Redazione Vailo

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Quali sono le migliori mascherine antivirus?

Esistono tanti tipi di mascherine antivirus, ma quali sono le più efficaci?

Complici l’arrivo dell’estate, la campagna vaccinale e il buon senso degli italiani, su tutto il territorio nazionale si sta assistendo da qualche settimana ad un notevole abbassamento dell’indice di trasmissibilità del Covid-19. Rimane tuttavia alta l’attenzione sulle norme igieniche di base, il rispetto della distanza di sicurezza e l’utilizzo delle mascherine antivirus al chiuso. Lavabili o monouso, tali dispositivi rappresentano una valida protezione delle vie aeree superiori dalle micro-particelle volatili. Visitando lo shop italiano di mascherine MaskHaze è possibile acquistare Ffp2 e Kn95 a buon prezzo e soprattutto di qualità. Ma quali scegliere e in base a quali criteri?

Mascherine antivirus: tipologie e modelli

Il rischio di contrarre il Coronavirus non è del tutto debellato. Il diffondersi delle nuove varianti straniere continua a preoccupare, nonostante i vaccini e le diverse cure. La mascherina, d’obbligo negli ambienti al chiuso, risulta l’unico sistema efficace di protezione, coadiuvato da una corretta igiene delle mani e dalla distanza di sicurezza. 

I dispositivi di protezione individuale attualmente in commercio sono davvero tanti, ma con utilità e funzionalità differenti. Ecco che risulta necessario ricordarne le caratteristiche una per volta:

– Mascherine chirurgiche. Approvate dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, hanno una grande capacità filtrante verso l’esterno. Costituite da un triplo strato di tessuto non tessuto, bloccano eventuali secrezioni respiratorie, evitando la fuoriuscita di goccioline potenzialmente infette e di droplet. Usa e getta, hanno una durata non superiore a una giornata dopodiché perdono di efficacia. Non sono ideali da indossare per una permanenza prolungata nelle zone fortemente contaminate. Sono provviste di elastici o di lacci da passare o legare dietro le orecchie o sulla nuca.

– Mascherine Ffp1. Proteggono da polveri atossiche, non fibrogene e filtrano fino all’80% del pulviscolo naturalmente presente nell’aria. Non sono quindi in grado di bloccare il passaggio delle micro-particelle volatili del virus, esponendo le vie aeree a un possibile contagio. 

– Mascherine Ffp2. Rientrano tra i DPI e hanno una capacità filtrante del 92%. Proteggono da aerosol e fumi che, a lungo termine, possono provocare malattie respiratorie. Disponibili nella versione con o senza valvola, i modelli monouso vanno sostituiti dopo 6 ore di utilizzo intenso. 

– Mascherine Ffp3. DPI per eccellenza, hanno una capacità filtrante del 98%. Proteggono da tutte le particelle, comprese quelle aggressive e invisibili di batteri, virus e funghi. Vanno sostituite dopo 6 ore di utilizzo, sia nella variante monouso che lavabile, per la quale è richiesto l’immediato lavaggio. 

– Mascherine N95 e Kn95. Se vengono indossate correttamente sono in grado di garantire una protezione dal virus pari al 95%. Sono disponibili solo nella versione monouso e vanno sostituite ogni 8 ore. Attenzione alle truffe: prima dell’acquisto è bene verificare che siano correttamente omologate e quindi che siano contrassegnate dal marchio CE e non “C E” (acronimo di China Export). 

– Mascherine antivirus in stoffa. Dotate di un filtro certificato, offrono protezione solo dalle particelle virali di maggiore grandezza. Non sono ancora regolamentate a livello universale ma solitamente ogni produttore le fa sottoporre a dettagliati test di verifica, per fornire più garanzie agli acquirenti riguardo a sicurezza ed efficacia. A parità di livello di protezione, possono rivelarsi perfino più confortevoli delle mascherine chirurgiche. Dopo ogni utilizzo vanno lavate a mano oppure in lavatrice a 60 gradi e preferibilmente con un detersivo dall’azione igienizzante. 

Quali mascherine acquistare e criteri di scelta

Le mascherine antivirus offrono prestazioni e caratteristiche differenti, per cui per una scelta attenta e consapevole è bene valutare i diversi contesti e i rischi. 

Nel quotidiano, indossare la mascherina facciale è utile per prevenire il contagio in ambienti non eccessivamente pericolosi, in cui la carica virale non è mai troppo elevata. Per tale motivo per fare shopping, la spesa o per una passeggiata all’aria aperta sono consentiti i modelli in stoffa oppure le chirurgiche. 

Esistono tuttavia contesti in cui il rischio di contrarre la malattia è abbastanza alto, come ad esempio all’interno di un ufficio o di altri ambienti affollati (scuole, centri commerciali, locali) in cui il sistema di aerazione non è sufficiente per cambiare l’aria in maniera adeguata. In questo caso, è bene scegliere una mascherina antivirus di tipo filtrante come una Ffp2 o una Kn95 certificata e sprovvista di valvola. Questo accessorio, infatti, rende il DPI “egoista” ovvero protegge chi lo indossa ma non chi sta accanto o di fronte, perché consente il passaggio di micro-particelle di saliva potenzialmente infette. Le mascherine Ffp2 e Kn95 sono perfette anche in caso di assistenza agli anziani o a soggetti con il sistema immunitario compromesso.

Gli ospedali, le cliniche, le RSA, le ambulanze sono luoghi potenzialmente a rischio. Medici e personale sanitario (tra cui anche i volontari) a contatto con pazienti infetti necessitano di una protezione maggiore, possibile solo grazie alle Ffp3. Qualora il Covid dovesse entrare in ambito domestico, ci si deve assolutamente dotare di mascherine Ffp2, Kn95 o anche Ffp3 per evitare di contagiare gli altri membri della famiglia. 

Per rallentare il flusso dei contagi è importante scegliere solo dispositivi di protezione certificati. Lo stesso discorso si applica anche alle mascherine in tessuto. Molto alla moda e confortevoli, devono però garantire un buon livello di protezione e di filtraggio del virus, altrimenti la spesa sarebbe del tutto inutile. 

Mascherine antivirus e test di filtraggio

Disponibili in diversi colori, per adulti e bambini, le mascherine antivirus per poter essere efficaci devono superare dei rigorosi test di filtraggio, di cui si è accennato in precedenza. Ma in cosa consistono nello specifico? 

Prima della distribuzione in larga scala, le case produttrici sottopongono le mascherine facciali a tre principali verifiche:

– test di efficienza della filtrazione batterica (o BFE). Controlla il filtraggio utilizzando goccioline di 3,0 micron contenenti Staphylococcus aureus, un batterio Gram-positivo, causa di infezioni nosocomiali e di malattie gravi. Per poter superare la prova, il dispositivo deve avere una velocità di risposta pari al 95% (per le mascherine medico-chirurgiche). Il valore deve salire a 98-99% per i DPI con livelli di protezione moderata e alta. 

– Test di efficienza della filtrazione di particolato (o PFE). Verifica le capacità di filtraggio delle particelle submicroniche, utilizzando una dimensione dei corpuscoli di 0,1 micron. 

