CrossFit ed Alimentazione: Il connubio perfetto

CrossFit ed Alimentazione: Il connubio perfetto

CrossFit ed Alimentazione. Il connubio perfetto per rendere la nostra vita migliore.

Dimagrire grazie all’allenamento funzionale ed ad una corretta alimentazione non è mai stata cosi facile.

Seguite questo splendido articolo per conoscere tutta la verità sul CrossFit.

Il CrossFit ovvero il capostipite dell’allenamento funzionale.

Ma cosa fà questo sport ?

Il CrossFit cerca di adattare e sviluppare esercizi che permettano alle persone di svolgere le attività della vita quotidiana più facilmente.

Sembra folle ma è cosi !

Il CrossFit è per qualsiasi persona di ogni eta. Anzi vi dirò di più. Nessuno potrebbe giovarne più di una persona avanti con l’età.

Nel contesto della costruzione del corpo, l’allenamento funzionale comprende principalmente attività di carico mirate ai muscoli centrali dell’addome e della zona lombare .  La maggior parte delle palestre una varietà di macchine per l’allenamento con i pesi che mirano e isolano specifici muscoli. Di conseguenza, i movimenti non hanno necessariamente alcuna relazione con i movimenti che le persone fanno nelle loro normali attività di tutti i giorni.

Il CrossFit grazie ad il suo tipo di allenamento “workout of the day” fondamentalmente mir a farci diventare la versione migliore di noi stessi. Ecco il segreto del successo di questo grande sport. La missione è aiutare a migliorare la nostra forma fisica per poi usufruirne durante la vita di tutti i giorni.

Esistono attualmente in Italia poche realtà che parlano seriamente di CrossFit in modo approfondito. Ho avuto la possibilità di leggere la guida al CrossFit di My Cross Life portale di riferimento in Italia che si occupa esclusivamente di divulgare la filosofia del CrossFit a 360 gradi.

CrossFit ed Alimentazione: Il connubio perfetto

Quando parliamo di CrossFit ci riferiamo ad uno dei percorsi più sicuri e con più percentuale di successo al mondo per raggiungere la perfetta idoneità fisica. Ma adottare un regime di fitness ad alta intensità è solo una parte dell’equazione complessa che ci porterà a perdere peso. La parte più importante di questa equazione è rappresentata dalla dieta. Esatto. Si dimagrisce e si aumentano i muscoli cominciando proprio dalla tavola.

Data l’intensità degli allenamenti di CrossFit, una delle componenti essenziali di una buona dieta CrossFit è rappresentata dalle proteine. Le proteine ​​stabilizzano lo zucchero nel sangue, forniscono energia e carburante per gli allenamenti. Ogni CrossFitters dovrebbe mirare ad assumere circa un grammo di proteine ​​per chilogrammo di peso, quindi ad esempio una donna dal peso di 65 kg dovrebbe a assumere almeno 65 grammi di proteine e cosi via.

E al di là della regola proteica, ci sono altri alimenti importanti su cui è importante riflettere. Quando si tratta di migliorare il successo del proprio percorso nel CrossFit l’impegno profuso non sarà mai abbastanza.  Il CrossFit è spesso associato alla dieta Paleo ma non sempre tale dieta è applicabile soprattutto per la controversia sull’uso dei carboidrati.

Ci sono alcuni elementi nutrizionali che non dovrebbero mai mancare nella dieta del CrossFitter.

Lenticchie

I CrossFitters devono mantenere il loro apporto proteico intorno al 30% delle calorie giornaliere – e le lenticchie aggiungono un ottima parte ai tuoi pasti, con un sacco di fibre

Frullato di proteine​​ e frutta

Post Workout è necessario alimentare e ottimizzare il recupero reintegrando le riserve di glicogeno e le proteine ​​per la riparazione dei tessuti. Il tuo corpo brama sia carboidrati ad assorbimento rapido, come quelli di frutta e bacche, sia proteine ​​facili da assorbire come quelle del siero di latte.

Noci e semi

Le noci ed i semi sono ricchi di nutrienti e acidi grassi omega-3, che alimenteranno la tua guarigione dopo un intenso WOD, Dato che noci e semi sono caloricamente densi, sono un ottimo snack proteico senza rinunciare al gusto.

Patate dolci

Il tuo corpo ha bisogno di carboidrati funzionali per una maggiore energia. Il glicogeno viene immagazzinato nei muscoli (e nel fegato) attraverso la digestione dei carboidrati, e il tuo corpo si affida al glicogeno dei muscoli per ottenere energia che ti porti attraverso l’allenamento Uno dei modi migliori per alimentare questo fabbisogno è con le patate dolci poiché sono carboidrati complessi a lento rilascio e quindi ti sosterranno durante il tuo allenamento

Burro di arachidi e banana

Questo snack nutriente dona un vantaggio agli atleti di CrossFit senza pari. Se fai CrossFit, il tuo snack perfetto dovrà per forza di cose essere una miscela di carboidrati, proteine ​​e una quantità limitata di grassi sani. In questo caso la banana la fa da padrone, in quanto è un’ottima fonte di potassio, necessaria per aiutare il cuore e i muscoli scheletrici a flettersi e contrarsi durante l’allenamento. Il burro di arachidi poi dona la giusta fonte di nutrienti e di carica.

Il CrossFit bandisce ” ed a buon ragione ” tutti i cibi eccessivamente lavorati. Quindi fate sempre moltissima attenzione ad i cibi confezionati troppo raffinati ed alla loro cottura.

Il CrossFit è un allenamento intenso, che richiede un’alimentazione ottimale per alimentarlo. I cibi fritti sono nutrizionalmente vuoti e ricchi di grassi saturi e grassi insalubri che riducono i livelli di energia e ti lasciano indolente e sono gli alimenti che ti fanno invecchiare più velocemente.

Come avete potuto leggere in questo articolo. Il CrossFit è uno degli sport ad alta intensità che se “uniti ad una dieta sana ed equilibrata“, offrono la più alta percentuale al mondo di successo. Se il vostro desiderio è quello di ritornare in forma e dare alla vostra vita un cambio di passo definitivo, il CrossFit è quello che fa per voi. Scegliete uno dei tanti box ufficiali affiliati in Italia e cominciate la vostra avventura di benessere. Non ne rimmarete delusi. Incontrerete una community fatta di splendide persone con l’unico desiderio di migliorare la propria vita di tutti i giorni.

Allora non indugiate. Una vita in forma vi aspetta. Basta veramente poco. Vi promettiamo che non ve ne pentirete.

Linee guida per una sana alimentazione nel 2018

Linee guida per una sana alimentazione nel 2018

Avete qualche problema di peso all’inizio di questo 2018?

Bene è pensare a delle linee guida per una sana alimentazione in questo anno, con grande attenzione a imparare sempre di più sugli alimenti e sugli abbinamenti, che a volte è proprio quello che ci frega di più.

L’alimentazione sana non è un’utopia, specie e soprattutto se non torniamo a casa per pranzo e ci sentiamo quasi in dovere di mangiare quello che ci capita (perché non avremmo tempo di cucinare una cosa che ci faccia bene).

Sbagliatissimo.

Ognuno di noi dovrebbe avere cura di sé, ognuno dovrebbe sapere cosa mangiare e quando e quanto mangiare senza abbuffarsi di cose di cui potrebbe fare a meno anche e solo per ignoranza nei confronti del cibo.

Vediamo insieme quale possa essere un’alimentazione giusta per noi e che possa far bene a noi e ai nostri bambini, insomma una sorta di vademecum di cibi sani che male non fanno, per nulla.

Alimentazione sana: cosa mangiare

L’alimentazione non è una cosa da prendere sottogamba, ma, soprattutto, è nutrimento per il nostro corpo e per la nostra mente. E proprio questa è la ragione per cui è importante imparare cosa mangiare e quanto e quando mangiare durante una stessa giornata.

