Linfociti altissimi: cause e rimedi definitivi

Quando abbiamo a che fare con i globuli bianchi parliamo sempre della nostra difesa, del nostro esercito.

E se di globuli bianchi stiamo parlando non possiamo non parlare di linfociti che sono i killer del nostro organismo. Questo perché? Perché grazie ai linfociti noi riusciamo a trovare il nostro agente patogeno e a combattere la minaccia che in quel momento ci fa stare male.

Ma cosa succede se i linfociti sono altissimi?

In quel caso parliamo di linfocitosi ma le cause di questa condizione non si possono controllare con un semplice emocromo. Serve, infatti, il consulto con un medico.

Il nostro corpo, e questo lo abbiamo capito, è una macchina perfetta e come tale è soggetta a certi meccanismi che neanche noi conosciamo bene ma che le nostre cellule conoscono benissimo.

Infatti abbiamo una serie di barriere, partendo dalla nostra epidermide o alle mucose del naso che ci permettono di fare una prima difesa rispetto ad agenti esterni che possano intaccare il nostro organismo. 

D’altronde anche un piccolissimo raffreddore è qualcosa che il nostro corpo combatte con i nostri anticorpi.

Ricordiamo sempre, infatti, che non c’è un giorno della nostra vita in cui il nostro corpo, dall’interno combatte qualcosa che, sia all’interno, sia al di fuori, vuole minare il nostro equilibrio. 

Per questa ragione è sempre bene sapere come funzionano determinate cose, imparando anche a capire quali di questi sintomi, anche piccolissimi, dovrebbero farci pensare a qualcos’altro.

Un esempio piccolo piccolo ma che secondo me ci permette di capire quello di cui andremo a parlare è quello di un linfonodo sentinella che, di solito, si attiva alla prima infezione.

Un morso di un insetto a cui siamo allergici, anche in piccola parte, un raffreddore che ci sta facendo un po’ penare e via di sentinella perché ognuno di noi ha un esercito di combattenti che cerca di farci stare in salute. 

Vediamo, ora, passo passo cosa sono i linfociti e che cosa comporta questa malattia.

Cosa sono i linfociti

Cosa sono i linfociti: Linfociti T & Linfociti B
Cosa sono i linfociti: Linfociti T & Linfociti B

Linfociti T

Quando si parla di linfociti T si parla di una classe di globuli bianchi.

I globuli bianchi, che si chiamano anche leucociti sono delle cellule che servono a difenderci contro corpi estranei, microrganismi patogeni, cellule neoplastiche e antigeni di vario tipo.

I globuli bianchi possono essere:

  • granulociti
  • monociti
  • linfociti

Quelli T si chiamano così per un recettore che si trova sulla superficie e si chiama TRC o T cell receptor. Questi linfociti, come i linfociti B, sono prodotti dal midollo osseo e poi maturano e migrano nel timo. Questi linfociti che si trovano nel timo hanno una durata breve: infatti vivono circa uno o due giorni.

Se però c’è di mezzo una sostanza estranea questi piccoli linfociti diventano grandi linfociti, chiamati plasmacellule che rendono inattivo l’antigene secernendo l’anticorpo giusto in quel momento.

I grandi linfociti entrano nel meccanismo della mitosi che crea tanti linfociti, tantissimi, e ognuno di loro ha memoria dell’antigene che ha stimolato il loro intervento e la loro crescita. Questo è importantissimo in caso di un secondo attacco dello stesso gene perché le cellule già sanno quello che devono fare. Questi linfociti, infatti, si chiamano anche cellule memoria e si trovano nella milza e nei linfonodi.

Questi linfonodi T, quindi, attivano subito la risposta immunitaria per neutralizzare infezioni, virus e batteri e si dividono in vari sottogruppi:

  • linfociti TH servono per creare anticorpi
  • linfociti TS neutralizzano le cellule nocive per l’organismo

I linfociti T, comunque, per essere attivati cercano un contatto diretto con la cellula che porta con sé l’antigene.