– Test di efficienza della filtrazione virale (o VFE). La procedura è simile al BFE, con l’unica differenza che viene adottato il batteriofago phiX174, ovvero un virus con DNA a filamento singolo. 

Per verificare il grado di protezione e le capacità filtranti, le mascherine vengono esposte a una corrente d’aria contenente un aerosol batterico. Il processo conta sei fasi principali, durante le quali vengono raccolti i dati, conteggiando gli aerosol introdotti dal flusso e, al tempo stesso, controllando che nessun altro microrganismo oltrepassi la barriera filtrante. 

In conclusione, prima dell’acquisto è bene considerare le diverse condizioni di utilizzo di una mascherina antivirus. Vanno scelti solo dispositivi certificati e omologati che possano garantire un grado di protezione adeguato al rischio. L’eventuale degrado del materiale di realizzazione può mettere in discussione la reale efficacia e l’utilità del dispositivo, per cui è bene ricordarsi di sostituire periodicamente il prodotto e di fare sempre tesoro delle norme anti-contagio (distanza e igiene delle mani), che comunque sono alla base della prevenzione di tante altre patologie di tipo virale e batterico.

Indecisi su dove acquistare delle mascherine sicure, efficienti, dotate di tutte le certificazioni e che hanno superato i vari test? Sugli shop online è possibile scegliere tra diversi tipi di mascherine antivirus ideali per il quotidiano, ma anche tra tanti modelli lavabili, colorati e confortevoli. In caso di rischio elevato di contagio, sono disponibili le Ffp2 e le Ffp3 in confezioni da 5, 10, 15 e 25 pezzi. Sinonimo di qualità, sono garanzia di sicurezza e protezione. L’uso di materiali idrorepellenti e di fibre naturali assicura un’elevata tollerabilità della pelle, senza irritazioni.

A che età ci si può rivolgere al chirurgo estetico?

La chirurgia estetica ha compiuto passi da gigante e, proprio per questo, sta vivendo un momento di grande attrattività presso donne e uomini di tutte le età. Una delle domande più gettonate che vengono rivolte agli esperti del settore riguarda l’età in cui si può iniziare a far ricorso a questo genere d’interventi e trattamenti. 

Non esiste una risposta unica

La verità è che non esiste un’unica risposta perché tutto dipende dal paziente e dal problema che intende risolvere. La nostra società, ormai, è abbastanza matura per comprendere che la chirurgia estetica non è un capriccio da star ma un vero e proprio ramo medico che migliora la vita di migliaia di persone ogni anno. 

Avere un corpo che riusciamo ad accettare è alla base di un buon equilibrio fisico e psichico per cui non sta a noi giudicare cosa piace e cosa non piace. Dal momento che il gusto è personale vorremmo scendere un pochino più a fondo per analizzare i benefici che la chirurgia estetica può portare ad un soggetto che ne intende fare uso. Tuttavia, risulta fondamentale rivolgersi solo a professionisti del settore e quindi individuare un buon chirurgo estetico Roma, o in qualsiasi città si decida di effettuare l’intervento, e richiedere un consulto medico.

Tutto dipende dal paziente

Innanzitutto non esiste un’età specifica dopo o prima della quale si possa far ricordo al chirurgo estetico. Questa figura professionale è un dottore vero e proprio che, come tale, ha perseguito una laurea e, pertanto, conosce a fondo le dinamiche del corpo umano. Ci possono essere casi giovani e casi meno giovani proprio perché la chirurgia estetica non è solamente sinonimo di botox e ritocchini come si legge spesso sulle riviste rosa. 

Il professionista vero può fare la differenza

Certo è che la decisione ultima spetta sempre al medico chirurgo che non opera per il gusto di farlo ma solo previo colloquio conoscitivo. Nell’ambito di questo incontro lo specialista verifica la situazione ritenuta da modificare da parte del paziente e ascolta le sue ragioni, i suoi desideri e le sue aspettative. 

Successivamente lo specialista proporrà una serie di domande che riguardano il passato clinico del paziente per appurare eventuali intolleranze, allergie o patologie particolare. Infine questi proporrà un rimedio o un intervento oppure potrebbe anche rifiutarsi di eseguire un intervento

Il fine ultimo è la salute

Le ragioni sono molteplici e spaziano dalla non fattibilità delle richieste del cliente al rischio che un intervento possa compromettere la sua salute. Il motivo per cui è sempre raccomandato rivolgersi ad un chirurgo estetico professionale e qualificato riguarda proprio la salute umana che questi contribuiscono a preservare. 

La rimozione o l’attenuazione di taluni difetti estetici può creare disagi anche molto gravi presso i pazienti ma le soluzioni da mettere in atto, a prescindere dall’età, potrebbero essere molteplici. L’importante è risolvere una condizione di disagio patologica che sollevi il paziente dalle sensazioni negative o dolorose che prova. Tutto il resto è solamente gossip e non ha nulla a che fare con il reale intento della chirurgia plastica vera, fatta di studio, ricerca e continua formazione. 

Rimedi naturali contro gli inestetismi della cellulite

Ci risiamo… L’estate è alle porte e come ogni anno la prova costume ti trova impreparata e forse rimpiangi di non essere nata all’epoca di Botticelli e della sua “burrosa” Venere.  In questo periodo dell’anno si fa un gran parlare di cellulite. Ma la conosci davvero? Allora, continua a leggere e ti spiegheremo – in base alle ultime scoperte scientifiche – a cosa è dovuta e quali sono i rimedi naturali che funzionano veramente contro gli inestetismi della cellulite, poiché agiscono alla radice del problema.

Prima di buttarci nella mischia, cosa ne pensi di qualche aneddoto divertente sulla cellulite?

La cellulite: è tutta colpa di Mary Quant.

È dagli anni Settanta che si parla di cellulite, da quando la minigonna – inventata dall’estrosa stilista inglese Mary Quant a metà del secolo scorso – è divenuta parte integrante del guardaroba di ogni donna. Scoprendo le gambe, dopo decenni di sottane alla caviglia, le donne si sono rese conto che molte di loro (tra l’80 e il 90%) giovani e meno giovani, in carne o magre hanno cellulite!

Questi “piccoli bozzi” sotto la pelle – che nella prima metà del secolo scorso erano considerati segno di benessere e bellezza! – sono improvvisamente stati additati come un vero e proprio “difetto” di cui sbarazzarsi con ogni possibile tecnica, manipolazione o intruglio. Alcune di voi probabilmente avranno qualche ricordo, anche se dai contorni sfumati dal tempo, dei metodi anti-cellulite di qualche decennio fa cui si sottoponevano le nostre nonne … Enormi fasce vibranti sui glutei, tanto rumorose quanto inefficaci, o le compresse di alga fucus e i terribili bagni bollenti seguiti da profusa sudorazione nel tentativo di “sciogliere” il nemico…  

Per fortuna, oggi le cose sono cambiate! Lo studio del “fenomeno cellulite” ha permesso anche alla scienza di comprendere i meccanismi di questo inestetismo, tanto che, da semplice difetto, la cellulite è definita ora come una vera e propria disfunzione. La buona notizia è che, per fortuna, non ha mai esito fatale!    