Innanzitutto partiamo dalla colazione (e non mi dite che non potete farla perché non avete tempo. Sacrificate dieci minuti di sonno per mangiare qualcosa) ed è il pasto più importante della giornata.

Potete scegliere tra una serie di alimenti da mangiare, quindi mi raccomando di pensarci bene e di variare la colazione più volte durante la settimana:

  • 200 grammi di latte scremato (anche non vaccino ma di soia, di riso, di kefir)
  • uno yogurt magro
  • 2 frutti a piacere (no a banana, no a cachi, no a fichi, no uva)
  • un pezzo di crostata di frutta
  • una brioche
  • un cornetto

A metà mattina passiamo allo spuntino:

  • uno yogurt magro
  • un frutto
  • 50 grammi di formaggio come il parmigiano o il grana
  • 40 grammi di frutta secca (anche mista)

Per il pranzo possiamo scegliere tra primi e secondi (per un’insalata non ci vuole un’ora e al lavoro possiamo portarci un panino di circa 70 grammi con tonno senza olio, 100 grammi di prosciutto, mozzarella e pomodoro, lattuga e ricotta. I latticini sempre circa 200 grammi.):

  • 80 grammi di pasta (integrale sarebbe meglio) con:

– Zucchine cotte in padella con un cucchiaino d’olio evo

-Pomodoro fresco o pelato sempre condito con un cucchiaino d’olio

– Broccoli o bietole

– fagioli o lenticchie, piselli o ceci (meno di 50 grammi per piatto)

  • lattuga, carote e finocchi con petto di pollo o tacchino o una costina di maiale alla piastra
  • pomodori cotti al forno con circa 200 grammi di tonno
  • merluzzo, sogliola, salmone, pesce spada, orata, spigola cotta al forno o alla piastra e accompagnata da verdura cruda o cotta
  • melanzane, patate lesse, zucchine e peperoni cotti sulla griglia e conditi con olio e sale
  • se siete vegani o vegetariani tofu e seitan al posto della carne e del pesce con qualche contorno di verdura cruda o cotta
  • zuppa di verdure di stagione
  • vellutata con la zucca
  • vellutata di piselli
  • vellutata di funghi

Tutti i secondi, in questa alimentazione sana e dissociata, possono essere accompagnati da circa 70 grammi di pane, possibilmente integrale.

Durante il pomeriggio è sempre meglio sgranocchiare qualcosa:

  • yogurt magro
  • un frutto
  • frutta secca
  • un pezzetto di formaggio
  • un po’ di crostata di frutta

Per la cena vale il discorso del pranzo cercando di non esagerare con le porzioni e privilegiando le proteine al posto dei carboidrati.

Vi consiglio, infatti, di mangiare possibilmente i secondi o le zuppe di sera che mantengono il nostro corpo più sazio e meno gonfio di quando si mangia la pasta.

Vi sembra davvero così impensabile far sì che questo tipo di alimentazione sana entri nella vostra vita? Non credo, anzi, sarà forse un piacere prendersi cura di sé e degli altri dopo anni di alimentazione precaria e da fast food.

Basta ai panini confezionati, i prodotti surgelati, quelli industriali, quelli raffinati chimicamente che non fanno solo ingrassare ma ci fanno stare male, con gli organi affaticati o troppo inquinati da prodotti scadenti o troppo grassi.

E, soprattutto, non condite questi cibi in maniera esagerata, non mangiate troppo condito, non serve a nulla se non ad ingrassare.

Non bevete bibite zuccherate o gassate. I succhi di frutta non sono affatto giusti per la nostra salute, sono prodotti molto zuccherati e molto industriali, quindi anche i succhi fanno male.

Così come le gazzose e affini che di solito usate per accompagnare i pasti.

O le bevande alcoliche, che non possono di certo far parte di una dieta sana. Non dico che uno debba diventare astemio tutto di un botto ma è bene bere un bicchiere di birra a settimana o un calice di vino ogni tanto. No ai super alcolici che fanno malissimo, sì alla trasgressione ogni tanto se ci fa essere più felici.

Non dobbiamo diventare dei robot, la frustrazione renderebbe ogni sforzo parecchio difficile, quindi ogni tanto concedetevi un dolce o un bel calice di vino rosso ma poi il giorno dopo pensate bene a depurarvi mangiando un po’ di meno, cercando di essere ancora più attenti a quello che vogliamo e all’aver imparato a mangiare sano, che è il primo vero obiettivo di questo articolo.

Alimentazione sana nel 2018 è possibile?

Questo è certamente possibile, grazie anche a tutte le pubblicazioni che aiutano le persone che meno sanno a imparare ad essere più informati sul cibo e su come combinare il cibo in una giornata, in una settimana, in un mese, in un anno.

Non bisogna rinunciare a mangiare, non è quello il punto che aiuta una persona a diventare molto più consapevole del proprio corpo, per migliorare il proprio corpo e anche il proprio sistema nervoso, la propria concentrazione, eliminare un po’ di stanchezza per un po’ di energia.

Questo è quello che il cibo fa al nostro corpo, vera e propria benzina che ci fa vivere alla grande.

 

 

 

Neuroma di Morton: cause e rimedi

Neuroma di Morton: cause e rimedi

Il neuroma di Morton è una patologia degenerativa dei nervi plantari. Si caratterizza per un dolore al piede localizzato nell’area fra il terzo e il quarto dito.

Il sintomo più noto e comune consiste in moltissimi casi nell’avvertire la presenza dolorosissima di un sassolino nella scarpa.

Se trascurato degenera provocando un dolore fulminante che si cronicizza e dal piede può estendersi alla gamba. Generalmente la patologia peggiora quando si assume la posizione eretta, specialmente durante la deambulazione. La condizione tende a verificarsi prevalentemente nelle donne di mezza età.

Ma quali sono le cause del morbo di Morton?

In primo luogo la creazione di uno spessore del tessuto connettivo di uno dei nervi, causato da alcune abitudini di vita scorrette, come per esempio l’uso delle scarpe con il tacco alto. 

Sicuramente, parallelamente all’adozione di un’opportuna terapia, è consigliato passare a scarpe più comode, basse e che non costringano il piede a essere sottoposto a sollecitazioni all’interno di uno ambiente angusto. 

Sintomi del Neuroma di Morton

Non si riscontrano segni esterni di questa patologia, tuttavia ci sono sintomi ben precisi

– Una dolore intenso, come a causa della presenza di un corpo estraneo nella scarpa o nella calza;
– Un dolore fulminante localizzato nella zona dell’avampiede, ossia nella parte anteriore dell’arto, che può irradiarsi anche alle dita;
Formicolio o sensazione di torpore alle dita dei piedi;

Le Cause del Neuroma

Il neuroma sembra essere il risultato di complessi cambiamenti biomeccanici che si verificano nei nostri piedi. Tuttavia qual è la causa della formazione delle cicatrici e degli ispessimenti che caratterizzano questo tipo di patologia? Fondamentalmente la spiegazione più accreditata teorizza un sovraccarico della struttura tissutale. Si presenta una formazione di una cicatrice del tessuto connettivo come un tentativo del nostro organismo di proteggere la struttura sovraccarica.

I nervi delle dita dei nostri piedi si trovano in una zona delimitata dalle teste metatarsali. In particolare il nervo tra il terzo e il quarto metatarso tende a restare intrappolato tra le ossa del metatarso provocando un rigonfiamento del nervo, accompagnato dal dolore.

