Crema viso giorno: i consigli per scegliere quella giusta

Di creme viso ce ne sono di tutti i tipi e scegliere quella giusta può essere davvero difficile: una giungla di prodotti che confonde e si affastella confondendo le idee anche delle acquirenti più sicure e convinte. 

Ecco allora i consigli che VAILO stavi cercando per scegliere la crema giorno giusta per te!

A cosa serve la crema viso giorno?

La pelle è la barriera che protegge l’organismo da tutte le aggressioni esterne e funge da valvola di sfogo per permettere al sudore e alle sostanze in eccesso, come il sebo, di fuoriuscire all’esterno. Tali funzioni si svolgono costantemente nel corso della giornata e vengono regolate dall’epidermide attraverso il film idrolipidico, un sottile strato presente sulla superficie del viso che è formato da lipidi e acqua. Il film idrolipidico impedisce il passaggio di batteri e altri microorganismi all’interno della cute e, al contempo, trattiene l’idratazione e il sebo rilasciato dalla pelle, così da mantenere idratato e morbido il viso. I cosmetici per la skincare, come la crema idratante, aiutano a rafforzare il film idrolipidico, rendendolo quindi più performante nel trattenere l’idratazione cutanea, e donano alla pelle nutrienti essenziali per mantenerla più distesa ed elastica, come il collagene. Con il passare degli anni, infatti, molecole fondamentali per l’idratazione della pelle, come l’acido ialuronico, e proteine importanti per l’elasticità cutanea, come il collagene e l’elastina, diminuiscono costantemente poiché la loro produzione endogena subisce un progressivo calo. Per tale motivo è bene scegliere una crema idratante giorno che aiuti a rigenerare la cute in profondità, così da contrastare i cedimenti del viso tipici dell’età. Le creme viso giorno di L’Oréal Paris, disponibili sul sito della casa cosmetica francese, aiutano a idratare la pelle e a ravvivarla, così da favorire la coesione cutanea e donare al viso un aspetto più giovane e fresco.

Come scegliere la crema giorno giusta

Non esiste una crema viso adatta per tutti i tipi di pelle e per ogni età. Ogni cute, ogni età ha il prodotto giusto ed esso va applicato, per giunta, nelle giuste quantità. La crema idratante deve rispondere in primis al bisogno di idratazione, ma ovviamente questa funzione sarà diversa a seconda che la pelle da idratare sia a tendenza acneica o grassa, sensibile o secca. Quest’ultimo dermotipo richiede dei prodotti dalla texture ricca e nutriente, mentre la pelle sensibile è bene trattarla con cosmetici lenitivi e anti-arrossamento, mentre quelle acneiche o grasse devono essere idratate con soluzioni che fanno respirare la pelle e non occludono i pori (o si rischierebbe di vedere aumentare vertiginosamente la presenza di imperfezioni come brufoli e punti neri). Oltre al dermotipo, anche l’età gioca un ruolo determinante: usare una crema idratante troppo ricca su una pelle giovane è fortemente sconsigliato, perché la pelle non va “sovra-nutrita”, alla stessa maniera, non si può scegliere una texture poco corposa per una pelle matura (che ha bisogno di elementi utili per combattere le rughe presenti ed evitare la formazione di nuovi segni del tempo). Piccolo consiglio extra per la crema viso giorno: è meglio sceglierne una arricchita con SPF così si protegge il viso dall’azione nociva dei raggi UVA e UVB.

La micoterapia e l’utilizzo dei funghi come medicina

La micoterapia è una forma alternativa che deriva dalla medicina tradizionale cinese. Consiste nell’utilizzo di determinati funghi per prevenire e contrastare disturbi fisici attraverso le tecniche riprese dall’ayurvedica. Funghi e miceti, infatti, possiedono incredibili proprietà e, proprio per questo, possono diventare i migliori alleati per il nostro benessere. Vediamo quindi come funziona la micoterapia e per quali situazioni è fortemente consigliata. Inoltre, se l’argomenti vi affascina è possibile frequentare dei specifici corsi di micoterapia

Come funziona la micoterapia?

Questa disciplina sfruttale potenzialità dei funghi, distinguendoli in superiori ed inferiori. I primi sono anche detti macromiceti o funghi macroscopici e comprendono, tra i tanti, anche i fughi commestibili. I funghi inferiori, invece, sono detti microscopici o micromiceti che non sono utilizzati ai fini di questa terapia. Lo scopo della micoterapia è quello di rinforzare il sistema immunitario e di riequilibrare l’organismo per ritrovare il benessere fisico e mentale. Tra i macromiceti utilizzati per questa terapia ci sono l’Agaricus Blazei, l’Auricularia Auricula-Judae e molti altri ancora. Difatti Ogni fungo è impiegato per un preciso obiettivo di benessere e, qui di seguito, proveremo a fornirti una breve panoramica. 

I macromiceti impiegati per la micoterapia

Per proteggere e rafforzare il sistema immunitario i macromiceti più consigliati sono l’Agaricus Blazei e l’Auricolaria Judae. Quest’ultimo è utile per la salute del sistema cardiovascolare e per prevenire le infiammazioni o le conseguenze dell’accumulo di stress. Per chi vuole ridare vitalità al metabolismo e prendersi cura della salute del sangue, invece, il Coprino è il fungo più indicato. Lo stesso vale per la Grifola Frondosa, meglio noto come Maitake che, tra i tanti benefici è in grado di risollevare il metabolismo affaticato da eccessi di grassi e glucosio. 

Infine ci sono i funghi che aiutano il sistema nervoso centrale, lo stomaco e gli organi deputati alla depurazione come l’Hericium Erinaceus ed il Polyporus Umbellatus. Per chi è interessato a preservare il proprio organismo dall’azione invecchiante dei radicali liberi, invece, il miglior micete da provare è sicuramente il Reishi. 

La micoterapia funziona?

Per rispondere a questa domanda occorrerebbe valutare numerosissime variabili che dipendono da individuo a individuo. Sicuramente stiamo parlando di un tipo di trattamento indicato per preservare l’organismo e quindi si rivela potenzialmente efficace quando ci si rivolge al giusto professionista. A questo il cliente dovrà sempre esporre con molta chiarezza il proprio stile di vita per aiutare il professionista ad individuare quali sono gli errori alimentari, comportamentali e fisici che potrebbero causare disturbi all’organismo. 

Quando è efficace?

In ogni caso è abbastanza noto che i funghi micoterapia sono un valido rimedio per stimolare il sistema immunitario, la resistenza allo stress e, quindi, la capacità adattogena. Infine i miceti possiedono rinomate qualità antiossidanti e detossinanti, senza contare che sono un importante sostegno per tutte le principali funzionalità dell’organismo. È per questo che la micoterapia è da considerarsi un rimedio in supporto ad uno stile di vita sano e che comprenda un’alimentazione salutare. L’approccio olistico, difatti, considera l’individuo in quanto essere vivente fisico e psichico e, per questo, ricerca il benessere nell’equilibrio tra mente e corpo. È per questo che tali rimedi hanno efficacia quando ci impegniamo personalmente a prenderci cura di noi stessi. 

Salute e sigaretta elettronica: facciamo chiarezza

Le sigarette elettroniche stanno spopolando sui mercati mondiali, nonostante siano ancora al centro di numerosi dibattiti. Ciò che si conosce con certezza è il fatto che, in termini di salute, le e-cig hanno un impatto meno dannoso se paragonato a quello provocato dal consumo abituale di sigarette tradizionali.

In effetti, funzionano semplicemente grazie a dei liquidi che, una volta riscaldati, divengono vapore e richiamano le tipiche sensazioni del fumo. Naturalmente, tutto avviene attraverso processi differenti e del tutto innovativi, con cui ci si potrà garantire un’esperienza tanto interessante da poter pensare di smettere definitivamente di fumare.

Con un mercato in costante crescita, sono sorti appositi shop da cui acquistare sigarette e liquidi di qualità certificata, come il sito online Terpy: da sempre, una garanzia per gli amanti dello svapo.

Sigaretta elettronica: che impatto ha sulla salute?

Il primo topic da affrontare riguarda la sigaretta elettronica e la salute, in modo da fare chiarezza su un argomento così tanto discusso.

La verità è che, ancora oggi, sono in corso studi che attestino la totale innocuità di questi dispositivi elettronici sui fumatori. Intanto, come riporta il sito ufficiale dell’AIRC, è immediatamente possibile affermare che il vapore rilasciato contiene sostanze non dannose quanto quelle prodotte dal tabacco.

Il motivo di ciò è legato principalmente all’assenza del processo di combustione, tipico delle sigarette tradizionali. Aspirare quando si fuma, significa assumere numerose sostanze nocive, di cui alcune cancerogene, come catrame e arsenico.

Nello specifico, fumare una sigaretta commerciale significa consumare un prodotto contenente circa 4.000 sostanze chimiche, di cui almeno 400 sono tossiche, e altre 400 già ritenute, appunto, causa di cancro alla bocca o ai polmoni.

Al contrario, i liquidi delle sigarette elettroniche contengono composti come il glicole propilenico e glicerina. In questo caso, si tratta di elementi tipicamente usati nell’industria alimentare e in quella cinematografica. Per quanto riguarda gli aromi, invece, gran parte di essi producono sapore perché sono dei semplici additivi usati anche negli alimenti.

Partendo da tali considerazioni, si può ben comprendere che, sebbene sia complesso analizzare singolarmente i composti presenti nei vari aromi mescolati ai liquidi, i danni sulla salute sono concretamente minori.

Quali sono i benefici della sigaretta elettronica?

Il primo beneficio da trarre grazie ad un uso abituale di sigarette elettroniche, risiede sicuramente nella salute polmonare. Come già affermato in precedenza, svapare limita i danni riportati ai polmoni durante il consumo di sigarette commerciali. Di conseguenza, si potrà ricominciare a fare attività fisica senza avvertire affanno e pesantezza nella respirazione. 

Per le donne, invece, è importante sapere che, dire addio alle sigarette tradizionali per un dispositivo elettronico, implica salutare definitivamente anche gli inestetismi dovuti al fumo: denti e unghie gialle, rughe e rapido invecchiamento della pelle.