Per capire come trattare in modo naturale, e quindi saper scegliere con consapevolezza i migliori rimedi naturali contro gli inestetismi della cellulite, occorre prima conoscerla.

Inestetismi della cellulite: rimedi naturali (quelli che funzionano davvero!)

Integratori alimentari

Visto l’aspetto multifattoriale della cellulite, occorre affrontare il problema su vari fronti. Tra i rimedi naturali, il primo posto va agli integratori alimentari a base di piante. La natura con la sua “vis medicatrix” ci sostiene da millenni. Per cui rinunciarvi oggi sarebbe un vero peccato!

Un cocktail efficace, con spiccate proprietà anti-cellulite, per stimolare la circolazione sanguigna e linfatica, ossigenare e nutrire i tessuti allontanando scorie e tossine, con azione lenitiva e antiossidante deve senz’altro includere: Ananas, Centella asiatica, Vite Rossa, Garcinia e Gynostemma.

  1. Ananas. L’estratto del gambo di Ananas è ricco di proprietà benefiche. Infatti, contiene enzimi proteolitici, che favoriscono cioè la digestione di proteine, in particolare la bromelina, e possiede proprietà drenanti, anti-infiammatorie e anti-edematose.
  2. Centella asiatica. La Centella non può mai mancare nelle formulazioni anti-cellulite. Infatti, diminuisce la congestione del circolo venoso, riduce l’infiammazione, sostiene la produzione di collagene e ha un ottimo effetto drenante. Indispensabile, quindi, in caso di edema.
  3. Vite Rossa. È ricca di flavonoidi con azione anti-ossidante, di sostengo in particolare del microcircolo capillare e drenante. La combinazione con la Centella, ne rafforza ulteriormente l’efficacia.
  4. Garcinia cambogia. Grazie all’Acido Idrossicitrico (HCA) che contiene, la Garcinia svolge una duplice azione: favorisce il controllo del senso di fame e inibisce la digestione dei grassi, riducendone così l’assimilazione.
  5. Gynostemma. Ha proprietà anti-ossidanti, energizzanti e sostiene le funzioni del fegato. Come la Garcinia, diminuisce il senso di fame e agisce favorevolmente sul fisiologico metabolismo di carboidrati e lipidi.

Se non sai come miscelare le opportune quantità di questi diversi estratti vegetali, la soluzione migliore è un prodotto che le racchiuda tutte, semplice da assumere poiché in capsule come Biosnel Formula Potenziata di Salugea.

Alimentazione

Un’azione combinata su più fronti assicura maggiori probabilità di successo! Ti consigliamo, quindi, di adattare la tua alimentazione all’obiettivo da raggiungere. La cosa migliore è rivolgersi a un buon nutrizionista che comporrà per te un regime alimentare su misura, in base anche alla tua conformazione fisica e ai tuoi gusti.

Se preferisci il fai-da-te invece, ricorda che nel tuo piatto per 1 porzione (contenuta!) di proteine (carne, pesce, legumi, uova) dovrebbero essere presenti 5 porzioni di verdura, cotta o cruda a tuo piacimento (possibilmente BIO). Consuma un frutto due volte al giorno, lontano dai pasti.

Preferisci i cereali integrali e diminuisci drasticamente il consumo cibi pro-infiammatori (prodotti da forno con farine e zuccheri raffinati, grassi idrogenati, cereali raffinati, insaccati, latticini, ecc.) e aumenta l’assunzione di cibi ricchi di antiossidanti, specie vegetali e pesce azzurro. Mantieni alta l’idratazione con acqua non gassata, tisane, zuppe e limita al minimo l’assunzione di caffeina e bibite gassate.

Inizia la tua giornata con un poco di succo di limone bio in acqua tiepida con qualche goccia di olio di oliva (depura e alcalinizza) e assumi due cucchiaini di aceto di mele bio in un bicchiere d’acqua, prima dei due pasti principali.

La cura del corpo (e della mente!)

A complemento dell’effetto sinergico tra integratori alimentari ad hoc e una dieta equilibrata, non possono mancare il movimento e il massaggio. Nel primo caso sono molto indicate le attività preferibilmente aerobiche senza eccessivi sforzi come passeggiata a ritmo sostenuto, nuoto, pilates e yoga.

Nel secondo, il drenaggio linfatico di Vodder è senz’altro il più indicato poiché, con movimenti delicati e ritmici, induce lo “svuotamento” dei principali nodi linfatici e la conseguente eliminazione delle tossine. In alternativa, per rimodellare la forma distendendo le “fasce connettivali” può essere utile il massaggio mio-fasciale.

Con l’assunzione di un ottimo integratore 100% naturale, attività fisica e massaggio, otterrai un duplice effetto: oltre a ossigenare i tessuti, favorirai la circolazione sanguigna ed eliminerai le tossine, potrai anche rilassare la mente e allontanare così tutti gli effetti dannosi dello stress che, come hai visto, contribuiscono alla formazione della cellulite!

Quali caratteristiche deve avere il migliore integratore naturale per gli inestetismi della cellulite?

È molto importante saper scegliere il prodotto più adatto. E il modo migliore per farlo è quello di seguire alcune semplici indicazioni sulle caratteristiche che un ottimo integratore alimentare per gli inestetismi della cellulite deve avere:  

  • è confezionato in vetro scuro di grado farmaceutico (non in plastica o blister!), quindi è sicuro ed eco-sostenibile;
  • sotto il tappo in alluminio di ogni confezione, deve esserci il sigillo riutilizzabile “safeguard” a garanzia della perfetta conservazione del prodotto durante la sua assunzione;
  • i principi attivi che compongono ogni formulazione devono essere estratti secchi ad alta titolazione, la miglior forma di lavorazione possibile della pianta;
  • gli ingredienti devono essere tutti naturali al 100% così come gli eccipienti (meno del 5%);
  • le capsule (apribili all’occorrenza) che contengono gli attivi devono essere 100% vegetali (e non di origine bovina);
  • l’integratore deve essere notificato al Ministero della Salute Italiano (e il relativo codice deve figurare in etichetta!).

https://www.scientificamerican.com/article/is-cellulite-forever

Albinismo oculare, tutto ciò che c’è da sapere

L’albinismo oculare è una forma di albinismo che colpisce solo gli occhi. La causa è una riduzione della melanina nell’occhio, indispensabile per consentire alla retina di svilupparsi al meglio e per proteggere l’occhio dalla luce. I sintomi di questa condizione sono, in primo luogo, un’ipersensibilità alla luce, e poi nistagmo (movimenti incontrollati degli occhi) e strabismo. In più, la riduzione della vista che si verifica nei soggetti affetti da albinismo non è risolvibile totalmente utilizzando un semplice paio di occhiali.  In ogni caso, per saperne di più, è possibile consultare siti specializzati come https://www.essiloritalia.it/la-tua-vista/difetti-visivi/l-albinismo

Come funziona l’albinismo oculare

Come già detto, la causa dell’albinismo oculare è un’assenza o una riduzione della melanina nell’occhio. La melanina è un pigmento prodotto dai melanociti, ed è presente, in genere anche nell’iride e nella retina. Se uno dei geni contenenti le informazioni necessarie per la produzione della melanina è mutato, allora si è affetti da albinismo. In genere, il gene mutato viene trasmesso ai maschi dalla propria madre che ha un gene modificato sul cromosoma X. Infatti, i soggetti di sesso maschile hanno un solo cromosoma X, e nel caso dovessero ereditare quello mutato della madre, svilupperebbero l’albinismo.  Nelle femmine, invece, i cromosomi X sono due, pertanto, ereditando un gene mutato non erediterebbero anche l’albinismo, bensì diventerebbero portatrici sane, in grado di trasmettere a loro volta l’albinismo oculare ai propri figli. In caso di albinismo oculare, la retina si presenta quasi trasparente, e la fovea (l’area centrale della retina che permette di delineare i dettagli più fini) non è formata oppure lo è solo parzialmente, così come il nervo ottico, l’organo deputato al trasporto degli stimoli visivi alla parte del cervello capace di elaborarli. 

