Come avere denti bianchi

Alcuni rimedi naturali permettono di avere denti più bianchi sfruttando le caratteristiche di speciali paste abrasive, di alcune piante o di particolari erbe che vengono adottate per trattamenti fai da te. Si approfitta, dunque, di agenti sbiancanti classici che eliminano le macchie che sono comparse sui denti. Un esempio è quello che proviene dalla salvia fresca: è sufficiente strofinare alcune foglioline sulla superficie più esterna dei denti per ottenere i primi risultati visibili. In commercio, poi, si possono trovare numerosi prodotti ad hoc, sotto forma di maschere, di spray, di strisce autoadesive, di gel o di pigmenti fluorescenti.

Gli effetti degli agenti sbiancanti

È bene tener presente, tuttavia, che in alcuni casi gli agenti sbiancanti possono avere delle controindicazioni o degli effetti collaterali: per esempio infiammando le gengive o irritando i denti. Per questo motivo, essi non sono raccomandati per le persone che hanno problemi di ipersensibilità gengivale e dentale; non dovrebbero essere utilizzati neppure dai minori di 14 anni o dalle donne in dolce attesa. In tali circostanze, è meglio rivolgersi a professionisti del settore come quelli che si possono contattare andando sul sito https://www.studiodentalric.com/, così da avere la certezza di sbiancare i denti senza rischi.

Perché i denti cambiano colore

Il colore bianco dei denti ha molti nemici: tra questi ci sono, per esempio, i collutori a base di clorexidina, il fumo di sigaretta, l’invecchiamento e diversi cibi. Basti pensare ai pigmenti alimentari che si trovano nel vino rosso, a quelli degli spinaci, a quelli presenti nella liquirizia, a quelli del tè e a quelli del caffè; ma ci sono anche molti altri prodotti, incluse le bevande, che contengono coloranti artificiali da cui scaturiscono le stesse conseguenze. Va segnalato, poi, che di solito il colore dei canini è più carico rispetto a quello degli altri denti.

Lo smalto dei denti

Lo smalto è traslucido, mentre le sfumature dei colori dei denti dipendono dalla dentina, e possono essere giallognole, rossicce o grigiastre. Lo stesso smalto, per altro, è si resistente, ma al tempo stesso poroso: per questo motivo può essere attraversato da particelle e sostanze che rischiano di determinare un cambiamento cromatico. Per di più, c’è da tenere conto del colore giallognolo del tartaro, che rappresenta l’evoluzione del depositarsi della placca dentale causato da una igiene orale non adeguata. E così, vuoi per le particelle colorate delle bibite e dei cibi, vuoi per la mancanza di una pulizia dei denti adeguata, il colore bianco del sorriso diventa un lontano ricordo.

La detartrasi

Il primo rimedio a cui ricorrere è rappresentato da una detartrasi professionale, che serve a rimuovere i depositi di tartaro a causa dei quali il bianco dei denti risulta compromesso. Tra l’altro la detartrasi non serve solo a far apparire i denti più belli, ma svolge una preziosa azione preventiva, riducendo le probabilità di andare incontro a malattie paradontali o gengiviti, che possono essere fonte di alito cattivo.

Il trattamento sbiancante

Una volta che è stata effettuata la detartrarsi si può procedere con un trattamento sbiancante, eseguito con varie tecniche. Nella maggior parte dei casi si ricorre ad agenti sbiancanti che contengono una percentuale elevata di principio attivo. In genere il costo di una seduta di bleaching non è mai inferiore ai 300 euro, per una durata di circa un’ora. Per alcune ore dopo il trattamento è possibile che si percepisca una certa sensibilità dentinale, che comunque è destinata a scomparire in breve tempo. Le tonalità cromatiche dei denti, comunque, dipendono anche da caratteristiche genetiche (un po’ come per il colore degli occhi e quello dei capelli): semplicemente, qualcuno ce li ha un po’ più bianchi di altri perché è più fortunato.

Redazione Vailo

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