Cicli mestruali dolorosi: cause e trattamenti della dismenorrea

La dismenorrea è il dolore che precede, accompagna o segue le mestruazioni. La causa di questo dolore non è ben nota. L’esame clinico e ginecologico deve essere accurato, vengono richiesti esami aggiuntivi a seconda dei casi e dell’orientamento diagnostico, ma nella maggior parte dei casi questa sensazione non è così invalidante da richiedere un intervento invasivo. Spesso ci si reca in farmacia alla ricerca di una cura che possa alleviare questo dolore sordo e acuto, e la risposta risiede nei classici antinfiammatori non steroidei che agiscono nella ricaptazione dell’accumulo di ciclossigenasi infiammatorie (prostaglandine). 

Infatti tra le cause più accreditate nel mondo scientifico sembra che la dismenorrea sia causata da concentrazioni eccessive di prostaglandine, ormoni che provocano la contrazione dell’utero durante le mestruazioni e il parto. Il dolore è spiegato da un rilascio di questi ormoni durante il distacco dell’endometrio (la membrana che riveste l’utero) durante il periodo delle mestruazioni, provocando la contrazione dell’utero e la riduzione del suo apporto di sangue.

I fattori che possono aggravare ulteriormente il dolore associato alla dismenorrea primaria includono l’inclinazione dell’utero all’indietro (retroversione dell’utero) piuttosto che in avanti, ciclo più intenso o irregolare, mancanza di esercizio fisico, stress psicologico o sociale, fumo, consumo di alcol, sovrappeso, storia familiare di dismenorrea e inizio delle mestruazioni prima dei 12 anni.

La dismenorrea secondaria può derivare da una serie di condizioni, tra cui le seguenti:

  • adenomiosi: il tessuto che riveste l’utero (chiamato endometrio) inizia a crescere all’interno delle sue pareti muscolari;
  • endometriosi: frammenti della parete endometriale escono dall’utero e si impiantano su altri organi del bacino;
  • fibromi – tumori benigni che compaiono o sono attaccati alla parete uterina;
  • infezione a trasmissione sessuale (STI);
  • l’uso di un dispositivo intrauterino (metodo di contraccezione);
  • salpingite – un’infezione che colpisce principalmente le tube di Falloppio ma può anche colpire le ovaie, l’utero e la cervice;
  • tumore ovarico o cisti.  

Sintomi da dismenorrea

Il sintomo principale della dismenorrea è la presenza di dolore, che compare nella parte inferiore dell’addome durante le mestruazioni e può essere avvertito anche a livello dei fianchi, della parte bassa della schiena o delle cosce. Possono comparire altri sintomi, inclusi nausea, vomito, diarrea, vertigini, mal di testa o affaticamento.

Per la maggior parte delle donne, il dolore di solito inizia poco prima o all’inizio del ciclo, raggiunge il picco circa 24 ore dopo l’inizio del sanguinamento e inizia a scomparire dopo 2 o 3 giorni. Coaguli o pezzi di tessuto sanguinanti dal rivestimento dell’utero possono essere espulsi dall’utero, causando dolore.

Il dolore della dismenorrea può essere spasmodico (forti crampi pelvici che si verificano all’inizio delle mestruazioni) o congestizio (dolore sordo e persistente). I sintomi della dismenorrea secondaria spesso compaiono prima di quelli della dismenorrea primaria nel ciclo mestruale e di solito persistono più a lungo.

Nel 5-15% dei casi, il dolore provato nelle donne con dismenorrea primaria è abbastanza grave da interferire con le loro attività quotidiane e può essere la causa di un’assenza dalla scuola o dal lavoro.

Trattamento e prevenzione

Il medico può prescrivere farmaci o altri rimedi a seconda della causa della dismenorrea.

La dismenorrea primaria viene solitamente trattata con farmaci antidolorifici. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene (Buscofen) e il naprossene forniscono sollievo a molte donne.

Alcuni medici possono prescrivere integratori ormonali. I contraccettivi orali possono aiutare a ridurre la gravità dei sintomi. La nausea e il vomito possono essere trattati con farmaci anti-nausea (antiemetici), ma questi sintomi di solito scompaiono senza trattamento quando i crampi sono scomparsi. Anche i contraccettivi impiantabili e i dispositivi intrauterini a base di progesterone che rilasciano una piccola quantità dell’ormone progesterone hanno dimostrato di essere molto utili per alleviare il dolore.

Altre misure non mediche possono aiutare ad alleviare il dolore causato dalla dismenorrea:

  • fare esercizi leggeri, come stretching, camminare o andare in bicicletta (l’esercizio può migliorare l’afflusso di sangue e ridurre il dolore pelvico);
  • yoga;
  • posizionare una borsa dell’acqua calda sull’addome o sulla parte bassa della schiena;
  • riposarsi molto ed evitare situazioni stressanti quando si avvicina il ciclo;
  • fare un bagno caldo.

Endometriosi e ciclo mestruale doloroso

I dolori mestruali sono comuni a molte donne, tuttavia, in alcuni casi, possono nascondere altri problemi. Se il dolore persiste e nessun trattamento, nemmeno farmacologico, sembra essere in grado di alleviarlo, dovresti parlare con un medico. In effetti, può essere un segno di una patologia come l’endometriosi. Questa malattia ginecologica è caratterizzata dalla presenza di frammenti di rivestimento uterino situati all’esterno dell’utero (retto, vescica, intestino, ovaio). 

Queste lesioni, chiamate lesioni endometriosiche, si infiammano durante i cicli mestruali, il che può causare dolore pelvico molto intenso. La diagnosi di endometriosi non è semplice, portando alcuni pazienti a scoprire la malattia per caso. Oggi colpisce 1 donna su 10. 

Non appena si presenta la dismenorrea in maniera invalidante, è sempre necessario andare dal medico, affinché si possa pensare all’endometriosi per poterla diagnosticare il prima possibile e mettere in atto una cura precoce.

Redazione Vailo

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