Un altro vantaggio è, sicuramente, l’opportunità di gestire autonomamente le quantità di nicotina da assumere. In effetti, i liquidi per le sigarette elettroniche contengono percentuali variabili, con un massimo di 26 mg. Impegnandosi costantemente, molte persone sono persino riuscite a smettere di fumare in via definitiva. 

Ciò che rende tutto più semplice è il passaggio graduale con cui ciò diventa possibile: iniziando da livelli più elevati, col tempo si potrà diminuire la nicotina assunta, evitando la dura parte della crisi d’astinenza da tabacco.

Utilizzare una sigaretta elettronica può rivelarsi utile anche per cautelare coloro che ci circondano: il vapore rilasciato nell’aria si disperde rapidamente, eliminando il problema del fumo passivo.

Infine, è un ottimo modo per risparmiare: coloro che sono abituati a fumare almeno un pacchetto di sigarette al giorno, notano una spesa minore per l’acquisto di liquidi e prodotti ad essi legati. Infatti, scegliendo la qualità piuttosto che la convenienza, con la giusta cura, si acquisterà una sigaretta elettronica che durerà nel tempo.

Sigaretta elettronica e salute: i liquidi senza nicotina sono pericolosi?

Un altro argomento legato alla salute e alla sigaretta elettronica, riguarda le recenti polemiche circa la pericolosità dei liquidi senza nicotina.

Il motivo di ciò è dovuto alla diffusione di notizie riguardanti la presenza di composti come i metalli pesanti nei prodotti inseriti nelle e-cig. Naturalmente, non si tratta di informazioni veritiere: in questi anni, sono state imposte apposite normative, affinché i liquidi e gli aromi vengano realizzati con delle precise sostanze. Tutto ciò serve a tutelare la salute dei fumatori, evitando che sul mercato appaiano prodotti poco raccomandabili.

Come già accennato in precedenza, anche i liquidi privi di nicotina presentano la medesima composizione: glicerolo, propilene e acqua distillata. Ovviamente, si potranno miscelare degli aromi per conferire sapori fruttati, cremosi o aromatici al liquido. Sono numerosi coloro che optano per aromi tabaccosi, utili per non soffrire la mancanza delle note di tabacco a cui si è tanto abituati.

Al contrario, sembra che svapare senza assumere nicotina stia diventando all’ordine del giorno: si potranno emulare pienamente i gesti consueti di quando si fuma, ma senza esporre la propria salute a dei rischi irreversibili.

In conclusione, né la sigaretta elettronica, né prodotti ad essa collegati sembrano danneggiare il benessere psicofisico di coloro che ne fanno uso. È Certo che, il miglior modo per preservarsi, è non iniziare mai a fumare. Tuttavia, per coloro che avvertono la necessità di smettere, volendo proteggere se stessi e gli altri, le e-cig potrebbero offrire un valido contributo.

Tagliare i capelli: serve davvero a rinforzarli?

Mito o realtà? Il taglio – o addirittura la rasatura – dei capelli serve davvero a renderli più forti e in salute? Sfatiamo alcune false considerazioni a proposito della cura dei capelli con qualche consiglio per una chioma sana e lucente… senza ricorrere a scelte drastiche.

In una congiuntura storica decisamente particolare, in cui uscire di casa per andare dal parrucchiere è un lusso da concedersi con gran parsimonia, prendersi cura dei propri capelli è più complicato del previsto. Stress, freddo, pioggia e altri agenti atmosferici influiscono pesantemente sulla salute della nostra chioma, e l’invito a restare a casa il più possibile può contribuire, alla lunga, a impigrirci, facendoci scordare qualche buona beauty-routine diligentemente appresa. Tra queste, ad esempio, l’applicazione di maschere e prodotti specifici, oppure l’uso di integratori mirati come i prodotti della linea Lievito Sohn. Ecco che, in men che non si dica, ci si ritrova alla ricerca di una soluzione drastica e veloce per rinfoltire la chioma e rinforzare i capelli: ma il taglio è davvero la strada giusta? 

A cosa serve tagliare i capelli? 

Se non per puri e leciti motivi estetici, tagliare i capelli elimina la parte finale del capello, che nella maggior parte dei casi è sempre la parte più incline a rovinarsi, seccarsi o spezzarsi. Ma usare le forbici è anche il metodo migliore per rinforzare i capelli? La risposta – quasi all’unanimità – è no: il taglio, infatti, così come la rasatura, non serve assolutamente a rinforzare i capelli; bensì, eventualmente, permette giusto di eliminare la parte più danneggiata, secca o sfibrata del fusto dei capelli. Questo è vero soprattutto in presenza delle famigerate “doppie punte”, un problema comune ai capelli che non vengono sottoposti da molto tempo a un taglio (o anche a una semplice “spuntatina”).

Il potere del taglio dei capelli, tra mito e realtà

Doppie punte a parte, spesso si dice che il taglio è il processo più semplice e veloce per avere capelli belli e in salute. Dei regolari ritocchi con le forbici rappresentano, per alcune donne, anche il segreto per una chioma lunga o lunghissima, per aumentare il ritmo di crescita del capello e per mantenere la sua naturale morbidezza e lucidità. Infine, è opinione abbastanza diffusa tra gli uomini che farsi tagliare i capelli con regolarità possa giovare alla prevenzione da una prematura calvizie. Ma quanto di queste credenze sono vere e quanto invece è frutto di suggestione o voci popolari? Perché, insomma, si ritiene che il taglio faccia bene ai capelli? C’è qualcosa di vero in questa teoria?

Anatomia di un capello.

Che il taglio possa rinforzare i capelli è – purtroppo – solo un mito da sfatare, perché la scienza parla chiaro: il capello si rigenera a partire dal follicolo situato sulla cute, ed è proprio dalla parte della testa che il fusto del capello cresce e si allunga. In sostanza, la punta è “sempre la stessa” finché non viene tagliata: proprio per questo motivo è molto più soggetta ai danneggiamenti del tempo, dello stress e degli agenti atmosferici, nonché dei lavaggi frequenti e delle asciugature aggressive. Con il tempo, le estremità del capello esauriscono la propria energia vitale e appaiono spente e secche, soggette a spezzarsi e alla formazione di doppie punte. È quindi ovvio che tagliare i capelli non ha alcun effetto sulla loro caduta, sul loro diradamento oppure sulla facilità con cui si spezzano, né tantomeno può renderli improvvisamente più forti e resistenti. 

Il taglio fa bene ai capelli?

C’è un dato di fatto, però, che sembra contraddire questa affermazione: se il taglio non incide sulla robustezza della chioma, perché appena tagliati i capelli appaiono più corposi, più spessi? La risposta, in realtà, è molto semplice: come si è detto, quando tagliamo i capelli eliminiamo la parte più danneggiata, sottile e rovinata, ed eliminando le ciocche “meno belle” tendiamo a dare risalto a quelle più folte e luminose. I capelli sembrano subito più densi, folti e in salute: da qui l’origine dell’idea che sia sufficiente un taglio per rinforzare e rigenerare i capelli. Certo, una spuntatina ogni tanto sarà utile per eliminare le doppie punte e la parte danneggiata del capello, quindi – in un certo senso – si può dire che tagliare i capelli con regolarità sia comunque di una certa utilità alla nostra chioma (o perlomeno al suo aspetto).

Come rinforzare i capelli: consigli utili

Se il vostro obiettivo, però, non è solo quello di apparire dotati di una capigliatura folta e sana, bensì desiderate dei capelli davvero e durevolmente sano, il semplice taglio non basterà a sistemare la situazione. Come spesso accade, per preservare la salute e il benessere del nostro organismo – e quindi anche dei nostri capelli – è molto importante avere un’alimentazione equilibrata e variegata, che privilegia verdure e frutta. Una dieta sana, insieme a una costante attività motoria, è il primo passo anche per ripristinare la salute dei capelli danneggiati, specialmente dopo l’estate. È bene anche evitare anche lavaggi e styling aggressivi, almeno finché la chioma non si sarà ripresa dai fattori di stress eccessivo: no a decolorazioni e tinte, piastre e trattamenti troppo strong (come la permanente). Sì, invece, all’uso di integratori mirati e prodotti delicati, meglio se a base di ingredienti naturali.

Cicli mestruali dolorosi: cause e trattamenti della dismenorrea

La dismenorrea è il dolore che precede, accompagna o segue le mestruazioni. La causa di questo dolore non è ben nota. L’esame clinico e ginecologico deve essere accurato, vengono richiesti esami aggiuntivi a seconda dei casi e dell’orientamento diagnostico, ma nella maggior parte dei casi questa sensazione non è così invalidante da richiedere un intervento invasivo. Spesso ci si reca in farmacia alla ricerca di una cura che possa alleviare questo dolore sordo e acuto, e la risposta risiede nei classici antinfiammatori non steroidei che agiscono nella ricaptazione dell’accumulo di ciclossigenasi infiammatorie (prostaglandine). 

Infatti tra le cause più accreditate nel mondo scientifico sembra che la dismenorrea sia causata da concentrazioni eccessive di prostaglandine, ormoni che provocano la contrazione dell’utero durante le mestruazioni e il parto. Il dolore è spiegato da un rilascio di questi ormoni durante il distacco dell’endometrio (la membrana che riveste l’utero) durante il periodo delle mestruazioni, provocando la contrazione dell’utero e la riduzione del suo apporto di sangue.

I fattori che possono aggravare ulteriormente il dolore associato alla dismenorrea primaria includono l’inclinazione dell’utero all’indietro (retroversione dell’utero) piuttosto che in avanti, ciclo più intenso o irregolare, mancanza di esercizio fisico, stress psicologico o sociale, fumo, consumo di alcol, sovrappeso, storia familiare di dismenorrea e inizio delle mestruazioni prima dei 12 anni.

La dismenorrea secondaria può derivare da una serie di condizioni, tra cui le seguenti:

  • adenomiosi: il tessuto che riveste l’utero (chiamato endometrio) inizia a crescere all’interno delle sue pareti muscolari;
  • endometriosi: frammenti della parete endometriale escono dall’utero e si impiantano su altri organi del bacino;
  • fibromi – tumori benigni che compaiono o sono attaccati alla parete uterina;
  • infezione a trasmissione sessuale (STI);
  • l’uso di un dispositivo intrauterino (metodo di contraccezione);
  • salpingite – un’infezione che colpisce principalmente le tube di Falloppio ma può anche colpire le ovaie, l’utero e la cervice;
  • tumore ovarico o cisti.  