Diagnosi dell’albinismo oculare

L’albinismo oculare può essere collegato ad anomalie cutanee o meno. In quest’ultimo caso, i sintomi riguardano solo la vista e la pelle, i capelli ed i peli non si presentano molto più chiari del normale, come avviene, invece, nei soggetti affetti da albinismo oculocutaneo. È fondamentale comprendere nei primi anni di vita di un bambino questa problematica, al fine di agire nell’immediatezza. Per effettuare una diagnosi di albinismo oculare, si raccoglie la storia del bambino e si continua con esami strumentali, come la tomografia computerizzata per verificare le alterazioni della retina. Si tratta di un laser senza radiazioni che consente agli specialisti di ottenere immagini della retina del paziente ad alta risoluzione. A conferma di ciò, vengono poi effettuati dei test genetici, per dimostrare le mutazioni dei geni che producono melanina.

Come si cura l’albinismo oculare

Attualmente non è disponibile una cura che possa risolvere in modo definitivo le problematiche collegate all’albinismo oculare. Gli studiosi stanno cercando di comprendere con ricerche mirate eventuali effetti di terapie geniche oppure terapie farmacologiche. Tuttavia, utilizzando alcune lenti particolari e dispositivi informatici studiati appositamente per gli ipovedenti, è possibile ottenere dei miglioramenti. Inoltre, è necessario prestare particolarmente attenzione a non danneggiare ancora di più la vista con alcuni accorgimenti. Bisogna, infatti, evitare la luce solare diretta, applicando schermi solari con un fattore di protezione molto alto e utilizzando sempre occhiali da sole e indumenti protettivi, come un cappello con visiera quando il sole è molto forte.

Caduta dei capelli e alimentazione, cosa c’è da sapere

Cosa c’entra l’alimentazione con la calvizie? Esiste qualche correlazione fra ciò che mangiamo e la salute dei nostri capelli? 

Ci sono molti dati a proposito e per rispondere ci basiamo anche su quelli forniti dall’Istituto Helvetico Sanders, specialisti nel trattamento della calvizie da oltre 30 anni.

Cause della calvizie, ci sono alimenti che danneggiano i capelli?

È noto che le cause genetiche ereditarie siano quelle principali della caduta dei capelli, poiché l’alopecia androgenetica si manifesta in seguito all’azione del DHT, prodotto in maggiore quantità in alcune parti del capo, dove i capelli si assottigliano e poi cadono.

È la diversa sensibilità del follicolo agli ormoni a influire sull’indebolimento del capello, tuttavia ci sono anche altre cause che concorrono alla calvizie, maschile e femminile.

Fra queste c’è lo stile di vita e quindi anche l’alimentazione scorretta, infatti non tutti sanno che una dieta squilibrata, fatta di pasti veloci o poco nutrienti, si ripercuote sui capelli rendendoli più fragili e spenti.

Secondo alcune ricerche, potrebbero influire alimenti grassi e i latticini, i quali possono provocare uno stato infiammatorio a livello intestinale e un’assimilazione non corretta delle vitamine e delle proteine.

Tuttavia, non c’è un unico alimento da evitare, ma occorre piuttosto seguire una dieta sana e fare attività fisica, perché anche i capelli risentono delle abitudini quotidiane e dello stress derivante da una vita frenetica quale è quella di molte persone oggi.

Da cosa dipende la calvizie nelle donne?

Si dà per scontato che la calvizie sia un problema che interessi solo gli uomini, mentre invece le statistiche dicono che, in Italia, sono circa 4 milioni le donne a essere colpite dalla caduta di capelli, dalle forme lievi a quelle più gravi.

In questo caso tra i fattori può esserci anche lo stress post-parto o la menopausa, in aggiunta alla predisposizione genetica.

Nelle donne la calvizie si manifesta come un diradamento diffuso su tutto il capo e non concentrato in zone specifiche, come avviene negli uomini.

Quante persone scelgono il trapianto di capelli

Quello che conta sapere è l’individuazione delle cause della caduta dei capelli, effettuando un’analisi del DNA che permette di escludere alcuni fattori e capire cosa ha davvero causato il diradamento e la caduta.

Solo allora sarà possibile decidere se si può optare per un trattamento a base di sostanze naturali oppure a un trapianto di capelli. Questa è una scelta sempre più comune, dovuta agli ottimi risultati che si possono raggiungere e all’agognata possibilità di avere di nuovo una folta chioma da accarezzare.

Se c’è una cosa importante per tutte le persone che soffrono di calvizie, questa è l’autostima e il rapporto con gli altri, infatti il 37% di chi fa ricorso a un trapianto, è spinto dal voler migliorare la propria vita sociale e sentimentale; il 34,7% lo fa per sentirsi più sicuro in ambito professionale.

Questo spiega l’aumento di trapianti di capelli effettuati nel mondo (+16% in un anno) e la crescita di italiani che hanno fatto questa scelta (100.000 secondo i dati più recenti).

Ciò che provoca la caduta dei capelli non è sempre facilmente individuabile, per questo è opportuno informarsi accuratamente e affidarsi a chi si occupa di calvizie da molti anni e fornisce soluzioni personalizzate, perché è proprio vero che ogni persona è diversa e quindi non c’è uno standard uguale per tutti.

Guida ai deambulatori per disabili: tipologie e utilizzi

Il deambulatore è un ausilio sanitario che si utilizza quando una persona ha una ridotta abilità motoria, a causa di una disabilità, una patologia o per l’età avanzata. Questo strumento serve a far riattivare, parzialmente, la possibilità di camminare e rendersi autonomi grazie alla struttura che permette di sorreggersi con sicurezza, senza ricorrere alla carrozzina o al supporto di terze persone.

In molti casi, le persone con disabilità motoria e gli anziani tendono a sentirsi un “peso” per altre persone, a causa della perdita della libertà di movimento. Tutti gli ausili utili al ripristino parziale dell’autonomia e dello spostamento sono, quindi, degli strumenti fondamentali per il recupero dell’indipendenza e dei rapporti sociali.