La cellula T se incontra un antigene puro, però, non si attiva. Per attivare il linfocita ci deve stare una sorta di riconoscimento grazie all’istocompatibilità della proteina MHC.

Questa istocompatibilità è alla base di tutti i processi immunologici, infatti è molto importante anche nei casi di trapianti di organi e il loro rigetto.

Questa proteina è diversa da persona a persona ed è quindi molto variabile.

I linfociti T riconoscono queste proteine come nemiche e per questo c’è bisogno dei farmaci antirigetto.

I meccanismi che vengono messi in atto dall’organismo sono:

  • immunità innata che è la prima difesa contro i microbi. Sono la pelle e le mucose ad esempio, che servono a non far penetrare l’organismo esterno nel corpo. Questo tipo di immunità potenzia anche l’altro tipo di immunità, di cui ora parleremo.
  • immunità adattiva che è una strategia difensiva che si sviluppa più lentamente rispetto alla prima immunità ed opera dei linfociti e dei prodotti dei linfociti cioè gli anticorpi.

Quest’ultima immunità può essere sia:

  • immunità ematica
  • immunità umorale

I linfociti T sono recettori che riconoscono antigeni microbici proteici, quindi lavorano nello specifico e uccidono qualsiasi cellula infettiva.

Linfociti B

I linfociti B sono quelli che vengono dal fegato e dal midollo osseo.

Anche i questo caso abbiamo una risposta immunitaria potente, come nel caso dei linfociti T e in seguito migrano dalle loro posizioni originarie per posizionarsi in altre zone del corpo come milza e linfonodi.

Quando il linfocita B si attiva ingloba l’agente estraneo e chiama a combattere i linfociti T, un vero e proprio esercito di cecchini.

Cause dei linfociti alti: linfocitosi

Cause dei linfociti alti: linfocitosi e infezini virali
Cause dei linfociti alti: linfocitosi e infezini virali

Abbiamo, quindi, capito che ci sono diversi tipi di globuli bianchi e che servono a proteggerci da vari parassiti, funghi, batteri e virus. 

Oltre alle cellule di cui abbiamo già parlato abbiamo accennato anche alle cellule natural killer che sono specifiche e killer, appunto, come le altre due. 

Ma perché a un certo punto scopriamo di avere un numero di linfociti elevato? La causa più normale è un’infezione virale come la mononucleosi. Alcune infezioni batteriche, come la tubercolosi pure possono far aumentare la nostra carica di globuli bianchi. Anche alcuni tumori come il linfoma o la leucemia linfatica possono portare un numero di linfociti elevato dovuto anche all’immissione di linfoblasti e cellule linfomatose nel torrente ematico. 

Anche il Crohn e il morbo di Graves possono far aumentare il numero dei globuli bianchi nel nostro sangue. Quello che è strano è che l’aumento di questi globuli non causa sintomi evidenti ma va detto che alcuni sintomi, seppur minimi, come una febbriciattola o una forte sudorazione notturna, un calo di peso parecchio repentino o una stanchezza cronica possono essere segno di qualcosa che non va. Se abbiamo qualche sospetto, come ad esempio una strana febbre a 37 per una settimana, sarebbe il caso di fare gli esami del sangue. Quando si rileva un aumento dei linfociti allora bisogna controllare un campione di sangue al microscopio e vedere se sono attivati da un’infezione o sono immaturi come nei tumori. Se scopriamo anche il tipo di linfocita sarà più facile scoprire qual è il problema che ha scatenato questa reazione. 

Avere, comunque i linfociti alti significa che il nostro sistema immunitario sta combattendo qualcosa ed è attivo. La linfocitosi è proprio l’aumento dei globuli bianchi nel sangue. Questo succede, nella maggior parte dei casi, per combattere una malattia o un’infezione. 

Il valore normale dovrebbe essere circa 1500 linfociti per microlitro. Se ne abbiamo più di 3000 linfociti per microlitro di sangue significa avere la linfocitosi. Attenzione perché nei bambini il valore cambia, ad esempio. 