Sintomi da dismenorrea

Il sintomo principale della dismenorrea è la presenza di dolore, che compare nella parte inferiore dell’addome durante le mestruazioni e può essere avvertito anche a livello dei fianchi, della parte bassa della schiena o delle cosce. Possono comparire altri sintomi, inclusi nausea, vomito, diarrea, vertigini, mal di testa o affaticamento.

Per la maggior parte delle donne, il dolore di solito inizia poco prima o all’inizio del ciclo, raggiunge il picco circa 24 ore dopo l’inizio del sanguinamento e inizia a scomparire dopo 2 o 3 giorni. Coaguli o pezzi di tessuto sanguinanti dal rivestimento dell’utero possono essere espulsi dall’utero, causando dolore.

Il dolore della dismenorrea può essere spasmodico (forti crampi pelvici che si verificano all’inizio delle mestruazioni) o congestizio (dolore sordo e persistente). I sintomi della dismenorrea secondaria spesso compaiono prima di quelli della dismenorrea primaria nel ciclo mestruale e di solito persistono più a lungo.

Nel 5-15% dei casi, il dolore provato nelle donne con dismenorrea primaria è abbastanza grave da interferire con le loro attività quotidiane e può essere la causa di un’assenza dalla scuola o dal lavoro.

Trattamento e prevenzione

Il medico può prescrivere farmaci o altri rimedi a seconda della causa della dismenorrea.

La dismenorrea primaria viene solitamente trattata con farmaci antidolorifici. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene (Buscofen) e il naprossene forniscono sollievo a molte donne.

Alcuni medici possono prescrivere integratori ormonali. I contraccettivi orali possono aiutare a ridurre la gravità dei sintomi. La nausea e il vomito possono essere trattati con farmaci anti-nausea (antiemetici), ma questi sintomi di solito scompaiono senza trattamento quando i crampi sono scomparsi. Anche i contraccettivi impiantabili e i dispositivi intrauterini a base di progesterone che rilasciano una piccola quantità dell’ormone progesterone hanno dimostrato di essere molto utili per alleviare il dolore.

Altre misure non mediche possono aiutare ad alleviare il dolore causato dalla dismenorrea:

  • fare esercizi leggeri, come stretching, camminare o andare in bicicletta (l’esercizio può migliorare l’afflusso di sangue e ridurre il dolore pelvico);
  • yoga;
  • posizionare una borsa dell’acqua calda sull’addome o sulla parte bassa della schiena;
  • riposarsi molto ed evitare situazioni stressanti quando si avvicina il ciclo;
  • fare un bagno caldo.

Endometriosi e ciclo mestruale doloroso

I dolori mestruali sono comuni a molte donne, tuttavia, in alcuni casi, possono nascondere altri problemi. Se il dolore persiste e nessun trattamento, nemmeno farmacologico, sembra essere in grado di alleviarlo, dovresti parlare con un medico. In effetti, può essere un segno di una patologia come l’endometriosi. Questa malattia ginecologica è caratterizzata dalla presenza di frammenti di rivestimento uterino situati all’esterno dell’utero (retto, vescica, intestino, ovaio). 

Queste lesioni, chiamate lesioni endometriosiche, si infiammano durante i cicli mestruali, il che può causare dolore pelvico molto intenso. La diagnosi di endometriosi non è semplice, portando alcuni pazienti a scoprire la malattia per caso. Oggi colpisce 1 donna su 10. 

Non appena si presenta la dismenorrea in maniera invalidante, è sempre necessario andare dal medico, affinché si possa pensare all’endometriosi per poterla diagnosticare il prima possibile e mettere in atto una cura precoce.

Come trattare i dolori muscolari e articolari: consigli pratici e rimedi

Quando si parla di dolori muscolari e articolari è molto probabile che si pensi anche al modo in cui farsi passare il dolore velocemente. Molte persone amano usare il gel Lasonil con funzione antidolore, ottimo prodotto che permette un recupero rapido.


Ma quali sono i consigli che possiamo dare a coloro che soffrono di dolori frequenti e cercano dei trucchi per migliorare la propria vita eliminando qualche cattiva abitudine e inserendone di migliori?

Consigli per evitare i dolori muscolari e articolari

Il primo consiglio che vogliamo dare non può che essere quello di muoversi: l’esercizio fisico, infatti, riduce il dolore perché rafforza i muscoli che servono a sostenere le articolazioni. Si può camminare, fare tai chi e andare in piscina che sono considerate discipline decisamente soft ma al tempo stesso interessanti come risultati.

Il secondo consiglio è quello di mangiare più fibre. Le persone che mangiano alimenti che hanno grandi contenuti di fibre producono acidi grassi a catena corta che migliorano l’equilibrio dei batteri nel tratto digestivo. Un disequilibrio può portare, nella maggior parte di casi, a un maggiore rischio di infiammazione a livello corporeo.

Il terzo consiglio è quello di usare il calore. Basta una borsa dell’acqua calda, una barra con il gel riscaldante, un bagno caldo per migliorare la situazione. Infatti il calore aumenta l’afflusso di sangue ai muscoli che fanno male, allenta la rigidità delle articolazioni e distrae il cervello dal provare dolore.

Il quarto consiglio è l’opposto del terzo: si può, infatti, anche applicare un impatto freddo. Se abbiamo un’infiammazione delle articolazioni possiamo applicare questo impacco gelato che permette all’infiammazione di sfiammare più in fretta. Il freddo rallenta anche gli impulsi nervosi e quindi fa provare meno dolore. 

Il quinto consiglio è quello di creare interazioni con il mondo. Sappiamo, perfettamente, quanto possa essere difficile vivere una vita intera con dei dolori e questo non ci pemette di vivere al meglio la nostra esistenza. Bisogna sforzarsi di creare un forum, di interagire con altre persone che abbiano gli stessi problemi e lavorare su come migliorare, passo dopo passo, la propria situazione fisica e del dolore. 

Il sesto consiglio è quello di fare allungamenti e stretching. Ovviamente senza esagerare, soprattutto se non facciamo tanto esercizio fisico e se non siamo abituati a usare il nostro corpo. Ma se iniziamo a fare allungamenti delicati questo ci permetterà di avere muscoli più allenati e quindi meno dolore rispetto all’inattività precedente. 

Il settimo consiglio, ultimo, è quello di dormire bene. Molti di noi usano il letto come giaciglio per dormire quando siamo stanchi, senza mai immaginare a quante variabili possano modificare la qualità del nostro sonno. In primis sarebbe meglio avere una routine da rispettare, con cene leggere e un orario comune per andare a dormire. Poi sarebbe meglio usare una rete, un materasso e un cuscino di buona qualità perché non dormire bene ci permette di svegliarci stanchi e già con dolori che ci portiamo dai giorni precedenti e che non migliorano a causa di posture sbagliate notturne e reiterate. 

Foodspring, recensioni & opinioni (mediche): ecco cosa abbiamo scoperto

Oggi abbiamo voglia di parlare di Foodspring e tutto quello che è il mondo che c’è intorno a questa azienda e vedremo quali sono le opinioni delle persone che l’hanno usati questi prodotti e come questi prodotti sono in grado di portare, nella nostra vita, un bel po’ di proteine e tutta quell’alimentazione sportiva che può migliorare il nostro modo di mangiare ogni giorno. Ma vediamo di cosa si tratta.

Cosa è esattamente Foodspring?

Foodspring, recensioni & opinioni (mediche): cosa è esattamente Foodspring? Scopriamolo insieme....
Foodspring, recensioni & opinioni (mediche): cosa è esattamente Foodspring? Scopriamolo insieme….

Tutto questo movimento ha avuto inizio nel 2013 quando due amici hanno iniziato a pensare a un modo per migliorare il nutrimento di ognuno con dei prodotti che fossero certificati e di ottima qualità. 

Innanzitutto dobbiamo partire dal presupposto che l’azienda ha da subito preso la certificazione Bio per le sue proteine in polvere che sono, in maniera indissolubile, il core business da cui partono la maggior parte dei prodotti che hanno un alto valore proteico, appunto, e sono dietetici. 

La seconda cosa di cui parlare, in maniera esaustiva, è la qualità degli ingredienti. Pensare di usare il latte di mandrie pascolate in libertà e con le migliori erbe da brucare fa la differenza in questo o quel prodotto e, in questo caso, è una cosa che si fa notare, almeno per ricerca della materia prima migliore. 

Tutto questo per appassionare a un nuovo modo di pensare il cibo di tutti i giorni, dare uno sprint in più a tutti gli amanti del fitness e della forma fisica senza dimenticare il gusto e la golosità di alcuni di questi ingredienti. 

Piccola digressione: uno dei prodotti che più funziona è una crema spalmabile alla nocciola, completamente proteica. Questo esempio lo facciamo per dare il senso del messaggio che Foodspring cerca di dare nella vita di tutti i giorni. Tu che sei goloso hai voglia di una crema alla nocciola sulla fetta biscottata. Ma qui la crema è completamente proteica e, quindi, si può mangiare una cosa di gusto nel giusto delle proteine e senza inficiare la dieta o il mantenimento del peso forma. 

L’azienda ha sede in Germania e sdogana questo pensiero, molto interessante, del cibo di tutti i giorni che resta salutare per tutti coloro che hanno voglia di mantenere una qualità alta della propria alimentazione e del proprio allenamento.  E non solo: da una parte abbiamo laboratori e team di medici e chimici che lavorano su come innovare e migliorare i prodotti ogni giorno e dall’altra c’è un team di persone, dislocate in tantissimi posti differenti nel mondo che promettono e mantengono il km 0 su ogni tipo di cibo e di materia prima che viene utilizzata. 

Ogni prodotto ha le migliori certificazioni possibili e viene controllato passo passo da esperti e enti di tutto il mondo. 

