz.
  • Magnetoterapia ad alta frequenza: questa tipologia è più comunemente conosciuta anche con il nome di magnetoterapia a radio frequenza e si basa sul fatto che l’applicazione di onde radio migliorerebbe l’immunità cellulare ristabilendo così il giusto equilibrio.

La magnetoterapia ad alta frequenza, inoltre, avrebbe un’azione fluidificate sul sangue riuscendo così ad attivare o stimolare la circolazione. Questo sarebbe particolarmente indicato per lenire le infiammazioni muscolari e non solo.
Inoltre, questa terapia riuscirebbe a ristabilire la giusta polarizzazione della membrana cellulare e conseguentemente superare, così, lo stato di depolarizzazione.
Viene definita ad alta frequenza per l’utilizzo di onde radio a largo spettro ad un’intensità compresa tra i 18 e i 900 MHz. 

Qual è l’utilizzo principale della magnetoterapia?

La magnetoterapia, come accennato precedentemente, opera sostanzialmente sull’equilibrio elettrochimico della cellula regolarizzandolo e ristabilendo la permeabilità della membrana. Per questo motivo, la suddetta pratica è spesso utilizzata per la cura di disturbi muscolari e articolari oppure patologie ossee o dei tessuti.
Quando è presente un’infiammazione muscolare si possono rilevare delle importanti anomalie nei campi magnetici. La magnetoterapia può essere quindi utile per ristabilirne l’equilibrio. Nello specifico, i magneti impiegati erogano un campo magnetico di 2000/2500 Gauss. In base alla dimensione della zona da trattare verranno scelti i magneti della dimensione adeguata. 

La magnetoterapia presenta controindicazioni?

Sebbene questa terapia non presenti particolari controindicazione non è il caso di utilizzarla per i bambini, donne in gravidanza, pazienti affetti da diabete, soggetti affetti da cardiopatie o portatori di pacemaker, soggetti affetti da tumore, soggetti affetti da aritmie, soggetti epilettici e soggetti affetti da infezioni. 
È bene sottolineare che l’esclusione di queste categorie non è dovuta ad effetti collaterali riscontrabili direttamente dalla terapia magnetica, bensì dalla cautela che le aziende produttrici degli apparecchi devono avere per tutelarsi rispetto a possibili incidenti o rischi a cui sono esposti i soggetti affetti da determinate patologie.

L’apparecchiatura impiegata nella magnetoterapia

L’apparecchiatura impiegata nei trattamenti di magnetoterapia è costituita da una console computerizzata (che genera l’energia da infondere), due magneti principali e i cavi di collegamento. 
L’energia transita nei cavi e arriva ai magneti creando così un campo magnetico. Dalla console il terapeuta modifica la frequenza del campo per agire sulla zona del corpo interessata.
I magneti appaiono come piastre rettangolari e hanno su uno dei due lati una striscia di velcro. Queste ultime permettono di applicarli su fasce che servono da bendaggi nella zona da trattare. Esistono varie fasce a seconda della parte anatomica sottoposta al trattamento di magnetoterapia.
Per usufruire di questa terapia anche autonomamente a casa , è possibile prendere l’apparecchio magnetoterapia a noleggio.

Come si svolgono e quanto durano le sedute

È importante ricordare che la magnetoterapia deve essere svolta da professionisti o su precisa indicazione degli stessi. 
Le sedute, infatti, iniziano generalmente con un colloquio con il paziente il quale deve descrivere al terapeuta i sintomi di dolore che percepisce e cercare di localizzarli . Successivamente lo specialista, si accerterà della condizione e provvederà ad indicare le modalità con cui si svolgerà la terapia o indicherà con precisione come il paziente potrà svolgere il trattamento.
Le informazioni fornite dal paziente al terapeuta sono fondamentali poiché quest’ultimo, inserendole nella console computerizzata, ne trae indicazioni sulla potenza del campo magnetico da applicare. Il passo successivo che esso compirà sarà quello di posizionare i magneti sul muscolo infiammato e azionare l’apparecchiatura. I magneti rilasceranno flussi elettromagnetici ad intermittenza per un tempo di 30/35 minuti. Durante la posa dei magneti, il paziente non avvertirà alcun dolore.
Un trattamento completo, per il trattamento di infiammazioni muscolari, secondo gli specialisti, dovrebbe comprendere all’incirca 30 sedute. 

Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

La magnetoterapia trova spesso impiego per il trattamento di disturbi articolari, reumatici e infiammatori. Infatti, essa è spesso utilizzata per la cura di:
• ulcere da decubito,
• formicolii e tunnel carpale (compressione nervosa che causa disturbo e dolore nella zona del polso e della mano),
• edema (accumulo di liquidi nei tessuti),
• vene varicose (è una dilatazione patologica della vena determinata da aumento della pressione, trombosi o insufficienza delle valvole),
• contusioni,
• atrofia di Sudek (sindrome riscontrabile a seguito della rimozione del gesso ortopedico),
• piede diabetico (detto anche piede neuropatico, è una complicanza cronica del diabete che compromette la funzione e/o la struttura del piede),
• dolori post operatori o cronici,
• distorsione,
• epicondilite (anche detto gomito del tennista),
• osteoporosi, rallentando il processo di diminuzione della densità ossea;
• malattie reumatiche (comunemente detti reumatismi sono dei disturbi dell’apparato locomotore e dei tessuti connettivi. Essi possono colpire articolazioni, ossa, tessuti, organi e tendini),
• ernia del disco (rottura del disco intervertebrale da cui ne deriva la sua dislocazione e la fuoriuscita del nucleo o di parti di esso),
• dolori muscolari,
• lombalgia (più comunemente detto mal di schiena, colpisce muscoli e ossa della schiena),
• nevralgia (patologia del nervo il quale può essere danneggiato e può colpire qualsiasi nervo del corpo),
• artrosi ( detta anche osteoartrosi è un disturbo che colpisce le articolazioni determinando la perdita delle cartilagini articolari sostituita da un nuovo tessuto osseo),
• artrite (infiammazione di una o più articolazioni).
Come è possibile evincere da questo elenco, l’utilizzo dei magneti risulta efficace su problematiche di diversa natura che colpiscono aree molto diverse. 
Infatti, l’azione dei campi magnetici è rivolta direttamente alle cellule. Dunque, essendo il corpo umano completamente composto da esse ne trae sicuramente beneficio. Più in generale è possibile dire che sottoporre determinate zone ad un campo magnetico, nel caso in cui siano presenti traumi o patologie, consente di trarre un effettivo giovamento.

Perché utilizzare la magnetoterapia

L’utilizzo della magnetoterapia a scopi terapeutici, a differenza delle cure tradizionali presenta diversi vantaggi.

In primis, è importante considerare che la terapia a base di campi elettromagnetici, non comporta effetti collaterali. Infatti, è stato dimostrato da diversi studi che non intossica l’organismo e risulta essere sicura e non invasiva.

Un soggetto che si sottopone alla magnetoterapia, non riscontrerà fastidi o dolore nella zona trattata dai magneti.

Tra i numerosi benefici riscontrabili con l’utilizzo della magnetoterapia è bene considerare l’effetto che questa ha sull’organismo. Essa, infatti, è in grado di migliorare il metabolismo della cute, a questo ne consegue un’azione anti invecchiamento dei tessuti.

Nello stesso ambito, numerosi studi, hanno dimostrato come l’utilizzo dei magneti sulla pelle consenta di accelerare il percorso di cicatrizzazione delle ferite, delle piaghe e agevoli la guarigione dei tessuti molli. Inoltre, essa è in grado di stimolare la calcificazione dei tessuti, riducendone i tempi e aumenta la resistenza e la mineralizzazione ossea. 

La magnetoterapia, tra i numerosi benefici, annovera anche un’azione sul sistema circolatorio. Infatti, aumenta la vascolarizzazione e la velocità di scorrimento del sangue. Ne consegue un evidente miglioramento della circolazione periferica. 
Infine è stato dimostrato che il posizionamento dei magneti in determinate zone del corpo possa essere particolarmente utile come antiinfiammatorio o antidolorifico.

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