Caduta dei capelli e alimentazione, cosa c’è da sapere

Cosa c’entra l’alimentazione con la calvizie? Esiste qualche correlazione fra ciò che mangiamo e la salute dei nostri capelli? 

Ci sono molti dati a proposito e per rispondere ci basiamo anche su quelli forniti dall’Istituto Helvetico Sanders, specialisti nel trattamento della calvizie da oltre 30 anni.

Cause della calvizie, ci sono alimenti che danneggiano i capelli?

È noto che le cause genetiche ereditarie siano quelle principali della caduta dei capelli, poiché l’alopecia androgenetica si manifesta in seguito all’azione del DHT, prodotto in maggiore quantità in alcune parti del capo, dove i capelli si assottigliano e poi cadono.

È la diversa sensibilità del follicolo agli ormoni a influire sull’indebolimento del capello, tuttavia ci sono anche altre cause che concorrono alla calvizie, maschile e femminile.

Fra queste c’è lo stile di vita e quindi anche l’alimentazione scorretta, infatti non tutti sanno che una dieta squilibrata, fatta di pasti veloci o poco nutrienti, si ripercuote sui capelli rendendoli più fragili e spenti.

Secondo alcune ricerche, potrebbero influire alimenti grassi e i latticini, i quali possono provocare uno stato infiammatorio a livello intestinale e un’assimilazione non corretta delle vitamine e delle proteine.

Tuttavia, non c’è un unico alimento da evitare, ma occorre piuttosto seguire una dieta sana e fare attività fisica, perché anche i capelli risentono delle abitudini quotidiane e dello stress derivante da una vita frenetica quale è quella di molte persone oggi.

Da cosa dipende la calvizie nelle donne?

Si dà per scontato che la calvizie sia un problema che interessi solo gli uomini, mentre invece le statistiche dicono che, in Italia, sono circa 4 milioni le donne a essere colpite dalla caduta di capelli, dalle forme lievi a quelle più gravi.

In questo caso tra i fattori può esserci anche lo stress post-parto o la menopausa, in aggiunta alla predisposizione genetica.

Nelle donne la calvizie si manifesta come un diradamento diffuso su tutto il capo e non concentrato in zone specifiche, come avviene negli uomini.

Quante persone scelgono il trapianto di capelli

Quello che conta sapere è l’individuazione delle cause della caduta dei capelli, effettuando un’analisi del DNA che permette di escludere alcuni fattori e capire cosa ha davvero causato il diradamento e la caduta.

Solo allora sarà possibile decidere se si può optare per un trattamento a base di sostanze naturali oppure a un trapianto di capelli. Questa è una scelta sempre più comune, dovuta agli ottimi risultati che si possono raggiungere e all’agognata possibilità di avere di nuovo una folta chioma da accarezzare.

Se c’è una cosa importante per tutte le persone che soffrono di calvizie, questa è l’autostima e il rapporto con gli altri, infatti il 37% di chi fa ricorso a un trapianto, è spinto dal voler migliorare la propria vita sociale e sentimentale; il 34,7% lo fa per sentirsi più sicuro in ambito professionale.

Questo spiega l’aumento di trapianti di capelli effettuati nel mondo (+16% in un anno) e la crescita di italiani che hanno fatto questa scelta (100.000 secondo i dati più recenti).

Ciò che provoca la caduta dei capelli non è sempre facilmente individuabile, per questo è opportuno informarsi accuratamente e affidarsi a chi si occupa di calvizie da molti anni e fornisce soluzioni personalizzate, perché è proprio vero che ogni persona è diversa e quindi non c’è uno standard uguale per tutti.

Redazione Vailo

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