Il manifestarsi del Neuroma di Morton viene spesso attribuito all’uso di scarpe strette, ma il parere non è unanime. Il più delle volte è causato da una cattiva meccanica del piede. Anche le persone che corrono a piedi nudi sono soggette al problema, dunque non sembra essere una questione di scarpe strette o con il tacco troppo alto.
Qui elenchiamo alcune delle cause oggi riconosciute come valide dalla scienza medica:

Anomalie del piede: il piede può essere portatore di anomalie morfo-strutturali, presenti sin dalla nascita oppure causate da traumi. Queste anomalie sono le principali cause dei problemi di contatto che provocano problemi al tessuto connettivo dei nervi;

Calzature sbagliate: nonostante molti escludano a priori questa causa, sono numerosi gli specialisti che imputano il morbo di Morton all’uso prolungato di scarpe strette o provviste di un tacco eccessivo. L’avampiede si troverebbe infatti sovraccaricato provocando una torsione innaturale, che avrebbe come conseguenza l’infiammazione della zona del nervo;

– Postura scorretta: il modo in cui appoggiamo il piede durante il moto deve essere caratterizzato dall’equilibrio completo. È sufficiente anche un piccolo squilibrio per causare un sovraccarico di un’area del piede rispetto a tutte le altre. L’area dei metatarsi è piuttosto delicata e si infiamma con una certa facilità; 

Stress dinamico: è un’espressione che viene usata quando gli atleti vengono sottoposti a sollecitazioni ripetute in alcune zone del piede. Accade nelle discipline come il calcio, la corsa e il volley. Tutti questi sport possono causare più facilmente di altri il morbo di Morton;

Iperpronazione: mentre la pronazione è un movimento normale che il nostro piede esegue durante la deambulazione, la corsa o durante le discipline sportive, l’iperpronazione si verifica quando l’arto invece di cominciare la fase di spinta continua a ruotare. Questo comportamento scorretto del piede, durante la deambulazione, alla lunga provoca dolore. Si stima che oltre il 60% delle persone che esercitano l’iperpronazione provano a compensare roteando le caviglie e camminando con la parte esterna del piedi. Una buona indicazione potrebbe essere controllare lo stato della suola delle scarpe. L’usura in una zona particolare è indice di possibili difetti nella meccanica.

Trattamento del Neuroma di Morton

Il dolore è la prima causa che porta il soggetto a ricorrere ad un trattamento. Gli analgesici e i farmaci antinfiammatori possono sicuramente essere d’aiuto. L’infiammazione può regredire grazie all’applicazione di ghiaccio. Tuttavia possono giovare anche particolari tecniche o esercizi che permettono di alleviare il sovraccarico delle parti infiammate.
Il fisioterapista solitamente utilizza una serie di strumenti per effettuare un trattamento, che ha l’obiettivo di ridurre il dolore agendo sulla zona infiammata. Tra questi si possono ricordare:

l’applicazione di ghiaccio;
l’elettroterapia;
l’agopuntura;
il massaggio della zona plantare;

I massaggi sono piuttosto efficaci perché riescono ad agire direttamente sulla zona del nervo.

Uno dei rimedi più efficaci, da usare parallelamente alla terapia o come prevenzione del problema, è l’utilizzo di calzature specifiche. In molti casi è consigliato fare uso di suolette in feltro, schiuma o gel, per aiutare ad alleggerire le sollecitazioni nell’area.

Durante la fase della stabilizzazione del dolore e dell’infiammazione, il fisioterapista si concentrerà sul ripristino della normale biomeccanica del piede. Il trattamento può prevedere tecniche di mobilizzazione e allineamento articolari, massaggi, allungamento muscolare e ortesi, per limitare la pronazione eccessiva del piede.

La postura dei muscoli del piede è vitale per correggere la biomeccanica che ha portato alla lesione da sovraccarico. Il fisioterapista in tal caso potrà valutare la postura dei muscoli e prescrivere degli esercizi adatti a ripristinare la loro corretta posizione e funzionalità. Questa fase della riabilitazione è finalizzato a far tornare il soggetto al pieno esercizio delle sue abitudini di vita, sia quelle di deambulazione normale sia quelle relative ad attività fisiche e sportive.

In tal senso il fisioterapista personalizzerà la riabilitazione per aiutare il soggetto a raggiungere i suoi obiettivi specifici.

Il trattamento chirurgico

Occasionalmente è necessario ricorrere ad un intervento per il neuroma di Morton quando il trattamento conservativo, ossia la fisioterapia e tutte le altre pratiche mediche adottate per scongiurare l’intervento in sala operatoria, non sono in grado di alleviare i sintomi del neuroma di Morton.

La chirurgia comporta, attraverso un intervento di neurolisi, la liberazione del nervo ingrossato dalle aderenze e dall’infiammazione dei tessuti circostanti che lo comprimevano. Eliminando la compressione le terminazioni nervose digitali si dirigono verso le dita dei piedi senza ostacoli.

In particolare si può ricorrere all’intervento se il dolore si protrae da più di sei mesi senza alcun miglioramento. C’è da sottolineare che otto pazienti su dieci hanno tratto giovamento dall’intervento chirurgico, mentre sette pazienti su dieci non hanno più avvertito alcun dolore al piede.

Ematocrito basso in gravidanza: questo è quello che devi considerare

Ematocrito basso in gravidanza: questo è quello che devi considerare

L’ematocrito è un valore di valutazione del sangue periferico, che indica il rapporto fra volume del sangue e gli elementi corpuscolari, che sono i globuli bianchi, quelli rossi e le piastrine.

In genere, nel corso della gravidanza, la donna va incontro ad un abbassamento dell’emoglobina, ecco perché si parla di ematocrito basso in gravidanza.

La donna in stato di gravidanza nel corso dei mesi di gestazione va incontro a diversi esami, fra i quali anche quello dell’ematocrito.

Questi esami sono di fondamentale importanza per stabilire lo stato di salute della donna e del feto e per controllare che tutto prosegua nel migliore dei modi.

I valori del sangue possono cambiare durante la gravidanza, in virtù delle trasformazioni che il corpo subisce, ma alcuni cambiamenti sono dei veri e propri campanelli d’allarme che bisogna tenere in attenta considerazione.

Un fenomeno comune che si verifica negli ultimi tre mesi di gestazione è quello dell’ipervolemia, cioè l’aumento del volume del sangue in circolo, il che prepara la donna alla quantità di liquidi che perderà quanto darà alla luce il bambino.

Nella maggior parte dei casi, quindi, l’ematocrito basso è solo un parametro apparente, perché nella realtà la quantità dei globuli rossi rimane uguale.

Se invece la quantità di corpuscoli nel sangue si abbassa davvero, allora si ha un caso di anemia in gravidanza.

I valori di ematocrito basso possono corrispondere ad un’emoglobina bassa (anemia): l’emoglobina si considera bassa in gravidanza se è inferiore a 11 grammi per 100 ml nel corso del primo trimestre, e leggermente meno nei successivi mesi.

Laddove si abbia emoglobina massa in gravidanza, i medici consigliano di mangiare carne rossa, pollame, pesce, tuorlo d’uovo evitando invece l’albume che può bloccare l’assorbimento del ferro.

Nei casi fisiologici di ematocrito basso, infatti, il rimedio è prima di tutto alimentare, e bisognerà seguire la dieta che il medico imposta per il caso di specie.

Bisogna anche evitare i legumi e gli alimenti che contengono tante fibre e polifenoli, come te e caffè, che possono limitare l’assorbimento del minerale.

La vitamina C è indispensabile in caso di ematocrito basso e dovrebbe essere assunta in grandi quantità.

Inoltre bisogna porre attenzione alla cottura delle verdure, perché con la cottura gran parte del ferro si disperde. La soluzione migliore è quella di mangiare le verdure cotte al vapore, ipotesi per la quale la perdita del minerale si attesta circa al 50%.

Se invece si sospetta che sia il ferro ad essere basso, bisogna correre ai ripari perché il ferro basso può avere delle conseguenze dannose sul feto.