Tutti i sistemi di ausilio per disabili e anziani usufruiscono dell’agevolazione IVA e gli acquirenti possono beneficiare anche di una detrazione dell’IRPEF che riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’acquisto dei mezzi di ausilio alla deambulazione per gli aventi diritto, come il girello per anziani

Tipologie di deambulatori: quali utilizzare 

I deambulatori per disabili e gli anziani, servono per porre rimedio alla ridotta o mancanza di equilibrio sugli arti inferiori. Esistono tante tipologie di ausili per la deambulazione, per ambienti interni ed esterni, a partire dalle classiche stampelle fino ai girelli e stabilizzatori. 

Nell’ambito della riabilitazione, l’ausilio che favorisce la riabilitazione fisica e il movimento dei disabili è il deambulatore, che è presente in commercio sotto forma di diversi modelli, basati sulle modalità di spostamento della persona, sulla trasportabilità dell’ausilio, sul luogo di utilizzo e in particolare sulle caratteristiche fisiche della persona come peso ed età. 

Chi ha una ridotta mobilità degli arti inferiori, necessita di procurarsi un sostegno di appoggio sicuro sia tra le mura domestiche che all’esterno. Il deambulatore da interno è una struttura che permette di spostarsi facilmente, grazie alle sue dimensioni ridotte che facilitano il suo passaggio anche nei corridoi più stretti. Alcune tipologie, infatti, hanno una larghezza massima di 45 cm e sono realizzati con materiali ultraleggeri, perfetti anche per gli anziani. 

Il deambulatore per esterno, invece, è realizzato con materiali più resistenti capaci di affrontare tutte le superfici stradali e qualsiasi problema che si potrebbe affrontare in un parco, in mezzo alla natura o in una camminata in città. Il deambulatore per esterno è denominato “Rollator” ed è costruito in alluminio leggero, dotato di freni. 

Deambulatori pieghevoli e con seduta


I modelli recenti di deambulatori attualmente presenti in commercio sono al tempo stesso leggeri e molto resistenti ai carichi e agli urti. Esistono i deambulatori pieghevoli, che permettono di essere riposti e trasportati facilmente, questa tipologia assicura infatti una chiusura immediata e può essere trasportato anche in macchina grazie alle sue piccole dimensioni. 

I deambulatori più adatti per gli anziani, sono quelli dotati di seduta. Si tratta di un tipo di ausilio dedicato in particolare alle persone con handicap agli arti motori piuttosto gravi, che necessitano di un ulteriore supporto rispetto ai classici modelli di deambulatori, che permette di fermarsi e riposare seduti quando il fisico è particolarmente debilitato dopo una semplice passeggiata o dopo una convalescenza.

I prezzi dei deambulatori

I costi di un deambulatore variano in base al tipo di modello scelto: il Rollator rappresenta il modello più acquistato e il suo prezzo varia dai 70 euro fino ai 130 euro circa. I modelli più classici di deambulatori possono essere acquistati a partire dai 50 euro. 

Alcuni negozi specializzati permettono di usufruire del noleggio degli ausili per la deambulazione, tuttavia, il noleggio è consigliato generalmente a coloro che necessitano di questi strumenti solo per un utilizzo temporaneo e di breve-medio periodo, perché un utilizzo prolungato della formula del noleggio potrebbe essere più dispendioso dell’acquisto dello stesso. 

Come si realizza una crema viso alla bava di lumaca?

La crema viso alla bava di lumaca è un prodotto per skincare ricco di importanti principi attivi. È fonte di collagene, di elastina e di altre sostanze indispensabili per il benessere della pelle; non unge, non sporca ed è disponibile in numerose formulazioni per soddisfare qualunque esigenza.

Queste preparazioni possono essere per cute secca, grassa, mista o sensibile, oppure in maniera specifica antirughe o antiacne. Vi sono anche le creme viso biologiche, certificate e dotate di uno spiccato effetto antietà. La bava di chiocciola è un ottimo coadiuvante per combattere una serie di inestetismi, legati allo scorrere del tempo, al fattore ormonale, a un’alimentazione poco sana e così via.

Ma come si ricava la bava dai molluschi? Il procedimento è invasivo per gli animali? Il team di Nuvò Cosmetic, azienda leader nel settore del wellness, ci ha spiegato tutto quello che bisogna sapere sull’argomento. Abbiamo scoperto che i metodi di estrazione utilizzati sono green, e che esistono alcuni accorgimenti davvero utili per svolgere al meglio tutte le operazioni!

Quali sono le condizioni più adatte per ottenere la bava dalle lumache?

Cominciamo col precisare che le lumache hanno bisogno di un ambiente adeguato al loro ciclo biologico. Questi esemplari si nutrono delle foglie verdi delle piante: è essenziale che queste ultime non siano più alte di 25 cm, e quindi vanno potate con regolarità.

Per favorire lo sviluppo e la salute delle chiocciole, sono ideali il radicchio, i cavoli e le biete. Verdure che forniscono elevate quantità di vitamine e di sali minerali. Ovviamente è necessario che lo spazio sia protetto, e che ci sia almeno un recinto che blocchi l’ingresso delle volpi e dei cinghiali.

In linea di massima, inoltre, le lumache si riparano di giorno perché soffrono i raggi del sole intensi, e vivono prevalentemente di notte. Gli elicicoltori devono svegliarsi all’alba per eseguire tutti gli step per estrarre la bava. Infine, c’è bisogno che il terreno dell’allevamento sia argilloso e che assorba l’acqua in eccesso: altrimenti potrebbero formarsi delle pozze pericolose per i molluschi.

Cosa spinge le chiocciole a emettere la bava?

In questo contesto si ottiene la bava con una tecnica molto delicata, concepita nel pieno rispetto delle lumache.

Gli animali, cioè, sono innanzitutto collocati in una vasca ampia, affinché i loro gusci non si tocchino. Un contatto potrebbe dare fastidio e causare stress agli esemplari. Le chiocciole sono sottoposte a un lavaggio con acqua tiepida, e poi a un leggero massaggio durante il quale emettono la bava.

Il tutto si conclude con un altro lavaggio, dopodiché le lumache tornano sul territorio. Il processo non si ripete prima dei 30 giorni, così che i molluschi si riposino completamente. Una curiosità: questi animali si nutrono della propria bava e la usano per scivolare sulle superfici, ma non sopportano quella delle altre chiocciole. Per questo si fa in modo che i gusci non si sfiorino nemmeno!

Cosa succede dopo l’estrazione?

La bava viene raccolta in dei recipienti, e portata in laboratorio dove è filtrata con la massima cura. Ne deriva un prodotto di elevata qualità, alla base degli articoli di skincare. La sostanza è anche sterilizzata, per eliminare una carica batterica che è comunque esigua già di per sé.

Non tutti lo sanno, ma la bava grezza è liquida e torbida. Il suo aspetto cambia dopo i trattamenti in laboratorio.

Perché la crema viso alla bava di lumaca fa bene?

La crema viso alla bava di lumaca è estremamente benefica per una serie di ragioni. Prima di approfondirle, vogliamo specificare che il preparato è acquistabile anche in versione biologica: la crema bio alla bava di chiocciola di Nuvò contiene una percentuale di bava pari al 72%, è certificata e coerente con i più alti standard.