Per quanto riguarda i prodotti si può fare una ricerca per obiettivi o per categoria. Infatti possiamo pensare di migliorare i propri muscoli, pensare alla salute, alla resistenza o al dimagrimento. 

Foodspring, recensioni & opinioni (mediche): i prodotti si possono cercare per obiettivi o per categoria

O possiamo pensare di mangiare muesli, barrette, porridge, smart cooking e integratori. Si intuisce che c’è grande attenzione per ogni momento della giornata e possiamo trovare: 

  • la pizza proteica
  • la pasta proteica
  • il pancake proteico
  • il pane proteico 
  • le chips di cocco
  • il burro di arachidi

Torniamo sempre all’idea della crema di nocciole che ci ricorda un “frutto proibito” in una dieta che diventa, invece, un alimento più che mangiabile grazie alla formula proteica che permette di poter mangiare tutto quello che si vuole, anche la pizza appunto. 

Negli ultimi due anni, poi, Foodspring ha fatto una scelta di ambassadors molto famosi in tutto il mondo che hanno usato e usano i prodotti e fanno da sponsor di tutto quello che è il mondo Foodspring. Un mondo sano che non ha paura di mostrarsi per quello che è e che ci mette la faccia su ogni ingrediente che viene usato. 

Ma Foodspring funziona davvero?

Dobbiamo fare una piccola premessa, che poi tanto piccola non è, nel momento in cui si parla di Foodspring e se funzioni davvero.

Foodspring, recensioni & opinioni (mediche): ma funziona davvero?

Abbiamo capito che questi sono prodotti che fanno bene, sono prodotti che sono pensati per integrare un’alimentazione con buoni prodotti. Ma ci vuole una base. E’ un po’ come chi inizia a fare attività fisica e si pensa che si debba fare la maratona di New York nel giro di pochi mesi. 

La stessa cosa va pensata nel momento in cui si usano questi prodotti senza una dieta di mantenimento o dimagrante di base. Non è che si può pensare che se si mangia una pizza proteica dopo un pranzo al fast food questa possa far dimagrire o far uscire i muscoli. Dobbiamo sempre ragionare su questi prodotti come di prodotti che vanno a integrare un regime alimentare che sia già sano, proteico e dimagrante.

Questi prodotti non sono dei miracoli alimentari ma sono fatti bene e questo mi sembra già un ottimo punto di partenza. Poi tutto il resto è quello che noi pensiamo possa essere giusto per noi. 

Quello che vogliamo dire è che tutto ha senso nel momento in cui parliamo di regime alimentare a stretto controllo ma se pensiamo di dimagrire con il solo utilizzo di questi prodotti senza nessuna dieta questo è molto sbagliato.

Ma è molto sbagliato anche fare una dieta senza che ci sia dell’esercizio fisico. Non possiamo, infatti, prescindere dal fatto che se iniziamo a fare una dieta quella dieta abbia bisogno di un po’ di allenamento da parte nostra. Anche solo una passeggiata ogni due giorni di mezz’ora è in grado di migliorare il nostro approccio alla vita in maniera netta.

Perché migliora la circolazione, migliorano i muscoli delle gambe e perdiamo anche un po’ quella pancetta. Poi, se vogliamo definire al meglio la muscolatura possiamo scegliere un allenamento specifico da fare in palestra o in casa con esercizi mirati.

E mangiare poi questi prodotti in un regime alimentare regolamentato non può che fare del bene al nostro corpo e alla nostra mente. 

Recensioni di chi ha provato i prodotti Foodspring

Abbiamo raccolto le recensioni di chi ha provato i prodotti Foodspring

Ci è sembrato doveroso dover spulciare sul web e trovare le recensioni di chi ha provato i prodotti Foodspring e dobbiamo dire di aver trovato un vero e proprio mondo di consumatori. 

Il primo che ci viene all’occhio si chiama Massimiliano e ci tiene a dire che le barrette hanno un ottimo gusto e un’ottima digeribilità che è una cosa di cui ancora non abbiamo parlato ma che se pensiamo al fatto che queste barrette possono essere mangiate prima o dopo l’allenamento è chiaro che il buon gusto e una buona digeribilità ci permette di non avere problemi anche nel fare gli esercizi. E non è di certo una cosa da poco. 

Abbiamo Titta, poi, che pone la sua attenzione su un’altra cosa che fa la differenza e che è la velocità di spedizione. Quante volte, infatti, ci siamo dimenticati e scocciati di acquistare un prodotto perché non arrivava mai. E’ una cosa importante, ho voglia di provare una cosa ma poi questa cosa non arriva mai e io non posso sapere di cosa stiamo parlando e non ho voglia di rifare l’ordine. Invece se l’ordine arriva in tempo, assaggio e mi piace, di sicuro farò un nuovo ordine. 

Enrico pone la sua attenzione sulla funzionalità dei prodotti che è un’altra cosa di cui non abbiamo parlato ma che ci fa rendere conto che ogni ricetta è stata calibrata anche sul rendere il prodotto funzionale per quello che andiamo a fare. E ci sembra una cosa molto interessante a cui pensare e su cui puntare l’attenzione. Un prodotto di questo tipo, funzionale, rende la dieta o il regime alimentare, molto più attento alle nostre esigenze. 

Benedetta ragiona sul fatto che i prodotti siano ottimi e che il sito sia molto intuitivo da usare, che è un’altra cosa su cui è interessante porre l’attenzione perché abbiamo bisogno, nella nostra vita sempre super frenetica e piena di impegni, di non perdere tempo quando facciamo il nostro ordine. Non abbiamo tempo di capire ma abbiamo bisogno di un portale in cui sia molto semplice arrivare ad acquistare i prodotti che arrivano a casa in un tempo stabilito e veloce. 

Giusy rimarca, invece, in maniera potente che la crema spalmabile proteica non è come le altre che si trovano in circolazione ma ha un ottimo sapore, condivisibile con un gusto generale e che quindi non sembra di mangiare un pasto proteico ma una buona crema da mettere sulle fette biscottate.  E anche qui diamo voce a qualcosa che non è per forza scontato ma che ci fa ragionare sulla qualità del prodotto in sé che è molto buono e che non ci fa ingrassare quando lo si mangia come una crema da supermercato. 

Antonella, invece, parla della qualità degli shake che non sono dei pasti sostitutivi ma sono degli integratori e che ci permettono di scoprire, in maniera evidente, quanto faccia la differenza un’ottima solubilità. Perché questo mix che contiene tante proteine in polvere poi si scioglie con del latte che può essere vaccino come completamente vegano e prende una consistenza e un sapore che sanno di buono e che non fa grumi, che è una cosa a cui non si pensa ma che fa molto piacere. 

Martina ci fa ragionare su una cosa molto importante: finalmente abbiamo a che fare con un cibo proteico che, però, non è di dubbia provenienza. Proprio per il fatto che questi prodotti sono monitorati fin dall’inizio allora non abbiamo paura di usarli ma, anzi, entreranno a fare parte, naturalmente, di quelle che sono le nostre abitudini alimentari. 

Opinioni su Foodspring

Opinioni su Foodspring: ecco cosa abbiamo scoperto

Quando si parla di prodotti dal valore assoluto diciamo che è difficile trovare opinioni che discordino dall’idea che siano prodotti di buonissima qualità e va detto che questa cosa, visto che ci troviamo in un’epoca in cui sempre più spesso compriamo cose in rete, non è poi così scontata, anzi ci sembra scontata solo leggendo la storia di questo tipo di azienda e anche tutta l’attenzione che viene messa nella scelta di ogni singolo prodotto. E, diciamo, che questa attenzione è ben rappresentata sul web e ci dà, da subito, l’intenzione e la mission di ciò che questi due amici tedeschi stanno cercando di fare da 7 anni.

I due amici hanno dato vita, fin da subito, a una belle ricerca di prodotti di tutto il mondo che hanno, poi, convinto, man mano il pubblico di appassionati e di sportivi grazie anche agli obiettivi differenti che permettono e promettono sfide differenti e di grande valore. 

Se pensiamo, infatti, al latte neozelandese o alle bacche prese nelle Filippine capiamo il senso del discorso che viene fatto dall’azienda e che permette di processare le migliori materie prime in Germania, in fabbriche in cui viene tutto organizzato e controllato attraverso certificazioni europee. 

Questa è una cosa di grande interesse perché ci permette di avere un gusto intenso e sano in ogni prodotto e perché sostiene quelle che sono le nostre prerogative senza perderne in qualità e sapore, che ci sembra una cosa molto interessante da indicare.

Le opinioni, quindi, convergono sulla qualità dei prodotti e trovano molto interessante anche l’idea di direzionare le proprie scelte attraverso degli obiettivi prestabiliti. Infatti si può pensare di lavorare sui propri muscoli così come si può pensare di lavorare sul proprio dimagrimento attraverso prodotti che fanno del loro meglio per dare una sferzata al metabolismo grazie, anche, a una dieta o un regime che sia consono.

Un altro contenuto che sorprende è proprio quello che si riferisce al sapore di questi prodotti che non sanno di finto ma che sono gustosi, cosa che non si può non tenere in considerazione. Infatti una della cose che, tante volte, non ha senso in questi prodotti è l’avere a che fare con prodotti completamente privi di gusto o che abbiano un sapore di finto molto marcato. In questo caso ognuno di questi prodotti ha un gusto che sa di buono e che permette, ai fruitori, di esserne soddisfatti. 

Anche le barrette proteiche, che di solito sanno un po’ di cartone, hanno un gusto deciso e un prezzo onesto, oltre a quella digeribilità di cui si parlava prima, quindi non restano sullo stomaco e ci permettono di poterci allenare con grande tranquillità e con una bella dose di energia, che non è mai troppa, specie se abbiamo deciso di allenarci in maniera assidua.

Nessuna dieta e nessun prodotto, come dicevamo prima, può dare i risultati sperati senza che ci sia una struttura su cui poggiare questo o quel prodotto. Non è che possiamo bere 4 birre al giorno, mangiare tanti dolci e poi ingozzarsi di cibo spazzatura e pensare di poter dimagrire con uno shake proteico. 