In alcuni casi, le cause che comportano l’ematocrito basso in gestazione sono altre: anemia emolitica, cirrosi epatica, emorragie, aplasia del midollo, insufficienza renale, o problemi anche più gravi.

È sempre compito del medico valutare a quale ipotesi sia dovuto l’ematocrito basso in gestazione, perché se nella maggior parte dei casi si tratta di un abbassamento fisiologico e che quindi non deve far preoccupare (tuttalpiù come detto si potrà integrare l’alimentazione) in altri casi è bene indagare più a fondo perché le cause potrebbero essere altre.

Come assumere Garcinia Cambogia Veda in 4 modi differenti

Come assumere Garcinia Cambogia Veda in 4 modi differenti

Hai intenzione di assumere un integratore a base di erbe per frenare il tuo appetito e per perdere peso?

La Garcinia cambogia veda può essere l’integratore giusto per te.

Già nell’Ayurveda, un’antica medicina indiana, è stata da sempre considerata un grande aiuto digestivo.

Se tu sei sovrappeso e hai voglia di qualcosa di naturale che ti possa aiutare la garcinia cambogia può essere una buona idea per i suoi benefici e le sue proprietà.

In questo articolo ti spiego come assumerla in 4 modi differenti.

Come assumere Garcinia cambogia

Come assumere Garcinia cambogia

La garcinia cambogia veda è un frutto tropicale originario dell’Indonesia. Ha la forma di una piccola zucca e in Indonesia viene usato per cucinare.

Il grande quantitativo di acido idrossicitrico (HCA) al suo interno sembra favorire la perdita di peso regolando il rilascio di serotonina e l’assorbimento di zucchero nel sangue. In tutti i test in cui la garcinia è stata somministrata a persone in sovrappeso il test ha avuto un risultato netto di maggiore dimagrimento.

Qui, però, non vendiamo fandonie.

Prima di tutto, quindi, voglio dirti che prendere questo integratore o qualsiasi tipo di integratore non ti farà perdere peso per miracolo.

Bisogna, certamente mangiare sano ed essere attivi. Si dimagrisce aumentando il livello di attività fisica e mangiando le cose giuste, non è che ci sia bisogno di una dose massiccia di integratore e mangiando lo stesso dolci e hamburger da fast food si dimagrisca lo stesso.

Basta anche fare una passeggiata, eh, non per forza la maratona per stare meglio e più in forma.

Oltretutto se assumi garcinia cambogia devi sapere cosa mangiare ancora di più. Gli studi hanno dimostrato che la garcinia aiuti a dimagrire ma non in presenza di cibi ricchi di fibre. Non sto dicendo che non dobbiate mai mangiarne ma che un eccesso potrebbe inibire la potenzialità dimagrante dell’integratore.

Premessa la dieta e l’attività fisica vediamo come assumerla.

  1. Controlla sempre il dosaggio. Non si deve superare una dose di 1500 mg al giorno. Il massimo del dosaggio sicuro è 2800 mg ma stiamo proprio al limite.
  2. In capsule. Anche in questo caso non esagerare, si può andare dalle 2 alle 6 capsule al giorno, dopo aver consultato il nostro medico, da assumere 30-60 minuti prima dei pasti.
  3. In gocce. Anche in questo caso consulta prima il tuo medico e poi resta sull’1-2 gocce prima dei pasti principali. In questo modo, assunta prima dei pasti, diminuisce il senso di fame e permette al nostro corpo di accelerare il metabolismo inibendo i grassi.
  4. Come frutto fresco. Come nella cultura ayurvedica la garcinia cambogia veda può anche essere assunta fresca. Cercate un buon distributore di cibo esportato e provate l’esperienza di mangiare il frutto da solo, senza essere sintetizzato in nessuna capsula o goccia che sia.

Mi raccomando solo, dopo questo articolo, di controllare bene anche tutti gli effetti collaterali che si possono riscontrare con l’abuso di garcinia cambogia veda e di consultare sempre il vostro medico prima di assumerla. Vivere bene è un diritto, vivere meglio è certamente un dovere.

 

 

 

 

 

Semi di lino: dove si possono comprare? Qui….

Semi di lino: dove si possono comprare? Qui….

Avete mai sentito parlare dei semi di lino?

Sapete che sono considerati quasi un miracolo?

E poi dove si possono comprare?

In questo articolo vi darò un po’ di informazioni sui semi di lino, sulla farina e sull’olio che si producono dai semi.

Lista Migliori Prodotti di Semi di Lino.

Cosa sono i semi di lino

I semi di lino sono considerati quasi magici dalle popolazioni orientali.

Sono una delle migliori fonti di omega3, acidi grassi essenziali, utilissimi al nostro organismo che vanno assunti con l’alimentazione.

Di solito, però, la nostra alimentazione è più ricca di omega6 e carente di omega3.

Soprattutto vegani e vegetariani e coloro che non mangiano pesce almeno due volte alla settimana non hanno quel bilanciamento giusto negli acidi grassi e non hanno omega3 (assimilabile anche sotto forma di integratore).

Queste sostanze sono però integrabili facilmente con due o tre cucchiaini di olio al giorno o usando la farina di semi di lino.

Questa sostanza assicura magnesio e fosforo, vitamine e proteine.

Oltretutto fanno molto bene all’intestino. I semi di lino sono considerati i veri e propri spazzini dell’organismo, aiutano a depurarci dalle scorie e dalle tossine e nella peristalsi intestinale. Servono anche moltissimo a curare la cistite e sono fantastici per donare lucentezza ai capelli.

Cosa è la farina di semi di lino

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La farina di semi di lino si ottiene macinando i semi. Il risultato è una farina di grana grossolana, che contiene un sacco di proteine e calcio, pochissimi carboidrati, ferro, fosforo, rame, manganese e magnesio.

La farina  è considerata un perfetto lassativo, ricca com’è di olio e omega3. Ci sono molti studi che sostengono che un uso regolare di farina di semi di lino aiuti sì l’intestino ma abbassa anche il livello di colesterolo nel sangue, migliora la salute dell’organismo e del nostro stomaco. Ci sono anche studi che sostengono che aiuti nella lotta al cancro alla prostata e al seno. Questa farina può essere utilizzata, bagnata, anche per impacchi in caso di slogature o ecchimosi, acne o reumatismi vari.

Ve l’avevo detto che è una specie di miracolo, no?

Ora guardiamo cosa fa l’olio di semi di lino.

Cosa è l’olio di semi di lino

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L’olio di semi di lino ha due funzioni, una alimentare e una cosmetica. Questo olio si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi di lino e ha un caratteristico sapore simile alla noce. L’olio di lino è ricchissimo di acido linolenico che fa molto bene per abbassare il colesterolo. In più ha ottimi risultati cosmetici, sia come nutriente di capelli spenti o opachi sia come olio da massaggio.

Come alimento un paio di cucchiaini sono più sufficienti, in una giornata, per soddisfare il fabbisogno di omega3. Si può usare per condire un piatto di verdure e carne bianca e il gioco è fatto.

Insomma, è chiaro che i semi di lino aiutino a vivere meglio e come tutte le cose di cui vi ho parlato che ci fanno vivere bene non possiamo non pensare di averlo in casa e di usarlo regolarmente.

Dove possiamo comprarlo? Vi linko un paio di offerte Amazon che non sono affatto male, anzi fanno proprio al caso nostro. Questa farina di semi di lino qui costa meno di 10 euro ed è biologicamente certificata.  Questo olio di semi di lino qui anche è magnifico, 100 per cento naturale.

Epid: estratto idroalcolico di propoli

Epid: estratto idroalcolico di propoli

Avete mai pensato di curare gli acciacchi invernali con l’estratto Epid propoli idroalcolico?

Una gran bella idea, con proprietà infinite, da quelle anti-infiammatorie a quelle antimicrobiche, senza imbottire il nostro corpo di chimica e di medicine pesanti.