Per rispondere alla domanda principale, questo cosmetico è fonte di collagene, acido glicolico, elastina, allantoina e mucopolisaccaridi. È idratante ed è esfoliante: contribuisce all’eliminazione delle cellule morte, che si accumulano nei pori e fanno sì che la pelle non riesca a respirare correttamente.

In aggiunta questo ingrediente è antiossidante e coadiuvante contro i segni dell’età, è lenitivo e ha anche proprietà antibatteriche. Un suo impiego regolare rende la cute più liscia e luminosa, sana e decisamente giovanile.

Per saperne di più: il brand Nuvò Cosmetic

Abbiamo intervistato il team di Nuvò Cosmetic, l’azienda italiana che ha il proprio allevamento di chiocciole tra le colline del Lago di Garda. Il marchio offre un servizio efficiente e professionale, e un catalogo variegato, trasversale, indicato per tutte le esigenze.

Come è emerso anche dalle parole dei membri dello staff, Nuvò mostra enorme attenzione verso l’ambiente e la natura. La sua vision è “verde”, in linea con la tutela dell’ecosistema e del pianeta in generale. A questo valore si unisce la volontà di salvaguardare la salute delle persone, con formulazioni ad hoc per tutti i tipi di derma. L’eccellenza procede di pari passo con una filosofia profondamente eco-friendly!

LE MAMME PREDILIGONO UNA SANA ALIMENTAZIONE BIO CON FILENI

Le mamme, si sa, prestano una grande attenzione al cibo che danno ai loro figli e prediligono un’alimentazione biologica perchè giustamente è ritenuta più sana. Fin da quando aspettano, verrebbe da dire, cambiano il loro atteggiamento verso gli alimenti. Durante la gravidanza si indirizzano su produttori che possano garantire cibi sani e privi di sostanze considerate pericolose.

Un buon aiuto in cucina, da questo punto di vista, lo possono dare le carni bio allevate da Fileni. L’azienda marchigiana da 20 anni è sinonimo di esperienza nel campo del biologico, e offre una straordinaria attenzione alla tradizione gastronomica italiana. Carni Biologiche consigliate dagli esperti di nutrizione che rispettano l’ambiente e gli animali e che si distinguono per il loro gusto unico. La filiera controllata di Fileni è un esempio virtuoso di passione e dedizione al servizio della sostenibilità. Ecco perché le mamme attente, sanno scegliere qualità e tradizione.

Fileni arriva anche a coltivare le materie prime che utilizza per i mangimi biologici serviti ai loro animali da allevamento. Una linea di carne, insomma, di altissima qualità, perfetta per prendersi realmente cura della propria salute. Proprio come fanno le mamme.

Gli esperti, oltretutto, sottolineano come la nutrizione, in periodo di gestazione, sia in grado di modulare la crescita e lo sviluppo fetale del nascituro. Come suggerisce il pediatra Luigi Piero Biondi “Se i nutrienti vengono ingeriti in eccesso o in maniera carente, si finisce per influenzare lo stato di salute del futuro neonato. Una dieta sana, composta da cibo tracciabile e biologico, garantisce la capacità di controllare l’apporto di xenobiotici, senza mettere a rischio la salute di mamma e bimbo. Alimentazione che deve continuare anche dopo il parto”.

Forte di questo benessere ritrovato, le mamme, fin da subito, si indirizzano sulla scelta di alimenti che vadano a vantaggio della salute dei loro bambini, capendo l’importanza di crescere i propri eredi seguendo una alimentazione biologica. Il fatto che i prodotti bio vengano coltivati naturalmente o allevati seguendo criteri etici a tutela anche degli animali, fa arrivare sulle tavole dei consumatori, cibi sani.

Le mamme vigilano sui loro ragazzi, li vogliono proteggere dai pericoli esterni, anche attraverso quello che servono loro, a tavola, ogni giorno. Il cibo biologico, inoltre, riduce quell’attività ossidante dell’organismo che, svolgendo le sue funzioni fisiologiche, produce radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Tutto questo offrendo migliori condizioni metaboliche ed energetiche (Ruolo della Dieta Mediterranea Biologica sullo stato di salute. A cura di A. De Lorenzo e L. Di Renzo).

Sono numerosi gli studi scientifici a riguardo. Ad esempio quello riportato nel volume di Średnicka-Tober Composition differences between organic and conventional meat che dimostrano come, anche negli alimenti di origine animale, le proteine siano decisamente di migliore qualità e di composizione preferibile. Le mamme che ogni giorno affrontano il problema di portare in tavola dei piatti che possano stuzzicare il palato dei loro giovani ”guerrieri”, possono stare davvero tranquille. Ebbene, grazie al cibo di origine bio, la soluzione è a portata di piatto. I bimbi, che assimilano tutto in questa età, si abitueranno a pietanze preparate con ricette appetitose, sane, ricche di sapori.

Dolori addominali, quali possono essere le cause?

I dolori addominali possono essere correlati a vari stati patologici. Il singolo soggetto che ne soffre può cercare in autonomia di valutare, almeno in prima battuta, le motivazioni per cui il dolore si è sviluppato. A volte può semplicemente trattarsi di un sintomo da correlare al pasto appena terminato, a difficoltà nella digestione o anche a patologie correlate allo stress. In vari casi il dolore addominale si ripresenta con una certa frequenza; fermo restando che un consulto dal proprio medico curante è sempre una buona abitudine, in alcuni casi i dolori addominali si possono alleviare utilizzando rimedi naturali o comuni farmaci da banco.

Quando il dolore addominale ci deve preoccupare


Come avviene per numerosi sintomi, anche nel caso dei dolori addominali le cause possono essere molteplici. Si va dalla gastrite fino alle infiammazioni dell’appendice o a problemi intestinali gravi o cronici, come ad esempio la celiachia. Nel momento in cui il dolore è particolarmente acuto o ha una manifestazione molto frequente, o ancora non è transitorio ma permane nel tempo, il consiglio è quello di recarsi dal proprio medico. Se il dolore è particolarmente intenso è meglio correre al più vicino servizio di Pronto Soccorso, in modo da poter ottenere l’aiuto da parte del personale sanitario. Il nostro corpo ci segnala, tramite il dolore, il fatto che qualcosa non sta andando in modo corretto, meglio quindi chiedere consiglio al medico.

I rimedi in farmacia


Alcune problematiche correlate al dolore addominale sono ben note e conosciute, anche da coloro che ne soffrono. La gastrite è una patologia molto diffusa, ma il dolore addominale può essere correlato a un pasto molto abbondante, a dismenorrea, a un colpo di freddo preso subito dopo i pasti. In tutti questi casi, o quando si avverte un dolore molto leggero, è possibile utilizzare farmaci antinfiammatori per dolori addominali. Si tratta solitamente di probiotici che fungono da regolatori della flora intestinale. Se il dolore è correlato invece a problemi gastrici, quindi si manifesta nella parte alta dell’addome, allora è possibile utilizzare farmaci cosiddetti gastroprotettori, che aiutano la funzionalità dello stomaco. Sono disponibili anche farmaci da banco che aiutano chi soffre di dismenorrea, un disturbo che si manifesta con un preciso quadro clinico.

