Cucina dietetica: pregi e difetti delle pentole in pietra

Per capire i pregi e i difetti delle pentole in pietra, e più in generale di tutti i tegami e di tutte le padelle che si usano, nell’ambito di una sana cucina dietetica sono tre gli elementi che è opportuno prendere in considerazione: il peso, lo spessore del fondo e il manico.

Il peso può essere valutato già nel momento in cui si prende in mano la pentola, ed è in grado di rivelare molto a proposito della sua robustezza e della sua resistenza, ma anche della sua facilità di utilizzo e della sua stabilità: in una parola, della sua qualità.

Le padelle più apprezzate in cucina – e quelle in pietra lo sono – non possono essere eccessivamente leggere, fermo restando che anche una massa esagerata rischia di penalizzare la loro maneggevolezza. Occorre, insomma, avere a che fare con tegami robusti ma che non siano scomodi da usare: la struttura deve essere solida.

Il catalogo di Illa è a disposizione di tutti coloro che vogliono scoprire quali e quante opzioni possono conoscere per trovare le pentole dei propri sogni: ce ne sono per tutti i gusti. Un altro elemento di cui tenere conto è rappresentato, come si è detto, dallo spessore del fondo, una caratteristica da cui dipendono sia un appoggio sicuro sulla piastra o sui fornelli che una omogenea distribuzione del calore.

Le padelle che sono caratterizzate da un fondo molto sottile non sono longeve, dal momento che con il passare del tempo tendono a deformarsi: nella loro parte centrale, in pratica, si forma una specie di bombatura non desiderata che può condizionare i procedimenti di cottura e influire in modo negativo sui rivestimenti interni. Infine, meglio prestare attenzione al manico, che non deve essere troppo più pesante rispetto al resto della padella: l’impugnatura deve essere leggera quanto basta per assicurare la necessaria stabilità, mentre può essere utile un rivestimento termico, anche se non sempre è indispensabile.

Le padelle in pietra per cucinare sano

Una volta definiti i criteri di valutazione delle pentole, non resta altro da fare che scoprire le caratteristiche di quelle in pietra. I rivestimenti anti-aderenti che si ispirano alla pietra ollare sono diventati molto di moda negli ultimi tempi e hanno conquistato il mercato in modo sempre più consistente. Vale la pena di precisare che si tratta di tegami che non sono interamente realizzati con la pietra: questo materiale riguarda unicamente il loro rivestimento, che viene applicato su una struttura in alluminio, è a base di PTFE (esattamente come il teflon) ed è rinforzato con particelle minerali.

Quali sono, allora, gli aspetti positivi delle pentole in pietra? Prima di tutto è opportuno metterne in evidenza la resistenza, che è senza dubbio superiore a quella del teflon, per poi prendere in esame le loro capacità anti-aderenti, decisamente buone e migliori di quelle della ceramica (o simil-ceramica). I rivestimenti in pietra possono essere considerati quelli con le prestazioni migliori per ciò che riguarda l’anti-aderenza e la capacità di impedire agli alimenti di attaccarsi sul fondo. Ultimo, ma non meno importante parametro degno di nota, il prezzo: non c’è bisogno di spendere molto per assicurarsi padelle efficienti e di alta qualità.

I difetti delle pentole in pietra

Noi di Vailo consigliano che prima di compiere un acquisto, comunque, è consigliabile conoscere anche i potenziali difetti delle padelle in pietra, che hanno bisogno di un po’ di tempo per scaldarsi e che sono soggette a una inevitabile usura. Da non sottovalutare anche la presenza di PTFE, una sostanza che alimenta dubbi in relazione alla sua sicurezza e alla salute. Infine, dal punto di vista pratico, le pentole con un rivestimento in pietra sono sconsigliate nel caso in cui ci si debba dedicare a cotture ad alte temperature, per esempio alla griglia.

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