Sapete a cosa serve la propoli in natura?

La propoli viene utilizzata dalle api per impedire che i parassiti possano attaccare l’alveare.

La propoli, dopo studi di anni, si è scoperto fare lo stesso con il nostro corpo ed Epid propoli utilizza lo stesso principio per creare questo estratto completamente naturale curativo.

Migliori prodotti contenenti Epid Propoli

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Che cos’è la propoli?

La propoli è stato il primo antibiotico mai scoperto.

Utilizzato da oltre duemila anni è stato al centro della medicina tradizionale egizia, greca e romana per curare ferite, lesioni e ustioni da qualsiasi infezione.

Da allora in poi i popoli di tutta Europa lo hanno tramandato per curare acne, artrite e qualsiasi infezione o lesione del corpo.

La medicina moderna ha continuato le ricerche e ha trovato la propoli incredibilmente efficace contro la stafilococco aureo.

Lo stafilococco aureo causa molte infezioni post operazioni, come la polmonite o l’avvelenamento del sangue.

La propoli serve ad inibire queste infezioni.

Un altro studio ha mostrato la grande capacità della propoli di combattere le infezioni della gola.

Un altro ancora ha trovato la propoli ottima per lenire le infezioni agli occhi.

Ottima anche contro influenze e raffreddore l’estratto Epid propoli è perfetto in questo periodo dell’anno.

Altri studi ancora hanno scoperto che la propoli aiuta a prevenire la formazione di tessuto canceroso nel colon.

Ovviamente non stiamo parlando di miracolo, stiamo parlando di possibilità, anche minima, di migliorare una condizione critica.

Infine la propoli è un noto antiossidante, quindi aiuta a combattere i radicali liberi all’interno del corpo.

Io consiglio di usare la propoli anche come integratore.

D’altronde, come qualsiasi estratto delle api, ha delle grandissime qualità anche come ricostituente.

Migliorando in maniera evidente il sistema immunitario permette a un corpo debilitato di migliorare la propria condizione più in fretta.

Diciamo che la propoli permette di acuire gli effetti dei nutrienti che diventano ancora più nutritivi.

Una dieta equilibrata con un integratore al propoli è perfetta per chi ha bisogno di parecchia energia, per chi ha bisogno di sentirsi subito attivo appena sveglio, per chi viene fuori da una brutta influenza e ha bisogno di sentirsi più in forma, di sentirsi maggiormente supportato dal punto di vista immunitario e non solo.

Come tutte le cose che vengono da epoche lontane la propoli era considerata una sorta di pozione magica. Ancora oggi devo ammettere che su di me ha un effetto sorprendente. Io uso un collirio al propoli molto spesso, perché ho gli occhi molto sensibili agli agenti esterni.

Ed ha un effetto calmante immediato. E senza usare medicine. Epid propoli permette di avere un estratto curativo che è davvero come la magia di uno sciamano, un concentrato antibiotico in poche gocce di estratto da portare sempre con sé, come una vera e propria bacchetta magica per la nostra salute.

 

 

 

 

Promuscle: linea di integratori alimentari e per il fitness

Promuscle: linea di integratori alimentari e per il fitness

Avete mai usato per lo sport e il fitness Promuscle?

Si tratta di una linea di integratori alimentari molto conosciuta e professionale.

E usare integratori alimentari per migliorare le vostre prestazioni sportive?

Gli integratori, infatti, sono usati da tantissime persone che hanno voglia di migliorare la massa muscolare e la perdita di peso.

Promuscle aiuta a raggiungere questi obbiettivi.

Promuscle – Integratori alimentari

Ovviamente, sempre e comunque, bisogna scegliere dei prodotti naturali che facciano bene al nostro corpo e che non facciano del male alla costruzione muscolare o al nostro fisico in maniera evidente, come in termini di distruzione del ciclo metabolico. Promuscle è un prodotto popolare ma molto buono, non c’è bisogno di steroidi o robaccia chimica per rendere il nostro corpo migliore.

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Forse quello che vi chiedete, maggiormente, è se usare gli integratori per lo sport, se conviene farlo. Io credo che se i prodotti, come Promuscle, mantengono quello che promettono aiutando il nostro corpo ad essere più in forma io non posso che essere d’accordo. Certo è che gli integratori non servono a costruire miracoli, c’è bisogno di un allenamento sportivo intenso per raggiungere risultati accettabili e un piano alimentare equilibrato per rendere la situazione non solo reale ma veritiera.

Non esisterà mai nessun integratore che permetterà a qualcuno di dimagrire mangiando 4 pizze al giorno. C’è bisogno di una dieta ad hoc e di un programma sportivo altrettanto settato su quello che vogliamo fare.

L’importante è che gli integratori, come Promuscle, rientrino in una dieta ad alto contenuto proteico che permettono, con gli integratori giusti, di costruire massa muscolare. Una dieta povera di grassi permette poi di perdere peso e di non affaticare il tuo corpo con alimenti trasformati, industriali e ricchi di zucchero.

Bisogna immaginare sempre che il proprio corpo sia un tempio da gestire in maniera differente da questi standard stressanti e stressati a cui siamo abituati. Fare esercizio fisico permette di avere un corpo allenato e una dieta equilibrata permette, finalmente, di mangiare seguendo quelli che sono gli standard giusti per migliorare non solo esteticamente ma anche all’interno. Ci sono molte malattie che vengono fuori da un’alimentazione sbagliata, dal diabete al colesterolo alto, dall’obesità di medio o grave livello.

Quindi mangiare bene e integrare la dieta con supplementi proteinici Promuscle renderà la vostra vita molto più sana.

Non c’è bisogno di prendere integratori che non siano ben assorbiti dal nostro organismo. Per esempio la creatina è piuttosto potente, così tanto che un uso prolungato può portare a vari scompensi, anche muscolari. Proprio per questo meglio scegliere integratori completamente naturali che abbiano, al loro interno, proteine, minerali o vitamine che ci aiutino a vivere meglio e non bibitoni che possano farci più male che bene.

Promuscle è quello che ogni sportivo dovrebbe assumere per migliorare le proprie prestazioni senza farsi male, senza che sia doping. E questo è quello che serve per rendere un favore al proprio corpo, al proprio essere sportivi, al proprio volersi bene.

Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

Cos’è la magnetoterapia

La magnetoterapia è una particolare metodologia di trattamento particolarmente utilizzata nell’ambito della medicina alternativa per scopi curativi e riabilitativi. Essa si fonda sul principio secondo cui l’esposizione di determinate zone del corpo a campi magnetici può risolvere problemi di varia natura.

Numerosi studi hanno dimostrato come la magnetoterapia, anche detta elettromagnetoterapia, possa ristabilire la giusta carica magnetica nelle cellule del corpo. Le analisi fatte partono dal concetto che ogni cellula abbia un potenziale elettrico (potenziale di membrana). Questo, in seguito ad un trauma, afflizioni parapatologiche e patologie di qualsivoglia natura si abbassa.

Proprio in questo caso agisce la magnetoterapia che ristabilisce il potenziale elettrico originale delle cellule dunque il loro equilibrio biochimico ripristinando, quindi, la giusta funzionalità della membrana cellulare. Più in generale, avviene una ripolarizzazione della membrana alla quale consegue la ristabilizzazione dell’equilibrio energetico.

Le onde magnetiche utilizzate sono tipo non-ionizzanti, ovvero, non sono assorbite dai tessuti o dagli organi ma influiscono su di essi tramite un’azione biofisica.

Le tipologie di magnetoterapia

È sbagliato pensare che questo genere di terapia abbia una sola modalità di applicazione. Infatti, nel corso degli anni, con l’esperienza e lo studio, gli esperti di medicina sono riusciti ad individuare diverse forme di utilizzo della frequenza del campo magnetico. 