Quindi il tutto deve essere strutturato come una squadra che lavora per un obiettivo comune e se lavoriamo insieme, con un buon allenamento, una buona dieta e tanti prodotti di qualità allora non ci sarà nessun tipo di problema. Non possiamo non considerare questa storia come una storia che funzioni, abbiamo tutte le ragioni per fare tutto quello che serve per migliorare la nostra vita.

Infatti quello che tutti raccontano è il tentativo di migliorare la propria vita con dei prodotti che funzionino bene e con una serie di esercizi e una dieta che tenda a migliorare la propria esistenza. 

E’ la vita e la qualità della stessa il discrimine che ci permette di guardare oltre il nostro orticello, che ci permette di guardare fuori da quelli che sono i problemi di tutti i giorni e che ci permette di pensare a un modo per migliorarci dal punto di vista fisico e anche mentale. Infatti quello che dovrebbe motivarci, più di ogni cosa, è la nostra salute e, subito dopo, dovremmo pensare a tutto quello che non ci piace nella nostra vita e cambiare le nostre abitudini. Abbiamo un sacco di abitudini sbagliate, un sacco di pigrizie inutili, prendiamo la macchina per fare cinquanta metri e poi ci lamentiamo delle maniglie dell’amore. 

Ed è proprio da un minimo che possiamo provare a migliorare la nostra vita. La macchina e l’ascensore una volta in meno, una scala in più per arrivare in ufficio, una camminata veloce intorno al palazzo, cibo di stagione a km 0 con meno condimento e meno sale. E se non abbiamo tempo o non abbiamo voglia di mangiare pasta e pizza che ci facciano ingrassare allora possiamo scegliere uno di questi prodotti certificati i cui ingredienti sono determinanti per un dimagrimento o un mantenimento del tono muscolare che funzioni davvero. E questo sempre che si sia sportivi o meno. 

Dobbiamo darci una mano e una possibilità, dobbiamo renderci conto di quello che cerchiamo, dobbiamo aiutare noi stessi a trovare il nostro centro e a migliorare il nostro corpo e la nostra mente, liberandola da stress inutili e cambiandola poco alla volta. Nessuno è in grado di cambiare radicalmente da un giorno all’altro ma è in grado di fare piccoli cambiamenti di volta in volta, senza nessun timore e con la fragilità di poter sbagliare. 

Dove acquistare i prodotti e le proteine Foodspring

In questo periodo mondiale abbiamo sempre bisogno di una soluzione molto rapida per acquistare i prodotti che vogliamo. Proprio per questo Foodspring si affida a un negozio online con consegna gratuita e veloce che sia in grado di arrivare, in poco tempo, ovunque.

Non vogliamo entrare nel merito di questa pandemia mondiale che tanto danno ci sta facendo da mesi ma è chiaro che abbiamo bisogno di avere, anche in casa, una scorta di cibo e di proteine che siano in grado di rendere il nostro regime alimentare migliore. E questo, con un certo esercizio quotidiano, anche casalingo, ci permette di poter avere tutto a portata di mano e senza problemi di sorta. 

Abbiamo, quindi, bisogno di un sito agile, molto comprensibile, che non ci faccia perdere tempo e che ci permetta di scegliere questo o quel prodotto anche seguendo quelle che sono le caratteristiche che più ci interessano di questo o di quel prodotto. Parliamo di tempo perché è un altro dei grandi problemi della modernità: noi non abbiamo mai tempo, non abbiamo tempo di scegliere un prodotto con calma, non abbiamo tempo nel perdere tempo, purtroppo. Abbiamo ogni giorno tante di quelle incombenze che non si possono gestire in altro modo se non quello di rilasciare minuti preziosi di quelli che servono per noi stessi.

Ed è a noi stessi che dobbiamo pensare cercando di rubare minuti alle incombenze per cercare il meglio. E prendersi un po’ di tempo per scegliere dei prodotti on line ci sembra una buona linea per iniziare a fare qualcosa.

Ricordiamoci sempre di fare quello che è meglio per noi a piccoli passi, senza immaginare di dover fare la maratona o di dimagrire 20 chili in un mese. Tutto ha senso nel momento in cui stiamo pensando a fare piccoli step per volta, senza avere timore di poter prenderci tutto il tempo che ci vuole per fare le nostre scelte e spendendo, un prezzo onesto, per dei prodotti come questi che sono controllati dall’inizio alla fine. 

Cosa dire di questi prodotti? La scelta che va fatta è sempre soggettiva ma consigliamo di provare questo o quel prodotto perché sono fatti con criterio e sono pensati per le varie esigenze seguendo un percorso ben preciso. Quello su cui puntare è sempre dare a tutti esperienze e informazioni e lasciare libero arbitrio a tutti coloro che sentono l’esigenza di fare del proprio corpo e della propria vita un upgrade che funzioni.

E questi prodotti sembra funzionino, vengono acquistati facilmente online e spediti ancora più velocemente alle nostre case. E questa è una cosa da tenere in considerazione e da monitorare in maniera facile ed evidente. Quello che cerchiamo, sempre e comunque, è una qualità superiore che ci permetta di poter vivere e mangiare sempre al meglio, con prodotti certificati a km 0 e questo è quello che succede con questi percorsi Foodspring tutti da scoprire e tutti differenti. E voi a quale di questi percorsi siete più interessati in questo momento della vostra vita? 

Importanza dello “star bene mentale” sullo “star bene fisico”

Lo star bene mentale è strettamente correlato allo stato di benessere fisico, sono numerosi gli studi e i test che hanno provato come sia fondamentale trovare il perfetto equilibrio interiore tra mente e corpo per poter godere pienamente delle gioie della vita. 

Quando ci sentiamo depressi, tendiamo a dormire meno, a sentirci privi di energia e a ingrassare, all’inverso, se per qualche ragione aumentiamo di peso, la nostra autostima cala, ci sentiamo meno attraenti e meno sicuri.

La compromissione del benessere mentale spesso nasce da un senso di insoddisfazione verso sé stessi che alimenta i livelli di negatività e diminuisce la voglia di cambiare, motivo per il quale è importante lavorare su stessi per accettarsi, avere maggiore fiducia e autostima e affrontare al meglio qualsiasi cambiamento.

È possibile farlo attraverso un percorso terapeutico rivolgendosi a psicologi specialisti come quelli presenti su https://www.psicologi-italia.it/psicologo/lombardia/varese/, combinato alla voglia di voler affrontare davvero il problema e risolverlo, per migliorare la qualità della propria vita.

L’autostima ha un ruolo chiave per raggiungere il benessere mentale e lo star bene fisico, non tutti ne sono consapevoli, alcuni devono allenare la propria autostima tramite l’accrescimento della fiducia nelle proprie possibilità. 

Cosa fare per stare bene con sé stessi?

Se è chiaro che lo star bene mentale si ripercuote sullo star bene fisico, è importante iniziare a lavorare su ciò che non va, migliorando alcuni aspetti di sé e del modo di affrontare la quotidianità. Ecco alcuni consigli utili.

Cercare e coltivare nuovi stimoli

Il benessere psicologico è collegato alle proprie potenzialità e risorse, ognuno ha un talento che deve coltivare. Vivere in un ambiente stimolante rende le cose più semplici, ma gli stimoli si possono ricercare anche al di fuori della propria sfera familiare e questo porta a un senso di libertà e individualità. 

Gratificarsi

Non solo critiche, è importate sapersi gratificare e saper vedere i pregi, non bisogna soffermarsi solo su una lista di giudizi e aggettivi negativi. 

Può essere utile stilare una lista di tutti i lati vincenti e delle proprie risorse che sono state utili ad affrontare i momenti più difficili della vita.

Immaginare e osservare

Il nostro cervello ragiona per immagini, sognare ad occhi aperti, fantasticare, aiuta ad aprirsi a nuove possibilità e ad avvicinarsi al cambiamento. 

È molto utile crearsi delle immagini di ciò che si desidera e tornarci durante la giornata col pensiero, questo fa si che sembrino molto più reali e concrete.

Inoltre, bisogna fermarsi a osservare la propria vita e le cose che non vanno, prendere nota delle sensazioni che si provano nel periodo del cambiamento e decidere cosa fare per lasciarsi alle spalle i vecchi pensieri, superare le paure e avvicinarsi al nuovo.

Apprezzare le piccole cose

Ogni giorno bisogna imparare ad apprezzare le piccole cose che fanno sorridere, che sia una passeggiata in riva al mare, una parete da dipingere, una cena con gli amici. Inoltre, i cambiamenti sono fatti di piccoli passi, anche modificare un’abitudine come il solito bar o la solita strada, possono aiutare ad uscire fuori dal circolo vizioso della routine e della noia.

Fare sport e mangiare bene

Fare attività fisica produce effetti benefici sia sul fisico che sulla salute mentale, diversi studi hanno evidenziato come lo sport previene la comparsa di ansia, stress e depressione.

Inoltre, anche il cibo influenza la salute mentale, varie ricerche hanno dimostrato che mangiare cibo spazzatura aumenta il rischio di aggressività e di depressione.

Costruire relazioni sociali 

Instaurare e mantenere delle relazioni sociali buone aiuta a migliorare il benessere mentale, perché permette di rispondere al bisogno di coesione nei momenti in cui ci si sente troppo soli e malinconici.  

Linfociti altissimi: cause e rimedi definitivi

Quando abbiamo a che fare con i globuli bianchi parliamo sempre della nostra difesa, del nostro esercito.

E se di globuli bianchi stiamo parlando non possiamo non parlare di linfociti che sono i killer del nostro organismo. Questo perché? Perché grazie ai linfociti noi riusciamo a trovare il nostro agente patogeno e a combattere la minaccia che in quel momento ci fa stare male.

Ma cosa succede se i linfociti sono altissimi?

In quel caso parliamo di linfocitosi ma le cause di questa condizione non si possono controllare con un semplice emocromo. Serve, infatti, il consulto con un medico.

Il nostro corpo, e questo lo abbiamo capito, è una macchina perfetta e come tale è soggetta a certi meccanismi che neanche noi conosciamo bene ma che le nostre cellule conoscono benissimo.

Infatti abbiamo una serie di barriere, partendo dalla nostra epidermide o alle mucose del naso che ci permettono di fare una prima difesa rispetto ad agenti esterni che possano intaccare il nostro organismo. 