I globuli bianchi, comunque, sono di vario tipo: 

  • granulociti neutrofili
  • granulociti basofili 
  • granulociti eosinofili
  • monociti
  • linfociti

L’alterazione dei valori normali di questi ultimi può causare condizioni più o meno gravi. Infatti questi linfociti sono più o meno tra i 20 e il 40 per cento dei leucociti presenti nell’organismo. 

Quindi è sicuramente vero che un’alterazione può essere un sintomo semplice rispetto a un’infezione ma è sempre meglio controllare quello che succede per vedere di stare più tranquilli e scongiurare patologie più critiche da affrontare. 

Abbiamo, dunque, compreso l’importanza di uno screening legato a un semplice esame del sangue, esame di routine che andrebbe fatto anche solo per controllare il livello di colesterolo o se gli altri valori sono al posto giusto. Ma, in ogni caso, anche se abbiamo detto che non si sono poi tantissimi sintomi per capire che c’è qualche problema con i nostri linfociti basta un occhio un po’ più allenato per capire che forse qualcosa non va. Attenzione, cioè a questi sintomi che adesso cercheremo di elencarvi con maggior dovizia per rendervi partecipi di ogni piccolo allarme che potremmo prendere in considerazione per un controllo, che è sempre doveroso fare, questo lo abbiamo capito, oramai. 

I sintomi di cui abbiamo già parlato sono: 

  • febbre
  • perdita di peso
  • stanchezza e anche debolezza 
  • sudorazione notturna

Ma bisogna anche stare attenti a: 

  • ingrossamento dei linfonodi
  • pienezza del ventre o dolore (che può essere causato anche da fegato e milza ingrossati)
  • bruciore durante la pipì
  • dolori articolari o alle ossa
  • pallore del viso, delle unghie e delle labbra
  • emicrania
  • emorragia delle gengive o frequenti epistassi
  • dolori alle articolazioni
  • insufficienza renale

Quindi abbiamo un bel range di piccoli campanelli d’allarme che ci possono far pensare che sia meglio fare un esame del sangue. Difatti una pelle diafana, molto chiara, potrebbe essere sintomo di qualcosa che non va, così come una ghiandola del collo che si può sì ingrossare per un’infezione ma può essere anche sintomo di qualcos’altro. I frequenti mal di testa o anche il dolore al ventre sono cose che, probabilmente, non si associano facilmente al fatto di dover farsi le analisi però perché non riuscire a controllare il proprio corpo quando non si è perfettamente in forma. O anche quando non ci sentiamo assolutamente nulla, almeno per prevenzione. 

Quali possono essere le cause di questo innalzamento un po’ le abbiamo capito ma se volessimo andare nello specifico, come prima, avremmo un bel po’ di pensieri a cui poter arrivare con una certa tranquillità e anche per maggiore informazione che, in alcuni casi, non è mai troppa. 

Quindi tolta la malattia temporanea e quello che può essere una leucemia direi che possiamo andare con ordine e iniziare a parlare delle varie cause:

  • la prima è sicuramente quella del tumore del sangue che va a rovinare il midollo, inquinandolo, e che può diventare leucemia acuta, mieloide, linfatica o linfoide. Questa malattia porta ad avere tantissimi globuli bianchi nel sangue e in questo caso si chiamerà linfocitosi monoclonale perché i linfociti si riproducono tutti uguali. I linfomi, invece, bersagliano milza o linfonodi, quindi organi linfatici. E poi abbiamo le sindromi mieloproliferative che partono dai una cellula staminale che si è ammalata
  • anche alcuni farmaci fanno aumentare la produzione di leucociti nel sangue, come alcuni antibiotici per l’acne, l’eparina e anche alcuni farmaci epilettici
  • le infezioni, come abbiamo detto. Possiamo partire dalla tubercolosi per arrivare alla mononucleosi, dal raffreddore alla parotite, dall’influenza al citomegalovirus, dalla rosolia all’herpes, all’epatite C, quella B, l’HIV e la toxoplasmosi
  • anche le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus, le vasculiti, l’ipertiroidismo possono aumentare i globuli bianchi nel sangue
  • alcuni episodi di stress sono in grado di formare più leucociti nel sangue, così come un forte trauma fisico e una forte disidratazione
  • coloro che hanno subito l’asportazione della milza o chi ha un tumore, chi soffre di pertosse o di Crohn o altre malattie croniche dell’intestino. 