Il dolore addominale e la digestione


In vari casi il dolore addominale è associato alla digestione. Chi soffre di problemi gastrici o intestinali sa che alcuni alimenti possono favorire la comparsa di questo sintomo. Ad esempio chi possiede una diagnosi di gastrite o di esofagite sa che in talune condizioni il dolore tenderà a presentarsi. Lo stesso dicasi per tutti coloro che manifestano specifiche intolleranze e allergie alimentari, come l’intolleranza al lattosio o la celiachia. Questo tipo di diagnosi sono fatte solo dopo essere stati sottoposti a specifici test, effettuati da specialisti. Dopo la diagnosi si arriva anche ad una precisa terapia, che può comprendere farmaci. Un pasto eccessivamente abbondante o il consumo di alimenti che possono risultare irritanti, quali cibi piccanti o altri alimenti di difficile digestione, possono essere tra le cause del dolore addominale.

Ulteriori sintomi


Come abbiamo già precisato il dolore molto intenso o che permane nel tempo ci indica che è il caso di rivolgersi ai sanitari. Lo stesso deve avvenire quando insieme al dolore addominale si manifesta vomito, nausea, vertigini, dissenteria che continuano nel tempo. Questo perché le patologie che si possono manifestare con il dolore addominale sono molte, alcune delle quali possono essere particolarmente gravi e sarà necessario effettuare opportuni controlli per ottenere una precisa diagnosi.

Crema viso giorno: i consigli per scegliere quella giusta

Di creme viso ce ne sono di tutti i tipi e scegliere quella giusta può essere davvero difficile: una giungla di prodotti che confonde e si affastella confondendo le idee anche delle acquirenti più sicure e convinte. 

Ecco allora i consigli che VAILO stavi cercando per scegliere la crema giorno giusta per te!

A cosa serve la crema viso giorno?

La pelle è la barriera che protegge l’organismo da tutte le aggressioni esterne e funge da valvola di sfogo per permettere al sudore e alle sostanze in eccesso, come il sebo, di fuoriuscire all’esterno. Tali funzioni si svolgono costantemente nel corso della giornata e vengono regolate dall’epidermide attraverso il film idrolipidico, un sottile strato presente sulla superficie del viso che è formato da lipidi e acqua. Il film idrolipidico impedisce il passaggio di batteri e altri microorganismi all’interno della cute e, al contempo, trattiene l’idratazione e il sebo rilasciato dalla pelle, così da mantenere idratato e morbido il viso. I cosmetici per la skincare, come la crema idratante, aiutano a rafforzare il film idrolipidico, rendendolo quindi più performante nel trattenere l’idratazione cutanea, e donano alla pelle nutrienti essenziali per mantenerla più distesa ed elastica, come il collagene. Con il passare degli anni, infatti, molecole fondamentali per l’idratazione della pelle, come l’acido ialuronico, e proteine importanti per l’elasticità cutanea, come il collagene e l’elastina, diminuiscono costantemente poiché la loro produzione endogena subisce un progressivo calo. Per tale motivo è bene scegliere una crema idratante giorno che aiuti a rigenerare la cute in profondità, così da contrastare i cedimenti del viso tipici dell’età. Le creme viso giorno di L’Oréal Paris, disponibili sul sito della casa cosmetica francese, aiutano a idratare la pelle e a ravvivarla, così da favorire la coesione cutanea e donare al viso un aspetto più giovane e fresco.

Come scegliere la crema giorno giusta

Non esiste una crema viso adatta per tutti i tipi di pelle e per ogni età. Ogni cute, ogni età ha il prodotto giusto ed esso va applicato, per giunta, nelle giuste quantità. La crema idratante deve rispondere in primis al bisogno di idratazione, ma ovviamente questa funzione sarà diversa a seconda che la pelle da idratare sia a tendenza acneica o grassa, sensibile o secca. Quest’ultimo dermotipo richiede dei prodotti dalla texture ricca e nutriente, mentre la pelle sensibile è bene trattarla con cosmetici lenitivi e anti-arrossamento, mentre quelle acneiche o grasse devono essere idratate con soluzioni che fanno respirare la pelle e non occludono i pori (o si rischierebbe di vedere aumentare vertiginosamente la presenza di imperfezioni come brufoli e punti neri). Oltre al dermotipo, anche l’età gioca un ruolo determinante: usare una crema idratante troppo ricca su una pelle giovane è fortemente sconsigliato, perché la pelle non va “sovra-nutrita”, alla stessa maniera, non si può scegliere una texture poco corposa per una pelle matura (che ha bisogno di elementi utili per combattere le rughe presenti ed evitare la formazione di nuovi segni del tempo). Piccolo consiglio extra per la crema viso giorno: è meglio sceglierne una arricchita con SPF così si protegge il viso dall’azione nociva dei raggi UVA e UVB.

La micoterapia e l’utilizzo dei funghi come medicina

La micoterapia è una forma alternativa che deriva dalla medicina tradizionale cinese. Consiste nell’utilizzo di determinati funghi per prevenire e contrastare disturbi fisici attraverso le tecniche riprese dall’ayurvedica. Funghi e miceti, infatti, possiedono incredibili proprietà e, proprio per questo, possono diventare i migliori alleati per il nostro benessere. Vediamo quindi come funziona la micoterapia e per quali situazioni è fortemente consigliata. Inoltre, se l’argomenti vi affascina è possibile frequentare dei specifici corsi di micoterapia

Come funziona la micoterapia?

Questa disciplina sfruttale potenzialità dei funghi, distinguendoli in superiori ed inferiori. I primi sono anche detti macromiceti o funghi macroscopici e comprendono, tra i tanti, anche i fughi commestibili. I funghi inferiori, invece, sono detti microscopici o micromiceti che non sono utilizzati ai fini di questa terapia. Lo scopo della micoterapia è quello di rinforzare il sistema immunitario e di riequilibrare l’organismo per ritrovare il benessere fisico e mentale. Tra i macromiceti utilizzati per questa terapia ci sono l’Agaricus Blazei, l’Auricularia Auricula-Judae e molti altri ancora. Difatti Ogni fungo è impiegato per un preciso obiettivo di benessere e, qui di seguito, proveremo a fornirti una breve panoramica. 

I macromiceti impiegati per la micoterapia

Per proteggere e rafforzare il sistema immunitario i macromiceti più consigliati sono l’Agaricus Blazei e l’Auricolaria Judae. Quest’ultimo è utile per la salute del sistema cardiovascolare e per prevenire le infiammazioni o le conseguenze dell’accumulo di stress. Per chi vuole ridare vitalità al metabolismo e prendersi cura della salute del sangue, invece, il Coprino è il fungo più indicato. Lo stesso vale per la Grifola Frondosa, meglio noto come Maitake che, tra i tanti benefici è in grado di risollevare il metabolismo affaticato da eccessi di grassi e glucosio. 

Infine ci sono i funghi che aiutano il sistema nervoso centrale, lo stomaco e gli organi deputati alla depurazione come l’Hericium Erinaceus ed il Polyporus Umbellatus. Per chi è interessato a preservare il proprio organismo dall’azione invecchiante dei radicali liberi, invece, il miglior micete da provare è sicuramente il Reishi. 

La micoterapia funziona?