D’altronde anche un piccolissimo raffreddore è qualcosa che il nostro corpo combatte con i nostri anticorpi.

Ricordiamo sempre, infatti, che non c’è un giorno della nostra vita in cui il nostro corpo, dall’interno combatte qualcosa che, sia all’interno, sia al di fuori, vuole minare il nostro equilibrio. 

Per questa ragione è sempre bene sapere come funzionano determinate cose, imparando anche a capire quali di questi sintomi, anche piccolissimi, dovrebbero farci pensare a qualcos’altro.

Un esempio piccolo piccolo ma che secondo me ci permette di capire quello di cui andremo a parlare è quello di un linfonodo sentinella che, di solito, si attiva alla prima infezione.

Un morso di un insetto a cui siamo allergici, anche in piccola parte, un raffreddore che ci sta facendo un po’ penare e via di sentinella perché ognuno di noi ha un esercito di combattenti che cerca di farci stare in salute. 

Vediamo, ora, passo passo cosa sono i linfociti e che cosa comporta questa malattia.

Cosa sono i linfociti

Cosa sono i linfociti: Linfociti T & Linfociti B
Cosa sono i linfociti: Linfociti T & Linfociti B

Linfociti T

Quando si parla di linfociti T si parla di una classe di globuli bianchi.

I globuli bianchi, che si chiamano anche leucociti sono delle cellule che servono a difenderci contro corpi estranei, microrganismi patogeni, cellule neoplastiche e antigeni di vario tipo.

I globuli bianchi possono essere:

  • granulociti
  • monociti
  • linfociti

Quelli T si chiamano così per un recettore che si trova sulla superficie e si chiama TRC o T cell receptor. Questi linfociti, come i linfociti B, sono prodotti dal midollo osseo e poi maturano e migrano nel timo. Questi linfociti che si trovano nel timo hanno una durata breve: infatti vivono circa uno o due giorni.

Se però c’è di mezzo una sostanza estranea questi piccoli linfociti diventano grandi linfociti, chiamati plasmacellule che rendono inattivo l’antigene secernendo l’anticorpo giusto in quel momento.

I grandi linfociti entrano nel meccanismo della mitosi che crea tanti linfociti, tantissimi, e ognuno di loro ha memoria dell’antigene che ha stimolato il loro intervento e la loro crescita. Questo è importantissimo in caso di un secondo attacco dello stesso gene perché le cellule già sanno quello che devono fare. Questi linfociti, infatti, si chiamano anche cellule memoria e si trovano nella milza e nei linfonodi.

Questi linfonodi T, quindi, attivano subito la risposta immunitaria per neutralizzare infezioni, virus e batteri e si dividono in vari sottogruppi:

  • linfociti TH servono per creare anticorpi
  • linfociti TS neutralizzano le cellule nocive per l’organismo

I linfociti T, comunque, per essere attivati cercano un contatto diretto con la cellula che porta con sé l’antigene.

La cellula T se incontra un antigene puro, però, non si attiva. Per attivare il linfocita ci deve stare una sorta di riconoscimento grazie all’istocompatibilità della proteina MHC.

Questa istocompatibilità è alla base di tutti i processi immunologici, infatti è molto importante anche nei casi di trapianti di organi e il loro rigetto.

Questa proteina è diversa da persona a persona ed è quindi molto variabile.

I linfociti T riconoscono queste proteine come nemiche e per questo c’è bisogno dei farmaci antirigetto.

I meccanismi che vengono messi in atto dall’organismo sono:

  • immunità innata che è la prima difesa contro i microbi. Sono la pelle e le mucose ad esempio, che servono a non far penetrare l’organismo esterno nel corpo. Questo tipo di immunità potenzia anche l’altro tipo di immunità, di cui ora parleremo.
  • immunità adattiva che è una strategia difensiva che si sviluppa più lentamente rispetto alla prima immunità ed opera dei linfociti e dei prodotti dei linfociti cioè gli anticorpi.

Quest’ultima immunità può essere sia:

  • immunità ematica
  • immunità umorale

I linfociti T sono recettori che riconoscono antigeni microbici proteici, quindi lavorano nello specifico e uccidono qualsiasi cellula infettiva.

Linfociti B

I linfociti B sono quelli che vengono dal fegato e dal midollo osseo.

Anche i questo caso abbiamo una risposta immunitaria potente, come nel caso dei linfociti T e in seguito migrano dalle loro posizioni originarie per posizionarsi in altre zone del corpo come milza e linfonodi.

Quando il linfocita B si attiva ingloba l’agente estraneo e chiama a combattere i linfociti T, un vero e proprio esercito di cecchini.

Cause dei linfociti alti: linfocitosi

Cause dei linfociti alti: linfocitosi e infezini virali
Cause dei linfociti alti: linfocitosi e infezini virali

Abbiamo, quindi, capito che ci sono diversi tipi di globuli bianchi e che servono a proteggerci da vari parassiti, funghi, batteri e virus. 

Oltre alle cellule di cui abbiamo già parlato abbiamo accennato anche alle cellule natural killer che sono specifiche e killer, appunto, come le altre due. 

Ma perché a un certo punto scopriamo di avere un numero di linfociti elevato? La causa più normale è un’infezione virale come la mononucleosi. Alcune infezioni batteriche, come la tubercolosi pure possono far aumentare la nostra carica di globuli bianchi. Anche alcuni tumori come il linfoma o la leucemia linfatica possono portare un numero di linfociti elevato dovuto anche all’immissione di linfoblasti e cellule linfomatose nel torrente ematico. 

Anche il Crohn e il morbo di Graves possono far aumentare il numero dei globuli bianchi nel nostro sangue. Quello che è strano è che l’aumento di questi globuli non causa sintomi evidenti ma va detto che alcuni sintomi, seppur minimi, come una febbriciattola o una forte sudorazione notturna, un calo di peso parecchio repentino o una stanchezza cronica possono essere segno di qualcosa che non va. Se abbiamo qualche sospetto, come ad esempio una strana febbre a 37 per una settimana, sarebbe il caso di fare gli esami del sangue. Quando si rileva un aumento dei linfociti allora bisogna controllare un campione di sangue al microscopio e vedere se sono attivati da un’infezione o sono immaturi come nei tumori. Se scopriamo anche il tipo di linfocita sarà più facile scoprire qual è il problema che ha scatenato questa reazione. 

Avere, comunque i linfociti alti significa che il nostro sistema immunitario sta combattendo qualcosa ed è attivo. La linfocitosi è proprio l’aumento dei globuli bianchi nel sangue. Questo succede, nella maggior parte dei casi, per combattere una malattia o un’infezione. 

Il valore normale dovrebbe essere circa 1500 linfociti per microlitro. Se ne abbiamo più di 3000 linfociti per microlitro di sangue significa avere la linfocitosi. Attenzione perché nei bambini il valore cambia, ad esempio. 

I globuli bianchi, comunque, sono di vario tipo: 

  • granulociti neutrofili
  • granulociti basofili 
  • granulociti eosinofili
  • monociti
  • linfociti

L’alterazione dei valori normali di questi ultimi può causare condizioni più o meno gravi. Infatti questi linfociti sono più o meno tra i 20 e il 40 per cento dei leucociti presenti nell’organismo. 

Quindi è sicuramente vero che un’alterazione può essere un sintomo semplice rispetto a un’infezione ma è sempre meglio controllare quello che succede per vedere di stare più tranquilli e scongiurare patologie più critiche da affrontare. 

Abbiamo, dunque, compreso l’importanza di uno screening legato a un semplice esame del sangue, esame di routine che andrebbe fatto anche solo per controllare il livello di colesterolo o se gli altri valori sono al posto giusto. Ma, in ogni caso, anche se abbiamo detto che non si sono poi tantissimi sintomi per capire che c’è qualche problema con i nostri linfociti basta un occhio un po’ più allenato per capire che forse qualcosa non va. Attenzione, cioè a questi sintomi che adesso cercheremo di elencarvi con maggior dovizia per rendervi partecipi di ogni piccolo allarme che potremmo prendere in considerazione per un controllo, che è sempre doveroso fare, questo lo abbiamo capito, oramai. 

I sintomi di cui abbiamo già parlato sono: 

  • febbre
  • perdita di peso
  • stanchezza e anche debolezza 
  • sudorazione notturna

Ma bisogna anche stare attenti a: 

  • ingrossamento dei linfonodi
  • pienezza del ventre o dolore (che può essere causato anche da fegato e milza ingrossati)
  • bruciore durante la pipì
  • dolori articolari o alle ossa
  • pallore del viso, delle unghie e delle labbra
  • emicrania
  • emorragia delle gengive o frequenti epistassi
  • dolori alle articolazioni
  • insufficienza renale

Quindi abbiamo un bel range di piccoli campanelli d’allarme che ci possono far pensare che sia meglio fare un esame del sangue. Difatti una pelle diafana, molto chiara, potrebbe essere sintomo di qualcosa che non va, così come una ghiandola del collo che si può sì ingrossare per un’infezione ma può essere anche sintomo di qualcos’altro. I frequenti mal di testa o anche il dolore al ventre sono cose che, probabilmente, non si associano facilmente al fatto di dover farsi le analisi però perché non riuscire a controllare il proprio corpo quando non si è perfettamente in forma. O anche quando non ci sentiamo assolutamente nulla, almeno per prevenzione. 

Quali possono essere le cause di questo innalzamento un po’ le abbiamo capito ma se volessimo andare nello specifico, come prima, avremmo un bel po’ di pensieri a cui poter arrivare con una certa tranquillità e anche per maggiore informazione che, in alcuni casi, non è mai troppa. 