Esistono infatti 3 tipologie principali di trattamento con la magnetoterapia:

  • Magnetoterapia statica: questa tipologia si basa sul fatto che una cellula danneggiata abbia subito anche un’alterazione nel potenziale di membrana a causa di una modificazione del flusso degli ioni, ossia un’alterazione della differenza del potenziale elettrico che intercorre tra la zona citoplasmatica (cariche negative) e quella extracellulare (cariche positive). 
    Grazie all’impiego di campi magnetici attraverso, l’applicazione di appositi magneti nella zona da trattare, dunque, si ristabilirebbe il potenziale di membrana sui valori standard, ovvero dai -40mV ai -80mV.
  • Magnetoterapia a bassa frequenza: questa tipologia si basa sul fatto che l’applicazione di un particolare strumento molto simile ad una spirale, creato con un materiale conduttore e chiamato solenoide, riesca ad esercitare una sorta di micromassaggio cellulare in grado di coadiuvare l’espulsione dei residui metabolici. Questa tipologia, dunque, risulterebbe maggiormente efficace se utilizzata su tessuti ricchi di liquidi (con ritenzione idrica).
    Viene definita a bassa frequenza per l’utilizzo di onde ad un’intensità compresa tra i 5 e i 100 Hertz.
  • Magnetoterapia ad alta frequenza: questa tipologia è più comunemente conosciuta anche con il nome di magnetoterapia a radio frequenza e si basa sul fatto che l’applicazione di onde radio migliorerebbe l’immunità cellulare ristabilendo così il giusto equilibrio.

La magnetoterapia ad alta frequenza, inoltre, avrebbe un’azione fluidificate sul sangue riuscendo così ad attivare o stimolare la circolazione. Questo sarebbe particolarmente indicato per lenire le infiammazioni muscolari e non solo.
Inoltre, questa terapia riuscirebbe a ristabilire la giusta polarizzazione della membrana cellulare e conseguentemente superare, così, lo stato di depolarizzazione.
Viene definita ad alta frequenza per l’utilizzo di onde radio a largo spettro ad un’intensità compresa tra i 18 e i 900 MHz. 

Qual è l’utilizzo principale della magnetoterapia?

La magnetoterapia, come accennato precedentemente, opera sostanzialmente sull’equilibrio elettrochimico della cellula regolarizzandolo e ristabilendo la permeabilità della membrana. Per questo motivo, la suddetta pratica è spesso utilizzata per la cura di disturbi muscolari e articolari oppure patologie ossee o dei tessuti.
Quando è presente un’infiammazione muscolare si possono rilevare delle importanti anomalie nei campi magnetici. La magnetoterapia può essere quindi utile per ristabilirne l’equilibrio. Nello specifico, i magneti impiegati erogano un campo magnetico di 2000/2500 Gauss. In base alla dimensione della zona da trattare verranno scelti i magneti della dimensione adeguata. 

La magnetoterapia presenta controindicazioni?

Sebbene questa terapia non presenti particolari controindicazione non è il caso di utilizzarla per i bambini, donne in gravidanza, pazienti affetti da diabete, soggetti affetti da cardiopatie o portatori di pacemaker, soggetti affetti da tumore, soggetti affetti da aritmie, soggetti epilettici e soggetti affetti da infezioni. 
È bene sottolineare che l’esclusione di queste categorie non è dovuta ad effetti collaterali riscontrabili direttamente dalla terapia magnetica, bensì dalla cautela che le aziende produttrici degli apparecchi devono avere per tutelarsi rispetto a possibili incidenti o rischi a cui sono esposti i soggetti affetti da determinate patologie.

L’apparecchiatura impiegata nella magnetoterapia

L’apparecchiatura impiegata nei trattamenti di magnetoterapia è costituita da una console computerizzata (che genera l’energia da infondere), due magneti principali e i cavi di collegamento. 
L’energia transita nei cavi e arriva ai magneti creando così un campo magnetico. Dalla console il terapeuta modifica la frequenza del campo per agire sulla zona del corpo interessata.
I magneti appaiono come piastre rettangolari e hanno su uno dei due lati una striscia di velcro. Queste ultime permettono di applicarli su fasce che servono da bendaggi nella zona da trattare. Esistono varie fasce a seconda della parte anatomica sottoposta al trattamento di magnetoterapia.
Per usufruire di questa terapia anche autonomamente a casa , è possibile prendere l’apparecchio magnetoterapia a noleggio.

Come si svolgono e quanto durano le sedute

È importante ricordare che la magnetoterapia deve essere svolta da professionisti o su precisa indicazione degli stessi. 
Le sedute, infatti, iniziano generalmente con un colloquio con il paziente il quale deve descrivere al terapeuta i sintomi di dolore che percepisce e cercare di localizzarli . Successivamente lo specialista, si accerterà della condizione e provvederà ad indicare le modalità con cui si svolgerà la terapia o indicherà con precisione come il paziente potrà svolgere il trattamento.
Le informazioni fornite dal paziente al terapeuta sono fondamentali poiché quest’ultimo, inserendole nella console computerizzata, ne trae indicazioni sulla potenza del campo magnetico da applicare. Il passo successivo che esso compirà sarà quello di posizionare i magneti sul muscolo infiammato e azionare l’apparecchiatura. I magneti rilasceranno flussi elettromagnetici ad intermittenza per un tempo di 30/35 minuti. Durante la posa dei magneti, il paziente non avvertirà alcun dolore.
Un trattamento completo, per il trattamento di infiammazioni muscolari, secondo gli specialisti, dovrebbe comprendere all’incirca 30 sedute. 

Quando e perché utilizzare la magnetoterapia

La magnetoterapia trova spesso impiego per il trattamento di disturbi articolari, reumatici e infiammatori. Infatti, essa è spesso utilizzata per la cura di:
• ulcere da decubito,
• formicolii e tunnel carpale (compressione nervosa che causa disturbo e dolore nella zona del polso e della mano),
• edema (accumulo di liquidi nei tessuti),
• vene varicose (è una dilatazione patologica della vena determinata da aumento della pressione, trombosi o insufficienza delle valvole),
• contusioni,
• atrofia di Sudek (sindrome riscontrabile a seguito della rimozione del gesso ortopedico),
• piede diabetico (detto anche piede neuropatico, è una complicanza cronica del diabete che compromette la funzione e/o la struttura del piede),
• dolori post operatori o cronici,
• distorsione,
• epicondilite (anche detto gomito del tennista),
• osteoporosi, rallentando il processo di diminuzione della densità ossea;
• malattie reumatiche (comunemente detti reumatismi sono dei disturbi dell’apparato locomotore e dei tessuti connettivi. Essi possono colpire articolazioni, ossa, tessuti, organi e tendini),
• ernia del disco (rottura del disco intervertebrale da cui ne deriva la sua dislocazione e la fuoriuscita del nucleo o di parti di esso),
• dolori muscolari,
• lombalgia (più comunemente detto mal di schiena, colpisce muscoli e ossa della schiena),
• nevralgia (patologia del nervo il quale può essere danneggiato e può colpire qualsiasi nervo del corpo),
• artrosi ( detta anche osteoartrosi è un disturbo che colpisce le articolazioni determinando la perdita delle cartilagini articolari sostituita da un nuovo tessuto osseo),
• artrite (infiammazione di una o più articolazioni).
Come è possibile evincere da questo elenco, l’utilizzo dei magneti risulta efficace su problematiche di diversa natura che colpiscono aree molto diverse. 
Infatti, l’azione dei campi magnetici è rivolta direttamente alle cellule. Dunque, essendo il corpo umano completamente composto da esse ne trae sicuramente beneficio. Più in generale è possibile dire che sottoporre determinate zone ad un campo magnetico, nel caso in cui siano presenti traumi o patologie, consente di trarre un effettivo giovamento.

