Dieta GAPS

Cosa devi sapere a proposito della dieta GASP: miglioramento

Che cos’è la dieta GASP?

Ma allora, che cos’è la dieta GASP? Ne hai sentito parlare ma non sei proprio convinto di aver capito di cosa si tratti?

Non sei solo. Intano ti dico che non si tratta di una dieta dimagrante.

La dieta GASP è un protocollo completo di guarigione sviluppato dalla dottoressa Natasha Campbell-McBride, neurologo e nutrizionista specializzata nella guarigione di problemi come disturbi dello spettro autistico, ADD / ADHD, disprassia, dislessia e la schizofrenia sfruttando la sua competenza per risolvere la causa principale del peggioramento di molti di questi disturbi: la salute intestinale compromessa.

Dieta gaps e autismo

Anche se può sembrare strano o addirittura incredibile che disturbi neurologici come l’autismo possano essere attenuati o addirittura affrontati attraverso cambiamenti nella dieta, le famiglie che sono precedentemente rimaste insoddisfatte dai trattamenti attualmente disponibili per la cura di queste malattie hanno provato la dieta GASP e  hanno sperimentato il recupero.

Se ti interessa acquistare un libro sulla Dieta Gaps e l’autismo, allora ti consiglio questo: GAPS. La sindrome psico-intestinale. Terapia naturale per autismo, disprassia, dislessia, disturbi da decifit di attenzione, disturvi da iperattività, depressione…

Parliamo di madri e di padri, di genitori disperati.

Madri e padri che hanno visto bambini autistici cominciare ad avere meno sintomi trovando sollievo nei loro disturbi intestinali dolorosi e ritrovando la capacità di esprimere emozioni dopo aver intrapreso la strada della dieta GASP.

Anche le persone che soffrono di intolleranze alimentari e di sensibilità a determinati prodotti hanno visto un certo recupero.

Il recupero richiede tempo, e la dieta GASP non funziona dalla notte al giorno.

In effetti, sarebbe meglio considerarlo più un percorso di guarigione la cui disintossicazione parte anche dalla scelta di una dieta basata su alimenti che fanno star meglio e non peggio il paziente.

Dieta gaps in Italia

Dalle ricerche che ho effettuato, mi pare di capire che non è facile trovare in Italia dei centri per il trattamento alla dieta GAPS. Al momento, l’unico professionista ufficialmente riconosciuta è il nutrizionista Paolo Donati che vive in Inghilterra dove questo tipo di regime alimentare è nato.

C’è però una pagina su Internet, direttamente collegato al centro studi della GAPS, dove è possibile richiedere informazioni per trovare un medico certificato GAPS. Per saperne di più clica qui: http://www.gaps.me/preview/?page_id=496

Periodo iniziale

Cosa devi sapere a proposito della dieta GASP: periodo iniziale

La dieta GASP inizia prima con un periodo introduttivo.

Il periodo introduttivo offre circa sei fasi prima che la dieta GASP vera possa essere intrapresa.

Nella fase iniziale è permesso brodo o zuppe, il grasso di buona qualità, verdure facilmente digeribili, bolliti e il succo di verdure fermentate.

Si mangiano un sacco di zuppe nella dieta GASP.

Miglioramento

Cosa devi sapere a proposito della dieta GASP: miglioramento

Una volta che i sintomi non compaiono più o sono migliorati, altri alimenti come frutta, verdure crude e i loro succhi di frutta, frutta secca e farine integrali si aggiungono lentamente fin quando non si raggiunge la completezza della dieta intera che,  permette alimenti più sani sì ma ancora esclude cereali, tuberi amidacei, zuccheri (ad eccezione del miele) e altri alimenti che possono potenzialmente danneggiare un intestino già compromesso.

Come ogni dieta l’inizio è certamente quello più difficile.

Dobbiamo pensare davvero a cosa mangiare e provare a cucinare noi ogni pasto.

Non possiamo pensare di andare con delle richieste così precise in un ristorante e interrompere così il periodo introduttivo che è quello più importante. Dobbiamo pensare di lavorare bene in famiglia, facendoci aiutare, cercando dentro se stessi e nel proprio nucleo familiare le risorse per essere convinti di ciò che si sta facendo.

 

Alimenti consentiti

Cosa devi sapere a proposito della dieta GASP: alimenti consentiti

Come ogni dieta che porta a delle esclusioni di cibi considerati nocivi, il periodo introduttivo, quello più difficile, va avanti per 30 giorni omettendo molti alimenti: cereali, verdure fibrose, frutta, legumi e verdure ricche di amido.

Come in tutte le fasi introduttive, molti di questi alimenti sono lentamente reintrodotti alla dieta con il passare del primo mese, ma iniziare una dieta come la GASP può creare confusione – non solo nel determinare quali alimenti da mangiare (e quali omettere) a seconda della fase di introduzione, ma anche nel processo di disintossicazione sistemica ci può essere di confusione, in particolare per coloro che fino ad allora non avevano mai intrapreso un percorso di alimentazione sana e controllata per tutta la famiglia.

Aderire alla dieta GASP, infatti, è più di una soluzione temporanea, si tratta di un cambiamento di stile di vita globale e questo significa che c’è poco spazio per i compromessi al di fuori degli alimenti consigliati sulla dieta.

Ricorda: si tratta di una guarigione totale e sistemica, che richiede tempo.

Non c’è posto per il mangiare fuori; non ci sono momenti di sbandamento in cui si mangia al primo fast food o si fa razzia di prodotti pieni di grasso nel primo market che vi trovate davanti.

Inoltre, molti degli alimenti consentiti richiedono tecniche di preparazione e pianificazioni: fare il brodo, preparare le zuppe, mettere a bagno i legumi (nella seconda fase).

Quindi, come già detto, non puoi pensare di ordinare una zuppa al ristorante, ci sarà sempre qualcosa che non potrai mangiare, pianifica tu, ogni giorno, ogni settimana, cosa mangiare e quanto mangiare.

A seconda delle esigenze individuali e quelli della vostra famiglia, si potrebbe pensare di pianificare con un diario alimentare ciò che viene mangiato ogni giorno controllando poi i miglioramenti nei sintomi di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo, stando sicuri, quindi, che qualcuno di questi alimenti aiuterà sicuramente il malato a vivere meglio la sua condizione di malattia.

Questo è un link a cui potete fare affidamento per saperne qualcosa di più.

La cosa interessante di questo tipo di esperienza è che, come ben sappiamo, quello che mangiamo può farci bene o farci male, quindi non è poi così strano che questa donna, questa pediatra, abbia trovato una correlazione tra malattie del cervello e il cibo.

Non siamo noi a dire che questo metodo funzioni, ci sono casi in cui questo metodo ha funzionato alla grande e altri casi in cui ci sono stati nulli o piccoli miglioramenti.

Quello che posso dirvi io è che sicuramente male non potrà fare stare attenti a mangiare bene, sano, quindi perché non provare?

Fatemi sapere se qualcuno di voi ci ha già provato, se ha avuto casi in famiglia o tra amici di qualcuno che l’ha fatto, sono molto curiosa.