E’ molto probabile anche avere globuli bianchi alti in gravidanza o durante il ciclo mestruale. Caso a parte per i bambini che hanno già molti più globuli bianchi e, quindi, non dobbiamo subito pensare a cose terribili. 

Andrebbe richiesto il parere di un medico e qualche esame se notiamo un bel dimagrimento improvviso, inappetenza, lividi su tutto il corpo, pallore, debolezza o febbriciattola. 

Rimedi e trattamento

Linfociti altissimi: rimedi e trattamento per aumentare le nostre difese immunitarie
Linfociti altissimi: rimedi e trattamento per aumentare le nostre difese immunitarie

Visto che per parlare di come curare malattie gravi c’è bisogno di un medico possiamo, però, provare ad aumentare le nostre difese immunitarie con dei rimedi naturali. 


Fermo restando che questi sono consigli generali e ogni caso è a sè stante si può pensare a degli integratori naturali

Possiamo, infatti, parlare di:

  • acerola: pianta del Centro America che è piena di Vitamina C. In questa pianta ci sono anche vitamina A e vitamine del gruppo B, flavonoidi, sali minerali e altro. Questi integratori sono perfetti per raffreddamento e sintomi influenzali.
  • astragalo: queste sono piante perenni che servono a prevenire raffreddamento e influenza. Ha una proprietà immunostimolante che stimola l’attività dei linfociti B e T e quindi permette al corpo di resistere meglio a stress fisici e psichici
  • echinacea: antiossidante e immunostimolante
  • radice di liquirizia: cura alcune malattie
  • rosa canina: è ricca di vitamina C e quindi potenzia le difese immunitarie
  • shiitake: fungo cinese che è ricco di beta-glucano e che potenzia le nostre difese
  • uncaria: pianta rampicante con proprietà immuno-modulanti. 

Le difese immunitarie si possono anche potenziare con una buona dieta alimentare. Ecco gli alimenti che fanno al caso vostro:

  • l’aglio è perfetto contro batteri, virus e contro le infezioni
  • gli agrumi sono pieni di Vitamina C che protegge dai radicali liberi, contrasta i malanni di stagione, aiutano la digestione e disinfettano l’organismo. 
  • Il cioccolato al 72 per cento stimola la produzione di linfociti T che combattono le infezioni
  • i cereali e le fibre aiutano l’intestino
  • la frutta fresca è piena di vitamine
  • la frutta secca contiene selenio zinco e rame. E poi è ricca di vitamina E di Omega3
  • i funghi sono pieni di selenio e di beta-glucano, quindi potenziano le difese immunitarie
  • i fermenti lattici servono per l’equilibrio della flora intestinale
  • i legumi aiutano la produzione di anticorpi
  • il pesce è fondamentale per una dieta salutare
  • le spezie come zenzero, curcuma e cannella regolano la risposta immunitaria innata 
  • il tè verde stimola la formazione di linfociti T
  • il Kefir è ricco di calcio e vitamine del gruppo B e K ed è pieno di nutrienti e probiotici

Anche fare attività fisica quotidiana ci permette di avere un sistema immunitario che funziona bene. Anche solo camminare e favorire la circolazione permette alla cellule di muoversi nell’organismo per fare il proprio dovere. .

Unire una buona alimentazione ad un giusto esercizio fisico quotidiano può contribuire a mantenersi in salute e a mantenere il sistema immunitario vigoroso.