Quindi tolta la malattia temporanea e quello che può essere una leucemia direi che possiamo andare con ordine e iniziare a parlare delle varie cause:

  • la prima è sicuramente quella del tumore del sangue che va a rovinare il midollo, inquinandolo, e che può diventare leucemia acuta, mieloide, linfatica o linfoide. Questa malattia porta ad avere tantissimi globuli bianchi nel sangue e in questo caso si chiamerà linfocitosi monoclonale perché i linfociti si riproducono tutti uguali. I linfomi, invece, bersagliano milza o linfonodi, quindi organi linfatici. E poi abbiamo le sindromi mieloproliferative che partono dai una cellula staminale che si è ammalata
  • anche alcuni farmaci fanno aumentare la produzione di leucociti nel sangue, come alcuni antibiotici per l’acne, l’eparina e anche alcuni farmaci epilettici
  • le infezioni, come abbiamo detto. Possiamo partire dalla tubercolosi per arrivare alla mononucleosi, dal raffreddore alla parotite, dall’influenza al citomegalovirus, dalla rosolia all’herpes, all’epatite C, quella B, l’HIV e la toxoplasmosi
  • anche le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus, le vasculiti, l’ipertiroidismo possono aumentare i globuli bianchi nel sangue
  • alcuni episodi di stress sono in grado di formare più leucociti nel sangue, così come un forte trauma fisico e una forte disidratazione
  • coloro che hanno subito l’asportazione della milza o chi ha un tumore, chi soffre di pertosse o di Crohn o altre malattie croniche dell’intestino. 

E’ molto probabile anche avere globuli bianchi alti in gravidanza o durante il ciclo mestruale. Caso a parte per i bambini che hanno già molti più globuli bianchi e, quindi, non dobbiamo subito pensare a cose terribili. 

Andrebbe richiesto il parere di un medico e qualche esame se notiamo un bel dimagrimento improvviso, inappetenza, lividi su tutto il corpo, pallore, debolezza o febbriciattola. 

Rimedi e trattamento

Linfociti altissimi: rimedi e trattamento per aumentare le nostre difese immunitarie
Linfociti altissimi: rimedi e trattamento per aumentare le nostre difese immunitarie

Visto che per parlare di come curare malattie gravi c’è bisogno di un medico possiamo, però, provare ad aumentare le nostre difese immunitarie con dei rimedi naturali. 


Fermo restando che questi sono consigli generali e ogni caso è a sè stante si può pensare a degli integratori naturali

Possiamo, infatti, parlare di:

  • acerola: pianta del Centro America che è piena di Vitamina C. In questa pianta ci sono anche vitamina A e vitamine del gruppo B, flavonoidi, sali minerali e altro. Questi integratori sono perfetti per raffreddamento e sintomi influenzali.
  • astragalo: queste sono piante perenni che servono a prevenire raffreddamento e influenza. Ha una proprietà immunostimolante che stimola l’attività dei linfociti B e T e quindi permette al corpo di resistere meglio a stress fisici e psichici
  • echinacea: antiossidante e immunostimolante
  • radice di liquirizia: cura alcune malattie
  • rosa canina: è ricca di vitamina C e quindi potenzia le difese immunitarie
  • shiitake: fungo cinese che è ricco di beta-glucano e che potenzia le nostre difese
  • uncaria: pianta rampicante con proprietà immuno-modulanti. 

Le difese immunitarie si possono anche potenziare con una buona dieta alimentare. Ecco gli alimenti che fanno al caso vostro:

  • l’aglio è perfetto contro batteri, virus e contro le infezioni
  • gli agrumi sono pieni di Vitamina C che protegge dai radicali liberi, contrasta i malanni di stagione, aiutano la digestione e disinfettano l’organismo. 
  • Il cioccolato al 72 per cento stimola la produzione di linfociti T che combattono le infezioni
  • i cereali e le fibre aiutano l’intestino
  • la frutta fresca è piena di vitamine
  • la frutta secca contiene selenio zinco e rame. E poi è ricca di vitamina E di Omega3
  • i funghi sono pieni di selenio e di beta-glucano, quindi potenziano le difese immunitarie
  • i fermenti lattici servono per l’equilibrio della flora intestinale
  • i legumi aiutano la produzione di anticorpi
  • il pesce è fondamentale per una dieta salutare
  • le spezie come zenzero, curcuma e cannella regolano la risposta immunitaria innata 
  • il tè verde stimola la formazione di linfociti T
  • il Kefir è ricco di calcio e vitamine del gruppo B e K ed è pieno di nutrienti e probiotici

Anche fare attività fisica quotidiana ci permette di avere un sistema immunitario che funziona bene. Anche solo camminare e favorire la circolazione permette alla cellule di muoversi nell’organismo per fare il proprio dovere. .

Unire una buona alimentazione ad un giusto esercizio fisico quotidiano può contribuire a mantenersi in salute e a mantenere il sistema immunitario vigoroso.

Non si deve mai esagerare, infatti, come abbiamo sempre detto ma qualche chilometro a piedi, un po’ di corsa, una nuotata o qualche tratto in bici migliorano sia l’ossigenazione che la circolazione e quindi ci fanno stare più in salute, più in forma. Non c’è nulla di meglio da fare per mantenere il proprio corpo attivo e mantenerlo attivo rispetta anche il mantenere attivo il sistema immunitario e, quindi, di rispondere bene agli stimoli che ci arrivano dall’interno e dall’esterno.

Ovviamente anche un buon ciclo circadiano di veglia e sonno ci permette di essere meno stressati e quindi di non stimolare la creazione di tanti globuli bianchi se non ne abbiamo bisogno. 

La vita, d’altronde, va vissuta a pieno, sicuramente, ma bisogno sempre cercare di mantenere un ritmo tra le ore che restiamo svegli e produttivi e le ore che ci addormentiamo, nel senso che dormire bene ci fa attivare al meglio il metabolismo e ci fa stare meglio in salute e meglio stressati. Sarebbe consigliabile, infatti, mantenere un diario giornaliero di ciò che si mangia e di quanto si dorma per mantenere, ove possibile, un ritmo costante che possa permetterci di stare più in salute, più sotto controllo.

Tutto quello che possiamo fare, infatti, al di là di cercare di non mangiare troppe schifezze, di non bere troppo alcool, di non fumare è quello di mangiare sano, se possibile, fare attività fisica anche mezz’ora al giorno e poi dormire bene, dormire per stare riposati.

A volte, infatti, basta anche un letto sbagliato, un cuscino che non fa per noi, un materasso che non è giusto per quello che ci serve e tutto è inutile. Anche se dormiamo, infatti, 8 ore al giorno è possibile che il nostro corpo non sia riposato e che il nostro metabolismo non abbia lavorato al meglio durante la notte. Anche svegliarsi ripetutamente durante la notte è sintomo di un sonno che non è ristoratore e che, quindi, non ci permette di riposare davvero.

E se non siamo riposati davvero il nostro corpo è più debole, le difese immunitarie non lavorano al meglio, non produciamo tanto quanto vorremmo, non siamo concentrati e basta anche un piccolo raffreddore per debilitarci. 

Allora è bene pensare a tutti gli aspetti della vita per farci vivere al meglio e per far sì che il nostro corpo risponda al meglio. 

Questi sono consigli generici che sentiamo di dare per migliorare la nostra vita a poco a poco ma ciò non significa che dobbiamo essere medici di noi stessi e dobbiamo curare malattie gravi con un pizzico di frutta in più. Anche i nostri bambini hanno bisogno di mangiare bene, così come noi. Anche i nostri genitori e i nostri nonni ma se ci troviamo davanti a una malattia grave allora è bene pensare che sia tutto in mano ai medici e alla cura che i medici daranno alla persona in questione. 

Se, invece, siamo soggetti a tante infezioni, siamo vittime di raffreddori perenni o cose del genere si può pensare, in maniera molto facile, di migliorare il proprio stile di vita per rendere il proprio corpo più attivo e più reattivo, anche in caso di un piccolo malanno. 

Abbiamo tanti piccoli cecchini nel nostro corpo, il nostro organismo è fatto apposta per difenderci in caso di malattia. A volte, però, il nostro organismo ci difende troppo e i linfociti mutati possono essere un problema. 

Basta un esame del sangue e un esame più approfondito dei leucociti per capire cosa c’è che non va e da qui pensare alla cura che va bene per noi. D’altronde tutto quello di cui abbiamo bisogno è controllarci e dare un’attenzione in più a piccoli e grandi sintomi che possiamo avere in qualche momento particolare della nostra vita. A volte una sudata in più o un po’ di sangue dal naso sono una spia che c’è qualcosa che non va. E tutto quello che ci serve è darci una mano in tutte le maniere possibili, anche partendo da cose molto semplici come un’arancia in più o qualche mandorla durante il giorno. E voi fate qualcosa per il vostro sistema immunitario? Avete fatto un esame del sangue ultimamente? Specialmente se avete qualche sintomo, anche stupido, non trascuratevi mai. 

5 Trucchi di Stile per una Silhouette Perfetta

La tua lista di acquisti fashion è sospesa in attesa di perdere qualche chilo di troppo? Ti capita spesso di girare l’intero centro commerciale, innamorarti di vestiti favolosi ma non comprarli pensando “appena perdo 3 kili questo vestito è mio”?

Scopri i nostri trucchi per “mascherare” la pancetta e scegliere i vestiti più stilosi per te!

  1. La Fantasia fa la Differenza

Le fantasie dei vestiti che indossiamo hanno un impatto incredibile sul risultato finale. Una buona regola è quella di evitare pattern orizzontali, che tendono ad “ingrassare” ed evidenziare la pancetta di troppo. Meglio scegliere righe verticali e larghe, che creano l’illusione di una silhouette più leggera.

Per i vestiti con fantasie disegnate, ti consigliamo di evitare disegni e fantasie troppo grandi ed optare sempre per disegni minuti e ricchi di dettagli.

  1. Usa i colori a tuo vantaggio

I colori scuri hanno sempre una marcia in più quando si tratta di restituire una silhouette più leggera. Toni più chiari, invece, tendono ad avere l’effetto opposto, evidenziando i chiletti in più. 

Scegli colori come navy blue, grigio scuro o nero per un effetto snellente ed evita i colori brillanti come giallo, arancione e rosa, soprattutto per pantaloni e gonne.

  1. Scegli Tessuti Morbidi per una Vestibilità Perfetta

I tessuti più morbidi sono l’ideale per mascherare i chili di troppo con facilità. Grazie alla loro leggerezza, la vestibilità risulta si adatta a qualsiasi tipo di fisico senza risultare stringente. 