Perché utilizzare la magnetoterapia

L’utilizzo della magnetoterapia a scopi terapeutici, a differenza delle cure tradizionali presenta diversi vantaggi.

In primis, è importante considerare che la terapia a base di campi elettromagnetici, non comporta effetti collaterali. Infatti, è stato dimostrato da diversi studi che non intossica l’organismo e risulta essere sicura e non invasiva.

Un soggetto che si sottopone alla magnetoterapia, non riscontrerà fastidi o dolore nella zona trattata dai magneti.

Tra i numerosi benefici riscontrabili con l’utilizzo della magnetoterapia è bene considerare l’effetto che questa ha sull’organismo. Essa, infatti, è in grado di migliorare il metabolismo della cute, a questo ne consegue un’azione anti invecchiamento dei tessuti.

Nello stesso ambito, numerosi studi, hanno dimostrato come l’utilizzo dei magneti sulla pelle consenta di accelerare il percorso di cicatrizzazione delle ferite, delle piaghe e agevoli la guarigione dei tessuti molli. Inoltre, essa è in grado di stimolare la calcificazione dei tessuti, riducendone i tempi e aumenta la resistenza e la mineralizzazione ossea. 

La magnetoterapia, tra i numerosi benefici, annovera anche un’azione sul sistema circolatorio. Infatti, aumenta la vascolarizzazione e la velocità di scorrimento del sangue. Ne consegue un evidente miglioramento della circolazione periferica. 
Infine è stato dimostrato che il posizionamento dei magneti in determinate zone del corpo possa essere particolarmente utile come antiinfiammatorio o antidolorifico.

Ultimate Italia TestoMax: integratore di zinco e magnesio

Ultimate Italia TestoMax: integratore di zinco e magnesio

Avete mai pensato di aggiungere alla vostra dieta l’integratore Ultimate Italia Testo Max?

E’ un integratore molto interessante che migliora le prestazioni degli atleti ma in maniera completamente naturale.

Ultimate Italia Testo Max è un integratore alimentare a base di zinco e magnesio aspartato.

Con Ultimate Italia Testo Max un atleta può migliorare senza incorrere nell’annoso problema del doping.

Infatti nessuna organizzazione sportiva ha bandito questo integratore.

Perché non è considerato doping?

Perché questo integratore, se assunto regolarmente, aumenta la produzione di testosterone, perfettamente nella norma.

Che cosa contiene Ultimate Italia Testo Max?

Nelle compresse dell’integratore alimentare Ultimate Italia Testo Max c’è magnesio e zinco abbiamo detto.

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Molto spesso, di entrambi questi minerali, nelle nostre diete non c’è traccia.

O pochissima traccia.

Un integratore alimentare può fare al caso nostro.

Quali sono i benefici del magnesio?

  • migliora e rinforza le ossa
  • migliora le reazioni biochimiche nel corpo
  • aumenta i livelli di ormone anabolico, tra cui testosteroe libero e IFG-1. Questi livelli sono molto importanti durante gli allenamenti intensi degli atleti.
  • migliora le funzioni cardiovascolari
  • riduce la resistenza all’insulina (quando le cellule diventano resistenti i livelli di zucchero si accumulano nel sangue. Proprio questo eccesso va nel fegato e viene convertito in grasso.)
  • mantiene il metabolismo sano

Anche lo zinco è molto importante ed è difficile che in una dieta ci sia un livello necessario di zinco. L’assenza di zinco può essere riscontrata in lentezza ed affaticamento.

Lo zinco a cosa serve?

  • regola la produzione dei linfociti T che regolano le infezioni
  • mantiene la salute degli organi riproduttivi
  • aumenta il livello di testosterone
  • migliora le normali funzioni cardiache
  • riduce la durata dei sintomi del raffreddore

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Ultimate Italia Testo Max contiene anche vitamina B6 che è una vitamina essenziale per chi si allena regolarmente e perché aiuta l’assorbimento di magnesio e zinco.

Zinco e magnesio sono eccezionali anche da soli ma la combinazione di zinco, magnesio e vitamina B6 è davvero potente.

Con questo mix si acquisisce massa muscolare e si resta in salute, senza schifezze chimiche che ci fanno stare male e rovinano il nostro organismo.

Tutto questo è molto importante da scrivere a chiare lettere perché qui non parliamo mai di integratori che non siano completamente naturali, quindi la potenza e l’aiuto che possono dare è assolutamente naturale.

Qui non parliamo di bibitoni chimici che servono per pompare i muscoli, qui non parliamo di doping illegale.

Parliamo di un integratore alimentare, Ultimate Italia Testo Max, che è perfettamente legale e che ci aiuta a migliorare le prestazioni perché aumenta il testosterone e perché migliora la funzionalità degli organi interni.

Qui non vogliamo mai parlare di miracoli, non ci appartiene come idea e non è neppure giusto per chi legge, qui parliamo sempre di prodotti selezionati e naturali che ci servono ad imparare a prenderci cura di noi con qualche accorgimento.

Vogliamo stare bene, no?

Questo è quello che davvero conta, vogliamo essere in forma e davvero super concentrati sugli obiettivi che ci prefiggiamo.

 

 

 

8 cose che un massaggiatore deve sapere (due sono fondamentali)

8 cose che un massaggiatore deve sapere (due sono fondamentali)

Quali sono le 8 cose che un massaggiatore deve sapere? E le due che sono davvero fondamentali per il suo lavoro?

Ci sono molte cose che un massaggiatore deve sapere ma due sono assolutamente fondamentali per far sì che possa svolgere al meglio il proprio lavoro.

In effetti sono così importanti che il tuo massaggiatore, indipendentemente dal corso di massaggio abbia frequentato, da quanti anni abbia studiato o praticato, non sarà mai un vero massaggiatore.

Ma faccio prima una lista celle cose che sono comunque importanti da sapere.

8 cose che un massaggiatore deve sapere

1. Anatomia

La conoscenza dell’anatomia è certamente importante per capire dove sono i muscoli e quali sono i muscoli su cui lavoriamo.

Ora tu penserai che questa cosa sia fondamentale ma in realtà l’anatomia si studia da 40 anni a differenza dei 3000 anni di storia del massaggio.

Quindi sì è importante ma non è fondamentale.

2. Fisiologia

Certamente è importante conoscere lo studio dei sistemi che regolano il nostro corpo e come funzionano.

Questo ci rende un professionista migliore ma non è fondamentale per il massaggio.

3. Kinesiologia

La studio delle funzioni muscolari è molto interessante.

In che modo un massaggiatore potrebbe svolgere bene il suo lavoro senza sapere come funzionano i muscoli, vi chiederete.

E infatti è molto importante ma, come per l’anatomia, per millenni si è fatto senza, quindi non abbiamo tutta questa ragione di conoscere la kinesiologia.

4. Il massaggio può fare male

Certamente è importante sapere che il massaggio ha un tasso di infortuni bassissima, meno del 0,1 per cento.

E se sono incinta?

Se sei incinta ci sono dei massaggi che fanno molto bene nel primo trimestre.

E se ho un grumo di sangue in una gambe e mi viene un embolo?

Queste non sono controindicazioni, queste sono paure.

Il massaggio, è bene saperlo, se fatto da mani esperte che sanno quello che fanno, non fa male.

Bisogna trovare le persone giuste, quindi di certo non è fondamentale sapere che il massaggio fa male in qualche caso, anche perché questa cosa non è affatto vera!

5. Germi dappertutto

Ma chi l’ha detto che germi, batteri e virus sono pericolosi durante un massaggio?

Facciamo certamente bene a preoccuparci ma non è vero che nel massaggio si trasmettano batteri, soprattutto se c’è igiene (che poi, perdonatemi, ma è la cosa fondamentale da aspettarsi quando si fa un massaggio in uno studio professionale).