Non si deve mai esagerare, infatti, come abbiamo sempre detto ma qualche chilometro a piedi, un po’ di corsa, una nuotata o qualche tratto in bici migliorano sia l’ossigenazione che la circolazione e quindi ci fanno stare più in salute, più in forma. Non c’è nulla di meglio da fare per mantenere il proprio corpo attivo e mantenerlo attivo rispetta anche il mantenere attivo il sistema immunitario e, quindi, di rispondere bene agli stimoli che ci arrivano dall’interno e dall’esterno.

Ovviamente anche un buon ciclo circadiano di veglia e sonno ci permette di essere meno stressati e quindi di non stimolare la creazione di tanti globuli bianchi se non ne abbiamo bisogno. 

La vita, d’altronde, va vissuta a pieno, sicuramente, ma bisogno sempre cercare di mantenere un ritmo tra le ore che restiamo svegli e produttivi e le ore che ci addormentiamo, nel senso che dormire bene ci fa attivare al meglio il metabolismo e ci fa stare meglio in salute e meglio stressati. Sarebbe consigliabile, infatti, mantenere un diario giornaliero di ciò che si mangia e di quanto si dorma per mantenere, ove possibile, un ritmo costante che possa permetterci di stare più in salute, più sotto controllo.

Tutto quello che possiamo fare, infatti, al di là di cercare di non mangiare troppe schifezze, di non bere troppo alcool, di non fumare è quello di mangiare sano, se possibile, fare attività fisica anche mezz’ora al giorno e poi dormire bene, dormire per stare riposati.

A volte, infatti, basta anche un letto sbagliato, un cuscino che non fa per noi, un materasso che non è giusto per quello che ci serve e tutto è inutile. Anche se dormiamo, infatti, 8 ore al giorno è possibile che il nostro corpo non sia riposato e che il nostro metabolismo non abbia lavorato al meglio durante la notte. Anche svegliarsi ripetutamente durante la notte è sintomo di un sonno che non è ristoratore e che, quindi, non ci permette di riposare davvero.

E se non siamo riposati davvero il nostro corpo è più debole, le difese immunitarie non lavorano al meglio, non produciamo tanto quanto vorremmo, non siamo concentrati e basta anche un piccolo raffreddore per debilitarci. 

Allora è bene pensare a tutti gli aspetti della vita per farci vivere al meglio e per far sì che il nostro corpo risponda al meglio. 

Questi sono consigli generici che sentiamo di dare per migliorare la nostra vita a poco a poco ma ciò non significa che dobbiamo essere medici di noi stessi e dobbiamo curare malattie gravi con un pizzico di frutta in più. Anche i nostri bambini hanno bisogno di mangiare bene, così come noi. Anche i nostri genitori e i nostri nonni ma se ci troviamo davanti a una malattia grave allora è bene pensare che sia tutto in mano ai medici e alla cura che i medici daranno alla persona in questione. 

Se, invece, siamo soggetti a tante infezioni, siamo vittime di raffreddori perenni o cose del genere si può pensare, in maniera molto facile, di migliorare il proprio stile di vita per rendere il proprio corpo più attivo e più reattivo, anche in caso di un piccolo malanno. 

Abbiamo tanti piccoli cecchini nel nostro corpo, il nostro organismo è fatto apposta per difenderci in caso di malattia. A volte, però, il nostro organismo ci difende troppo e i linfociti mutati possono essere un problema. 

Basta un esame del sangue e un esame più approfondito dei leucociti per capire cosa c’è che non va e da qui pensare alla cura che va bene per noi. D’altronde tutto quello di cui abbiamo bisogno è controllarci e dare un’attenzione in più a piccoli e grandi sintomi che possiamo avere in qualche momento particolare della nostra vita. A volte una sudata in più o un po’ di sangue dal naso sono una spia che c’è qualcosa che non va. E tutto quello che ci serve è darci una mano in tutte le maniere possibili, anche partendo da cose molto semplici come un’arancia in più o qualche mandorla durante il giorno. E voi fate qualcosa per il vostro sistema immunitario? Avete fatto un esame del sangue ultimamente? Specialmente se avete qualche sintomo, anche stupido, non trascuratevi mai. 

Redazione Vailo

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