Una maglia scura con una gonna a vita alta con tessuto morbido sono la combo ideale per una silhouette snella.

Cotone, seta, cashmere e maglia sono i tessuti migliori per questo semplice ma efficace trucchetto.

  1. Utilizza un Waist Trainer sotto i vestiti

Un “must-have” per una silhouette snella. Il waist trainer è un semplice corpetto modellante, che oltre a snellire effettivamente il girovita, può anche essere utilizzato come intimo quando si indossano capi più aderenti.

Comodo da indossare, un waist trainer di qualità ti permette di indossare vestiti più aderenti senza l’ansia di mostrare i chili di troppo.

  1. Utilizza gli Accessori

Oltre a dare una marcia in più al tuo look, gli accessori, se usati ad arte, hanno il pregio di direzionare l’attenzione e di nascondere. Una cinta grande all’altezza della vita può coprire la pancetta, un paio di orecchini o una collana possono indirizzare lo sguardo e l’attenzione verso il viso e il collo.

Affrontiamo la menopausa partendo dalla prevenzione

La regola base per affrontare la menopausa è la ‘prevenzione’. 

La prevenzione è una scelta perfetta in ogni frangente della vita, e a qualsiasi età, ma si rivela fondamentale soprattutto quando si avvicina a grandi falcate l’ingresso in menopausa.

Per affrontare al meglio questo nuovo ciclo della vita sono necessarie visite periodiche dal ginecologo, così come esami specifici per valutare l’eventuale presenza di forme cancerogene, e il livello di densità ossea.

Sintomi e disturbi

A preoccupare sono soprattutto i disturbi che genera l’arrivo della menopausa. La chiusura del ciclo di fertilità della donna porta con se alterazioni ormonali, preludio a tutta una serie di cambiamenti fisici e psichici. Con la menopausa l’organismo subisce un forte stress, soprattutto in relazione al calo evidente di estrogeni e progesterone, ormoni che controllano parecchi tessuti del corpo come la pelle e influenzano processi vitali legati a cuore, sistema nervoso, metabolismo e ossa.

La pelle in menopausa subisce un deterioramento, ma per limitarne al minimo la portata è bene alimentarsi correttamente, idratarsi bevendo almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno, utilizzare prodotti cosmetici di qualità a partire da un’utile crema contro il cedimento del contorno viso.

Fra i sintomi che si sviluppano a fronte della menopausa possiamo elencare l’accentuarsi della sudorazione, che può cogliere anche all’improvviso, la comparsa di vampate di calore con cambi repentini della temperatura corporea, l’incontinenza, i risvegli improvvisi, le vertigini, l’aumento di peso, le alterazioni della pelle che si irrita più facilmente e l’avanzare dell’osteoporosi.

Accanto all’accentuarsi delle problematiche fisiche, elencate precedentemente, troviamo anche tutta una serie di disturbi della psiche quali nervosismo, depressione, propensione all’irritabilità, insonnia, stati di stress.

Dalla natura un supporto salutare

C’è un modo del tutto naturale per affrontare la menopausa scegliendo il supporto dei fitoestrogeni. Come dimostrano gli studi di settore l’uso costante dei fitostrogeni della soia consente di ridurre le vampate di calore, così come la secchezza vaginale. Utilizzati al naturale, oppure assunti sotto forma di integratori, soia e tutta una serie di estratti di piante come salvia, trifoglio, o cimici fuga, svolgono un ruolo benefico e migliorano la sintomatologia che è conseguenza della menopausa.

Guida all’alimentazione in menopausa

L’ingresso in menopausa porta con se inevitabilmente l’aumento di peso, che si può contrastare grazie a una dieta adeguata.

Seguendo alcune semplici regole è possibile evitare l’accumulo di chili superflui.  E’ determinante iniziare dall’apporto proteico privilegiando il consumo di legumi, usando con criterio carne, uova, e latticini, limitando l’uso di insaccati, mangiando almeno due volte la settimana del pesce fresco.

I carboidrati devono entrare nella dieta ma è bene preferire quelli complessi come pasta, riso e pane, preferibilmente integrali. Nella dieta risulta importante anche l’apporto di fibre, mentre è bene limitare l’assunzione di zuccheri. 

Per mantenere il peso ideale è bene ridurre le calorie e prestare attenzione ai grassi saturi, che troviamo ad esempio nel burro, nella carne così come negli insaccati e nella panna.

Una dieta corretta mette in prima linea il consumo di frutta e verdure, possibilmente fresche e di stagione.

Impossibile dimenticare l’assunzione di formaggi e latte, scegliendo preferibilmente quelli magri, mentre è bene prestare attenzione ai condimenti, scegliere cotture sane, limitare caffè e alcolici e bere molta acqua.

Ernia iatale: sintomi e cause

L’ernia è uno dei disturbi più comuni nella popolazione, soprattutto dopo i cinquant’anni. Non tutti, però conoscono l’ernia iatale, una tipologia di ernia che può dimostrarsi molto fastidiosa oppure – e forse in questo caso si verifica una condizione più pericolosa e problematica – può essere asintomatica e, se non curata, dare sfogo a patologie di più grave entità. 

Si definisce ernia una protrusione di un organo o di un tessuto verso l’esterno della cavità in cui è normalmente ospitato; l’ernia iatale interessa lo stomaco, ed è quindi una deformazione della parete dello stomaco, che si protrae verso quello che è chiamato iato esofageo: un piccolo forno nel diaframma la cui funzione è permettere il passaggio dell’esofago, a sua volta collegato allo stomaco dal cardias. Il cardias è importante perché vi ha sede lo sfintere gastroesofageo, una valvola che blocca la risalita del cibo digerito e dei succhi gastrici verso l’alto, fino in gola. Ma quando la valvola non funziona correttamente, l’ernia iatale può contribuire a peggiorare gli episodi di reflusso gastroesofageo, con tutti i disturbi che questo comporta. 

Inoltre va osservato come anche il diaframma abbia un’azione regolatrice nei confronti dello sfintere gastroesofageo, perché attraverso la sua pressione favorisce il meccanismo di apertura e di chiusura della valvola. Quando però si verifica un caso di ernia iatale, lo sfintere è spinto al di sopra del diaframma dalla parte di stomaco che fuoriesce dalla sua sede naturale Il diaframma, impedendo a quest’ultimo di esercitare la naturale pressione che consente di tenere ben chiusa la valvola quando necessario e impedire così la risalita dei succhi gastrici contenuti nello stomaco. Siamo così in presenza di un classico caso di sindrome da reflusso gastroesofageo. 

Cause dell’ernia iatale

Come anticipato, l’ernia è un disturbo fortemente associato al fisiologico progredire del tempo: lo stesso vale per l’ernia iatale. Alcuni studi hanno confermato come alla base dello sviluppo dell’ernia iatale possa esserci anche la ripetizione continua e costante dei movimenti muscolari che permettono la deglutizione, che determina un peggioramento nell’elasticità dei tessuti favorendo così la formazione dell’ernia. Proprio per questo motivo l’ernia iatale è molto comune tra la popolazione anziana: pare infatti che circa 9 persone su 10 ne soffrano dopo gli 80 anni di età, ma già dopo i 50 circa i un quarto della popolazione sembra abbia già sviluppato i primi segni di protrusione. 

Tra le persone a rischio, però, rientrano anche le donne in gravidanza e le persone con problemi di obesità, perché una forte compressione addominale è tra le cause secondarie di questo disturbo. Anche il fumo, uno stile di vita scorretto e una particolare sedentarietà possono portare all’insorgenza spontanea dell’ernia iatale, che può comparire anche dopo un forte trauma a livello addominale (incidente, caduta, percosse, ecc.) oppure dopo uno sforzo fisico particolarmente impegnativo.

Sintomi dell’ernia iatale

Di solito, piccole ernie iatali, nel lodo stadio iniziale, non comportano sintomi particolarmente importanti: spesso questi vengono ignorati del tutto finché la situazione non peggiora. Quando l’ernia diventa consistente, invece, la risalita del contenuto gastrico nell’esofago comporta bruciore, acidità, pesantezza, casi di rigurgito e dolore al petto; se non trattata l’ernia iatale, associata al reflusso gastroesofageo, può causare tosse e asma, difficoltà a respirare (o respiro pesante) e difficoltà nella deglutizione, accompagnati spesso da forti mal di gola. In casi simili è dunque importante segnalare la situazione al medico curante, che potrà prescrivere – in base ai casi – antiacidi, antidolorifici o farmaci adatti alla patologia, oppure nei quadri sintomatologici più gravi, consigliare un intervento chirurgico per ridurre l’ernia e ricollocarla nella sua sede naturale. 

Anche nei casi più lievi, però l’ernia iatale alla base della sindrome da reflusso gastroesofageo può causare spiacevoli conseguenze, come alitosi (cattivo odore dell’alito), salivazione abbondante e bava alla bocca, percezione di un cattivo sapore in gola e in bocca (tendente all’amaro) e alterazioni del timbro vocale, come raucedine e afonia. Non sono rari anche i casi di gonfiore addominale e di eruttazione frequente, nausea e difficoltà digestive. Ovviamente tutti questi sintomi tendono a peggiorare – così come tutti i disturbi legati al cattivo funzionamento dell’apparato digerente – nella posizione supina e ancora di più quando si sposta in basso la testa (quando, ad esempio, ci si abbassa per raccogliere qualcosa da terra).

Alcuni consigli

Come è facile immaginare, nei casi meno gravi i sintomi dell’ernia iatale si alleviano con semplici accorgimenti, migliorando il proprio stile di vita e di alimentazione in funzione del proprio benessere fisiologico. È bene, ad esempio, evitare pasti pesanti e ipercalorici, mangiare porzioni più piccole e spezzare la fame con spuntini e piccoli riempitivi. Una dieta appropriata sarebbe priva di alcol, caffè, cibi acidi, cioccolato e cibi piccanti, e in generale di tutto ciò che causa una cattiva digestione o che può irritare le pareti di stomaco ed esofago. Dopo i pasti bisognerebbe sempre evitare la posizione supina: meglio una piccola camminata digestiva. È importante, inoltre, smettere di fumare e iniziare a praticare attività fisica, frequente anche se lieve.