6. La tecnica

Allora, forse è questo quello che è fondamentale per un massaggiatore: la tecnica.

Se il massaggiatore non sa come usare le mani, direte voi, non è un bravo massaggiatore.

Invece no, non è neppure questo. Perché con la pratica, più che con lo studio della tecnica, impariamo tanto.

Le 2 cose più importanti che il massaggiatore deve sapere

7. Buone mani

Eh sì, è proprio questo che è fondamentale: le buone mani. Perché le buone mani sono un dono, che poi si possono migliorare con tecnica e pratica.

8. Buon cuore

Bisogna avere passione. Il massaggiatore deve avere un cuore grande e una bella energia che gli viene su da dentro.

Può essere anche un lavoro molto stressante se si fa ad alti livelli e per lungo tempo.

Quindi è solo la predisposizione nei confronti del cliente e del lavoro che fa del massaggiatore un bravo massaggiatore.

Glutammina prima di dormire: integratore dai molteplici benefici

Glutammina prima di dormire: integratore dai molteplici benefici

Avete mai preso la glutammina prima di addormentarvi? Questo sì che è un integratore che fa bene a tante cose, scopriamolo insieme!

La glutammina è uno dei tanti aminoacidi presenti nei nostri corpi e che serve per la costruzione dei muscoli.

La sostanza nutritiva gioca un ruolo importante per la nostra salute e viene processata anche in integratori alimentari sotto forma di polvere da aggiungere a frullati e bevande.

Quando subiamo uno stress muscolare la necessità di glutammina diventa maggiore, quindi si chiede al corpo di produrne una quantità sufficiente.

Cosa che nel breve termine difficilmente accade.

La mancanza di glutammina provoca affaticamento mentale, un peggioramento del funzionamento del sistema nervoso causato dalla disidratazione dei muscoli.

DOVE SI COMPRA: LISTA MIGLIORI PRODOTTI

PRODOTTO PRODOTTO PRODOTTO PRODOTTO
Named L-Glutammina - 300 g Integratore di Glutammina NUTRA RISE

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A cosa serve la glutammina?

Consiglio a tutti di iniziare a pensare di usare integratori alimentari alla glutammina per migliorare molte funzioni del nostro corpo.

Volete sapere quali?

1. Migliora il sistema immunitario

Il sistema immunitario dipende, in buona sostanza, dalla glutammina per il proprio fabbisogno energetico: una produzione di glutammina inferiore indebolisce il sistema immunitario rendendoci più vulnerabili alle malattie. Le cellule del nostro sistema immunitario dipendono dalla glutammina anche per alimentare il metabolismo che è necessario per migliorare il fisico, la mente e la nostra emotività. Consiglio gli integratori alimentari, per migliorare il livello del nostro aminoacido, soprattutto dopo una malattia, dopo un’operazione chirurgica, dopo un infortunio.

2. Recuperi record

Quando si lavora spesso con i muscoli, come per gli atleti e gli sportivi, è molto facile che questi muscoli abbiano bisogno di un pit-stop, dopo un infortunio o una lesione. E sappiamo anche che, a livello professionistico soprattutto, sia importante che il recupero dagli infortuni sia veloce e al tempo stesso ottimale. Gli integratori in polvere di glutammina vengono somministrati proprio per questo, per cicatrizzare più velocemente la lesione e per rendere più veloce il recupero. Studi hanno comprovato che un uso costante di integratori permette anche di ridurre significativamente il rischio di infezioni post operazione chirurgica.

3. Aumento ormone della crescita e riduzione infortuni

L’ormone della crescita aiuta a migliorare e rafforzare i muscoli, riducendo anche la possibilità di incorrere in lesioni ricorrenti. Gli integratori di glutammina hanno la capacità di accrescere i livelli di ormone della crescita del 400 per cento. Quello che mi preme dire è che più si va avanti con l’età più la produzione naturale di glutammina diminuisce, con conseguente perdita di massa muscolare e aumento del grasso corporeo. Il consumo degli integratori diminuisce la riduzione di glutammina e previene la perdita muscolare e la riduzione degli infortuni durante allenamenti atletici.

4. Benefici mentali

La glutammina è presente nel nostro cervello, nell’intestino e nelle aree muscolari più lisce. Questo aminoacido è fondamentale nella costruzione dei muscoli e anche per mantenerne potenza e salute. Ma non solo: la glutammina è l’aminoacido dominante nei fluidi cerebrali. Avere una produzione costante di glutammina permette di regolare le funzioni cerebrali con un ritmo costante.

5. Digestione sana

La glutammina aiuta a digerire il cibo con maggiore facilità e un buon integratore alimentare può aiutare nel transito intestinale regolarizzandolo. Come dico sempre un integratore alimentare non è il sostitutivo di un pasto ma si può integrare una dieta equilibrata con un buon apporto di glutammina che ci aiuti nel tratto gastrointestinale.

6. Energia alle stelle

Un buon quantitativo di glutammina nel nostro corpo ci permette di avere alti livelli di energia sia nel nostro corpo che nel nostro cervello. Questo aminoacido serve a tenere alto il glicogeno, che è un polisaccaride, che crea proprio riserve di energie. Studi scientifici hanno comprovato che un alto livello di glutammina permette anche alla nostra mente di migliorare le proprie prestazioni in maniera incisiva.

7. Aiuto durante le cure per il cancro

Qui non stiamo parlando di miracoli, la glutammina non cura il cancro ma aiuta, in maniera significativa, a migliorare la resistenza agli effetti collaterali delle cure, donando una certa energia, una digestione migliore e anche una maggiore resistenza alle infezioni che possono accadere più facilmente in un corpo debilitato da cure così forti.

8. Aiuto nei trattamenti per l’HIV

La glutammina non cura l’HIV, come per il cancro, ma aiuta nel decorso della malattia, specie rinforzando il sistema immunitario e aiutando il paziente nella possibile perdita di peso, che è molto probabile specie con le cure piuttosto potenti per combattere la malattia. Come qualcuno di voi sa l’Aids provoca anche delle lesioni, più o meno gravi, sulla pelle e anche in questo caso la glutammina aiuta nella cicatrizzazione.

9. Glutammina prima di dormire

Arriviamo all’ultimo motivo per cui siamo molto buono integrare una dieta già equilibrata con gli integratori alla glutammina: la glutammina combatte l’insonnia. Come fa a combattere l’insonnia?

Perché aiutando i flussi cerebrali riesce a rendere più corroborante e più semplice anche il momento del riposo portando il nostro corpo ad essere naturalmente più rilassato per dormire.

Insomma, avete capito: non stiamo parlando di un miracolo ma stiamo parlando di un aminoacido fondamentale per far funzionare al meglio il nostro corpo e la nostra mente. Proprio per questo motivo sono ben felice di consigliarne l’utilizzo, sotto forma di integratore alimentare, soprattutto nei periodi di maggiore stress, sia fisico che mentale.

Il mio consiglio è quello di tenere sempre alta la produzione di glutammina per essere più efficienti e più reattivi. Tutto ciò che fa in modo di raggiungere un livello di benessere superiore è quello che più mi interessa mostrarvi. Molti di noi non hanno informazioni sufficienti per prendersi cura, in maniera più che giusta, del proprio corpo.

C’è troppa indifferenza, troppo stress, non c’è un momento per prendersi cura di sé. Rallentate i ritmi per un attimo, informatevi, iniziate a pensare al vostro corpo come una macchina che ha bisogno di un carburante speciale, come la glutammina che innalza le nostre prestazioni a un livello inimmaginabile. Quindi pensate agli integratori come ad un aiuto concreto per vivere al meglio la propria vita, questo è quello su cui vorrei farvi ragionare, per migliorare la propria vita ed essere certamente più felici.

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Named L-Glutammina - 300 g Integratore di Glutammina NUTRA RISE

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