Per rispondere a questa domanda occorrerebbe valutare numerosissime variabili che dipendono da individuo a individuo. Sicuramente stiamo parlando di un tipo di trattamento indicato per preservare l’organismo e quindi si rivela potenzialmente efficace quando ci si rivolge al giusto professionista. A questo il cliente dovrà sempre esporre con molta chiarezza il proprio stile di vita per aiutare il professionista ad individuare quali sono gli errori alimentari, comportamentali e fisici che potrebbero causare disturbi all’organismo. 

Quando è efficace?

In ogni caso è abbastanza noto che i funghi micoterapia sono un valido rimedio per stimolare il sistema immunitario, la resistenza allo stress e, quindi, la capacità adattogena. Infine i miceti possiedono rinomate qualità antiossidanti e detossinanti, senza contare che sono un importante sostegno per tutte le principali funzionalità dell’organismo. È per questo che la micoterapia è da considerarsi un rimedio in supporto ad uno stile di vita sano e che comprenda un’alimentazione salutare. L’approccio olistico, difatti, considera l’individuo in quanto essere vivente fisico e psichico e, per questo, ricerca il benessere nell’equilibrio tra mente e corpo. È per questo che tali rimedi hanno efficacia quando ci impegniamo personalmente a prenderci cura di noi stessi. 

Salute e sigaretta elettronica: facciamo chiarezza

Le sigarette elettroniche stanno spopolando sui mercati mondiali, nonostante siano ancora al centro di numerosi dibattiti. Ciò che si conosce con certezza è il fatto che, in termini di salute, le e-cig hanno un impatto meno dannoso se paragonato a quello provocato dal consumo abituale di sigarette tradizionali.

In effetti, funzionano semplicemente grazie a dei liquidi che, una volta riscaldati, divengono vapore e richiamano le tipiche sensazioni del fumo. Naturalmente, tutto avviene attraverso processi differenti e del tutto innovativi, con cui ci si potrà garantire un’esperienza tanto interessante da poter pensare di smettere definitivamente di fumare.

Con un mercato in costante crescita, sono sorti appositi shop da cui acquistare sigarette e liquidi di qualità certificata, come il sito online Terpy: da sempre, una garanzia per gli amanti dello svapo.

Sigaretta elettronica: che impatto ha sulla salute?

Il primo topic da affrontare riguarda la sigaretta elettronica e la salute, in modo da fare chiarezza su un argomento così tanto discusso.

La verità è che, ancora oggi, sono in corso studi che attestino la totale innocuità di questi dispositivi elettronici sui fumatori. Intanto, come riporta il sito ufficiale dell’AIRC, è immediatamente possibile affermare che il vapore rilasciato contiene sostanze non dannose quanto quelle prodotte dal tabacco.

Il motivo di ciò è legato principalmente all’assenza del processo di combustione, tipico delle sigarette tradizionali. Aspirare quando si fuma, significa assumere numerose sostanze nocive, di cui alcune cancerogene, come catrame e arsenico.

Nello specifico, fumare una sigaretta commerciale significa consumare un prodotto contenente circa 4.000 sostanze chimiche, di cui almeno 400 sono tossiche, e altre 400 già ritenute, appunto, causa di cancro alla bocca o ai polmoni.

Al contrario, i liquidi delle sigarette elettroniche contengono composti come il glicole propilenico e glicerina. In questo caso, si tratta di elementi tipicamente usati nell’industria alimentare e in quella cinematografica. Per quanto riguarda gli aromi, invece, gran parte di essi producono sapore perché sono dei semplici additivi usati anche negli alimenti.

Partendo da tali considerazioni, si può ben comprendere che, sebbene sia complesso analizzare singolarmente i composti presenti nei vari aromi mescolati ai liquidi, i danni sulla salute sono concretamente minori.

Quali sono i benefici della sigaretta elettronica?

Il primo beneficio da trarre grazie ad un uso abituale di sigarette elettroniche, risiede sicuramente nella salute polmonare. Come già affermato in precedenza, svapare limita i danni riportati ai polmoni durante il consumo di sigarette commerciali. Di conseguenza, si potrà ricominciare a fare attività fisica senza avvertire affanno e pesantezza nella respirazione. 

Per le donne, invece, è importante sapere che, dire addio alle sigarette tradizionali per un dispositivo elettronico, implica salutare definitivamente anche gli inestetismi dovuti al fumo: denti e unghie gialle, rughe e rapido invecchiamento della pelle.

Un altro vantaggio è, sicuramente, l’opportunità di gestire autonomamente le quantità di nicotina da assumere. In effetti, i liquidi per le sigarette elettroniche contengono percentuali variabili, con un massimo di 26 mg. Impegnandosi costantemente, molte persone sono persino riuscite a smettere di fumare in via definitiva. 

Ciò che rende tutto più semplice è il passaggio graduale con cui ciò diventa possibile: iniziando da livelli più elevati, col tempo si potrà diminuire la nicotina assunta, evitando la dura parte della crisi d’astinenza da tabacco.

Utilizzare una sigaretta elettronica può rivelarsi utile anche per cautelare coloro che ci circondano: il vapore rilasciato nell’aria si disperde rapidamente, eliminando il problema del fumo passivo.

Infine, è un ottimo modo per risparmiare: coloro che sono abituati a fumare almeno un pacchetto di sigarette al giorno, notano una spesa minore per l’acquisto di liquidi e prodotti ad essi legati. Infatti, scegliendo la qualità piuttosto che la convenienza, con la giusta cura, si acquisterà una sigaretta elettronica che durerà nel tempo.

Sigaretta elettronica e salute: i liquidi senza nicotina sono pericolosi?

Un altro argomento legato alla salute e alla sigaretta elettronica, riguarda le recenti polemiche circa la pericolosità dei liquidi senza nicotina.

Il motivo di ciò è dovuto alla diffusione di notizie riguardanti la presenza di composti come i metalli pesanti nei prodotti inseriti nelle e-cig. Naturalmente, non si tratta di informazioni veritiere: in questi anni, sono state imposte apposite normative, affinché i liquidi e gli aromi vengano realizzati con delle precise sostanze. Tutto ciò serve a tutelare la salute dei fumatori, evitando che sul mercato appaiano prodotti poco raccomandabili.

Come già accennato in precedenza, anche i liquidi privi di nicotina presentano la medesima composizione: glicerolo, propilene e acqua distillata. Ovviamente, si potranno miscelare degli aromi per conferire sapori fruttati, cremosi o aromatici al liquido. Sono numerosi coloro che optano per aromi tabaccosi, utili per non soffrire la mancanza delle note di tabacco a cui si è tanto abituati.

Al contrario, sembra che svapare senza assumere nicotina stia diventando all’ordine del giorno: si potranno emulare pienamente i gesti consueti di quando si fuma, ma senza esporre la propria salute a dei rischi irreversibili.

In conclusione, né la sigaretta elettronica, né prodotti ad essa collegati sembrano danneggiare il benessere psicofisico di coloro che ne fanno uso. È Certo che, il miglior modo per preservarsi, è non iniziare mai a fumare. Tuttavia, per coloro che avvertono la necessità di smettere, volendo proteggere se stessi e gli altri, le e-cig potrebbero offrire un valido contributo.